16 Ottobre 2018

Come funzionano i sistemi di visione notturna?

Concepiti per usi militari, i sistemi di visione notturna o night vision permettono di rilevare al buio persone, animali e oggetti, a una distanza maggiore rispetto ai fari dell’auto, sia anabbaglianti sia abbaglianti, migliorando così la sicurezza stradale.

I sistemi di visione notturna, conosciuti anche con il nome di night vision, aiutano il driver a individuare con minor fatica e maggiore sicurezza eventuali ostacoli sulla carreggiata. Infatti, consentono di rilevare al buio oggetti, ma soprattutto pedoni e animali, a distanza maggiore di quella consentita dagli anabbaglianti (e pure oltre la portata degli abbaglianti).

Sistemi di visione notturna night vision

Due i sistemi di visione notturna in uso: attivo e passivo. Entrambi richiedono una telecamera, di solito piazzata dietro la griglia frontale. Nel primo caso, ci sono anche i proiettori a infrarossi (per illuminare a grande distanza la strada con una luce invisibile agli automobilisti e che quindi non abbaglia i loro occhi), collocati in genere all’interno dei gruppi ottici. L’immagine rilevata dalla telecamera viene poi visualizzata sullo schermo centrale della plancia o sul display della strumentazione.

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COME FUNZIONANO I SISTEMI DI VISIONE NOTTURNA

Come anticipato in precedenza, ci sono due tipi di sistemi di visione notturna. Il sistema passivo, il più diffuso, si basa su una termocamera (o telecamera termografica), sensibile alla radiazione infrarossa e in grado di catturare le radiazioni termiche emesse da oggetti, animali ed esseri umani.

Sistemi di visione notturna come funzionano

Il vantaggio di tali dispositivi consiste nel fatto di non dover utilizzare proiettori specifici a raggi infrarossi, come invece richiesto dai sistemi attivi di visione notturna.

UN ACCESSORIO DI LUSSO

I sistemi di visione notturna sono congegni sofisticati e costosi. Si tratta di una tecnologia che arriva dal settore elettronico (perché già utilizzata su telecamere e apparecchiature ottiche speciali), nata per impieghi bellici, la cui utilità è stata in parte limitata dai nuovi fari a matrice di Led (anch’essi un accessorio di fascia alta), che permettono di illuminare la strada in maniera molto efficace, anche in presenza di veicoli che precedono e che incrociano.

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LA STORIA

I primi sistemi di visione notturna per auto sono stati montati sulla Cadillac DeVille del 2000. Erano dispositivi, di tipo passivo con rilevamento delle radiazioni termiche,  sviluppati insieme alla statunitense Raytheon, non a caso una delle più importanti aziende nel campo delle forniture militari.

Una camera dietro la mascherina del radiatore captava le radiazioni a infrarossi e l’immagine trattata dal microprocessore veniva proiettata sul parabrezza. La Toyota, invece, è stata la prima a montare il sistema attivo night view sulla Land Cruiser nel 2002 (il dispositivo proiettava l’immagine processata dal computer sulla zona inferiore del parabrezza), seguita nel 2005 dalla Mercedes (a bordo della Classe S W221).

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