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La Cina mette un freno agli schermi touchscreen in auto: obbligatori i tasti fisici (ed è un bene)

La Cina mette un freno agli schermi touchscreen in auto: obbligatori i tasti fisici (ed è un bene)
Il legislatore introdurrà l'obbligo di alcune funzioni comandate da tasti fisici, sebbene non sia ancora il livello necessario rispetto alla proliferazione di comandi nascosti a schermo

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È ancora troppo poco. Parliamo di ritorno ai comandi analogici, dopo un esagerato proliferare di funzioni in auto collegate a tasti touch, dove non nascoste all’interno dei menu dei sistemi infotainment. 

In Cina, il legislatore interverrà imponendo, per i nuovi modelli prodotti dal prossimo luglio, l’obbligatorietà di alcune funzioni vincolate a tasti fisici. 

MENO TOUCH IN AUTO, PIÙ TASTI FISICI

È troppo poco quanto previsto poiché si limita a imporre leve, tasti, pulsanti o selettori fisici per azionare le frecce, le frecce d’emergenza, la selezione delle marce e l’attivazione/disattivazione degli Adas. Ancora: l’azionamento dei tergicristalli, del retronebbia o impianto di sbrinamento, gli alzavetri. I tasti fisici dovranno avere dimensioni minime di 10 millimetri per 10 millimetri. Si tratta di un intervento per superare scenari di digitalizzazione al limite, relegati a pochissime realtà sul mercato, dove l’obbligatorietà interessa l’attivazione degli alzavetri, ad esempio.

La discussione di revisione delle normative è stata avviata nel 2023, ha coinvolto i costruttori e istituzioni del settore in Cina e, adesso, emerge la prima bozza di intervento. E’ singolare come il provvedimento arrivi dal Paese la cui industria automobilistica, più di ogni altra, ha puntato sull’estrema digitalizzazione dell’abitacolo dell’auto.

Leggi anche: Kia, i comandi fisici e l’eccezione che vorremmo come regola

Il riesame si inserisce in un percorso che vede avanzare divieti anche nell’adozione dei volanti-cloche, altra tipologia di comando scomodissimo nell’impiego reale, oltre a prevedere che tali comandi fisici garantiscano il loro funzionamento anche in assenza di alimentazione o crash del sistema. 

ANALOGICO É MEGLIO

Il tema dei comandi touch o funzioni trasferite a schermo vede una “lotta” di lunga data contro tali soluzioni, sostenuta dai puristi e dall’oggettiva, superiore, funzionalità. Il viatico intrapreso con la diffusione e centralità dei display in auto era evidente quale sarebbe stato, tanto più con le possibilità di design ultraminimalista che offre il raggruppamento di comandi dietro a uno schermo anziché prevedere singoli tasti/levette/pulsanti.

Da un lato, l’accentramento delle funzioni in touch dietro un display ha permesso di riscrivere i canoni di stile in abitacolo. Dall’altro, ha portato l’innalzamento esponenziale dei livelli di distrazione alla guida, costretti come si è a dare un’occhiata al display, non potendo agire “a memoria”, su comandi fisici noti nel posizionamento e accessibili al volo. I feedback tattili, per ovviare all’impossibilità di agire “al buio”, non risolvono del tutto i limiti intrinseci dei comandi a sfioramento, tanto più su un display.

Il passo avviato dal legislatore cinese è timido se si limiterà a prescrivere il ritorno a tasti fisici unicamente per le funzioni emerse dalla bozza del documento. Estendere l’obbligatorietà ai comandi di gestione del clima, del volume e tracce audio, sembrerebbe essere l’abc irrinunciabile dell’ottimale disposizione dei comandi in abitacolo. 

Sarà un dietrofront diffuso o resterà un ravvedimento dei singoli costruttori?

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