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Smart compie 25 anni: la storia della più piccola del mercato

Smart compie 25 anni: la storia della più piccola del mercato
Era il 1998 quando fu presentata la prima vettura Smart, piccola come ormai non lo sarà più. Ripercorriamo la storia di uno dei brand più originali del mercato.

IN QUESTO ARTICOLO

Qualcosa che ti permetta di scansare il traffico e, magari, evitare anche la fila al parcheggio: è il sogno di ogni automobilista, da sempre. Era il sogno di Johann Tomforde, uno dei dipendenti di casa Mercedes-Benz nel 1972.

Proprio da una sua intenzione, che si unirà a quello di un altro genio che con l’automobile non aveva nulla a che fare, nascerà Smart, il brand delle piccolissime che quest’anno ha raggiunto un quarto di secolo di storia, ripercorriamola assieme.

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25 ANNI DI SMART

Le origini da orologiaio

Il progetto del già citato Tomforde verrà poi avvicinato, più di dieci anni dopo, da Nicolas Hayek, il fondatore del brand di orologi Swatch. Hayek, nel 1989, si ripropose di riproporre in campo automobilistico quel che aveva fatto con i suoi orologi da polso: creare qualcosa di “scuba”, giovane e altamente personalizzabile.

Hayek siglò un accordo con Volkswagen per la costruzione di una vettura a due posti equipaggiata di un motore ibrido, saltato però l’accordo, si rivolse poi a Mercedes-Benz con cui, nel 1994, creò una join-venture. All’epoca, alla casa tedesca andò il 51% delle azioni, le restanti appartenevano all’orologiaio svizzero. Smart è infatti acronimo di Swatch Mercedes ART.

L’addio di Swatch

L’avventura automobilistica di Nicolas Hayek dura in realtà ben poco. Quando, nel 1998, fu realizzata la prima Smart city-coupé, l’orologiaio non fu contento del design e, soprattutto, non approvava l’assenza di propulsioni a basso impatto ambientale. Così, cedette il suo intero pacchetto azionario e Smart divenne piena proprietà di Daimler.

La prima Smart

La prima Smart viene presentata ufficialmente al Salone di Parigi del 1998. Si tratta di una vettura lunga appena 2,5 metri, a trazione posteriore, che monta motori a 3 cilindri benzina o diesel (quelli che proprio non piacevano all’ecologista di Swatch) sotto il vano di carico.

La dotazione di base era già molto completa per trattarsi di una citycar: ABS, cambio automatico, vetri elettrici e clima e, tra gli optional, servosterzo elettrico, vernice metallizzata e ruota di scorta. A caratterizzare il modello, oltre le dimensioni, la massima libertà di personalizzazione concessa al cliente. La carrozzeria era costruita tramite l’assemblamento di bodypanels colorati, a scelta dell’acquirente e coordinabili agli interni. Le combinazioni erano così tante da rendere ogni Smart un esemplare unico.

Cabrio, sportive e cinque porte

Nel 2000 arriva la versione cabrio, nel 2002 la crossblade, priva di tetto e parabrezza. Nel 2003, tramite l’accordo con Brabus, la Smart si equipaggia anche di varianti sportive e, nel 2004, cambia nome ai suoi modelli, che diventano fortwo e fortwo cabrio. Negli anni successivi, il brand continua a sperimentare fino ad arrivare, nel 2003 alla produzione delle Smart roadster e roadster coupé.

Spider lunghe quasi 3,5 metri con propulsori da 61 a 101 Cv. Esperimento che non piace al pubblico (una Smart non poteva costare così tanto) e viene rapidamente ritirato dal mercato. Il fiasco non ferma gli ingegneri Smart che, l’anno successivo ci riprovano con la forfour, la prima Smart a cinque porte. Anch’essa al pubblico non sosta sul mercato più di due anni.

Smart trova la sua strada…

Dopo anni di sperimentazione, Smart nel 2007 sceglie finalmente di concentrarsi su quel che le riesce meglio: la fortwo, che viene aggiornata e arriva sul mercato con una seconda generazione, che si allunga di 20 cm (2,7 m) e monta motori a benzina e diesel. Nel 2011 arriva invece la variante full electric, quella che avrebbe sì guadagnato l’approvazione di Nicolas Hayek che, purtroppo o per fortuna, la Smart elettrica non fece in tempo a vederla.

…e oggi l’abbandona definitivamente

Era tra le regine delle citycar, le più piccole sul mercato, e ha scelto di togliersi la corona e lottare in una nuova arena. Oggi Smart, che appartiene al 50% al colosso cinese Geely, è diventata un brand di suv elettrici di fascia alta.

Salutati i modelli che l’hanno resa grande, si è messa a produrre la nuova Smart #1, un suv al 100% elettrico il cui listino parte da oltre 40.000€. Una vettura premium e innovativa che, di certo, non troverà su suoi sedili gli stessi automobilisti che scelsero la fortwo.

 

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