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Se hai il touchscreen rischi di viaggiare alla cieca per 1,5 km

Se hai il touchscreen rischi di viaggiare alla cieca per 1,5 km
L’utilizzo del touchscreen in auto comporta una pericolosa fonte di distrazione per gli automobilisti, che finiscono per “viaggiare alla cieca”.

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Il display touch è diventato elemento imprescindibile praticamente per qualsiasi automobile. Anzi, si è trasformato nel vero cuore digitale dell’intero abitacolo. Sul touch si trova il sistema di infotainment, con le app e il collegamento allo smartphone, ma anche il sistema di controllo del veicolo. È tramite lo schermo che si naviga, si imposta il climatizzatore o si cambia modalità di guida. Il risultato? Automobilisti sempre più distratti: lo provano i fatti.

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Il touchscreen fallisce il test degli esperti

A mettere alla prova i display touchscreen delle auto moderne è stata l’autorevole rivista svedese Vi Bilägare. La stessa che, inventando il test dell’alce per testare i problemi di stabilità di alcuni popolari modelli, ha spinto i costruttori alla diffusione del sistema anti-sbandamento Esp, oggi obbligatorio per legge.

Gli esperti hanno indagato il tempo necessario a svolgere compiti quotidiani tramite schermi digitali, come regolare il climatizzatore o cambiare stazione radio. Lo avevano già fatto nel 2022 e, sorprendentemente, i risultati sono peggiori di allora. Utilizzare il sistema digitale dell’auto richiede di distogliere lo sguardo dalla strada per più tempo di quanto fosse necessario qualche anno fa.

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Nel test in pista, i conducenti monitorati – viaggiando a una velocità di 110 km/h – hanno impiegato in media il tempo necessario a percorrere  813 metri per completare le operazioni richieste. Nel 2022 i metri di disattenzione registrati erano 756. Sulle vetture più recenti sono necessari circa 2 secondi in più per gestire ogni sottomenu di sistema, ovvero decine di metri percorsi ad alta velocità senza guardare la strada. Sulle auto dai sistemi più complessi, quelle con i più ampi schermi full touch (cioè prive di qualsiasi tasto fisico), il tempo necessario è salito a 45 secondi: considerando una velocità di 110 km/h si guida alla cieca per quasi 1,5 km.

Il problema è ancor più evidente se si effettua il paragone con un modello analogico. Alla guida di una Volvo V70 del 2005, gli automobilisti monitorati dagli esperti, hanno completato tutti i compiti in appena 10 secondi, coprendo una distanza di disattenzione di appena 300 metri a 110 km/h.

Auto più evolute ma meno intuitive

Il problema non è la grandezza del display – seppur spesso raggiunga le dimensioni di una piccola tv – ma la complessità delle interfacce. L’infotainment è diventato più evoluto, ma anche meno intuitivo. Il principale ostacolo alla sicurezza sono i cosiddetti menu stratificati, in cui anche funzioni basilari come il riscaldamento o la regolazione dei sedili sono nascosti all’interno di sottomenu complessi.

Ad essere denunciata dai guidatori è anche la mancanza di un feedback tattile. La superficie dello schermo è egualmente liscia in ogni suo punto, impedendo l’uso della memoria muscolare e costringe l’automobilista a verificare visivamente ogni singolo tocco. Ecco perché anche Euro NCAP chiede la reintroduzione dei tasti fisici.

Infine, anche nei modelli premium manca una corretta retroilluminazione. In molti casi le barre touch sotto lo schermo non sono illuminate di notte, rendendo impossibile il corretto azionamento al buio – non senza guardare attentamente per lo meno. Gli occhi però dovrebbe essere ben fissi sulla strada.

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