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Le auto elettriche hanno costi di mantenimento tra il 20 e il 50% più bassi

Le auto elettriche hanno costi di mantenimento tra il 20 e il 50% più bassi
Accanto al tema economico, resta centrale quello ambientale. L'ultimo report di EY e Eurelectric stima che l’elettrificazione delle flotte potrebbe evitare fino a 1 miliardo di tonnellate di CO₂ entro il 2030

IN QUESTO ARTICOLO

La transizione all’elettrico per le flotte aziendali può un driver economico concreto? Secondo il report “Fleet Forward: powering the transition to electric mobility” di EY e Eurelectric, sì: l’elettrificazione delle flotte europee potrebbe generare fino a 246 miliardi di euro di risparmi operativi cumulati entro il 2030.

Il cuore del vantaggio sta nei costi operativi. I veicoli elettrici, soprattutto nei segmenti più diffusi nelle flotte — auto aziendali e veicoli commerciali leggeri — mostrano già oggi un costo per chilometro inferiore rispetto ai motori termici.

Il motivo è noto, ma ora misurabile con maggiore precisione:

  • energia più economica rispetto ai carburanti tradizionali
  • minori costi di manutenzione
  • maggiore efficienza complessiva del veicolo

Elettrificazione delle flotte: i dati

Questo vantaggio diventa ancora più evidente quando la ricarica avviene in contesti controllati, come il deposito aziendale o il domicilio del driver. In questi casi, il risparmio non è marginale: è strutturale.

Anche nel mondo dei veicoli pesanti emergono segnali interessanti. Dove i percorsi sono prevedibili e pianificabili — ad esempio nella logistica su tratte fisse — l’elettrico può già competere sul piano operativo, soprattutto se integrato con strategie di ricarica efficienti e con sistemi di pedaggio che penalizzano le emissioni.

IL PUNTO DI PAREGGIO ECONOMICO

Uno degli elementi più rilevanti che emerge dal report è che il vantaggio economico non è una prospettiva futura. In molti casi, il punto di pareggio sui costi operativi è già stato raggiunto. Questo è particolarmente vero per flotte urbane, servizi di consegna last-mile e veicoli ad alta percorrenza giornaliera.

In questi contesti, ogni chilometro percorso consolida il vantaggio dell’elettrico. E per un fleet manager, significa vedere un impatto diretto e crescente sul conto economico.

Leggi Anche: TCO al centro, cosa ne pensano i Fleet Manager.

Dal punto di vista del TCO il risparmio però non è sempre automatico: da una parte il costo dei veicoli elettrici è maggiore per una flotta in proprietà, connesso poi all’incertezza sui valori residui provocato anche dalla la variabilità degli incentivi. Ma anche per chi sceglie il noleggio, i tempi e i costi legati allo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica possono rappresentare un ostacolo. Il risparmio esiste, ma va progettato.

C’è poi un dato che spiega perché tutto questo riguarda direttamente chi gestisce flotte: circa il 60% delle nuove immatricolazioni in Europa è destinato a uso aziendale. Come abbiamo già detto più volte, le flotte possono rappresentare il vero motore della transizione, in grado anche di sfruttare al meglio i vantaggi dell’elettrico.

Le leve di risparmio nell’elettrificazione

Il report suggerisce che il passaggio all’elettrico non è una semplice sostituzione tecnologica, ma un progetto operativo che va disegnato con attenzione.

Le leve principali sono tre.

  1. La prima è la ricarica in deposito. È qui che si gioca gran parte del vantaggio economico, perché consente di abbattere il costo dell’energia e di stabilizzare la spesa.
  2. La seconda è l’allineamento tra veicolo e missione. Non tutti gli utilizzi richiedono batterie grandi o autonomie elevate: dimensionare correttamente i veicoli significa evitare costi inutili e migliorare il TCO.
  3. La terza è la gestione intelligente della ricarica. Pianificare quando e come ricaricare permette di sfruttare al meglio le tariffe energetiche e di ridurre ulteriormente i costi operativi.

Accanto al tema economico, resta centrale quello ambientale. Il report stima che l’elettrificazione delle flotte potrebbe evitare fino a 1 miliardo di tonnellate di CO₂ entro il 2030. Un dato che rafforza il ruolo delle flotte anche sul fronte ESG, sempre più rilevante nelle decisioni aziendali.

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