Con il patrocinio di

Nelle auto del futuro il motore è secondario: punteranno tutto sui software

Nelle auto del futuro il motore è secondario: punteranno tutto sui software
L'elettrico è solo una parte di una più grande rivoluzione dell'industria automobilistica che guarda ai Software-Defined Vehicles.

IN QUESTO ARTICOLO

L’elettrico è una goccia nell’oceano, parte di una trasformazione industriale ben più grande e importante. Come emerso anche al The Autonomous Main Event di Vienna, la transizione è prima di tutto da Era dell’hardware, dove contava la meccanica, a Era del Software, con l’ascesa dei cosiddetti SDVs, i Software-Defined Vehicles.

Il gap tra aziende europee e aziende americane e cinesi è anche qui molto evidente, ma oggi e soprattutto in futuro, con la guida autonoma, i veicoli saranno definiti dal software, integrati con le infrastrutture e con altri dispositivi, e per questo player un tempo assenti nel settore, come Nvidia e Qualcomm, oggi fanno la differenza.

Leggi Anche: Come nasce e come funziona un’auto a guida autonoma

LA CRESCITA DEGLI SDVs

Quello che Tesla, primo produttore a puntare tutto sul software, nel 2008 difficilmente si sarebbe immaginato. Ma oggi il settore emergente dei veicoli definiti dal software è destinato a un’evoluzione enorme nei prossimi anni, creando un valore potenziale di oltre 650 miliardi di dollari per l’industria automobilistica già entro 2030, andandoa rappresentare il 15-20% del valore complessivo del settore.

Secondo un’analisi di BCG, i ricavi per gli OEM legati a software ed elettronica nel settore automobilistico sono previsti in forte crescita, passando da 87 miliardi a 248 miliardi di dollari entro il 2030, mentre il mercato dei fornitori di software ed elettronica per veicoli dovrebbe quasi raddoppiare, raggiungendo i 411 miliardi di dollari.

porsche taycan aggiornamento software

Questo boom è alimentato dalla crescente domanda di funzionalità avanzate, dalle normative di sicurezza sempre più stringenti che richiedono dispositivi di sicurezza più sofisticati, nonché dai progressi nel campo della connettività e della navigazione.

Alla base dell’architettura degli SDV ci sono tre elementi chiave: connettività, automazione e personalizzazione. Tuttavia, per rendere questi veicoli una realtà, lo storage gioca un ruolo cruciale. I veicoli definiti dal software richiedono soluzioni di archiviazione progettate ad hoc per supportare funzionalità avanzate, migliorare le misure di sicurezza e offrire un’esperienza utente sempre più evoluta.

Leggi Anche: Cosa succede al software auto se la casa madre fallisce?

MA COS’È UN SOFTWARE-DEFINED VEHICLE?

In un veicolo definito dal software, come suggerisce il nome, le funzioni principali sono gestite dal software, che funge da centro nevralgico per la raccolta e la gestione di enormi quantità di dati. Questi veicoli, sfruttando l’intelligenza artificiale,  analizzano i dati in tempo reale per ottenere informazioni utili e prendere decisioni intelligenti in modo autonomo.

Grazie all’IA, i veicoli definiti dal software sono in grado di apprendere continuamente da grandi pool di dati, rendendo ogni esperienza di guida più personalizzata e sicura.

Ford pro software

Un vantaggio fondamentale degli SDV è la separazione tra hardware e software, che consente aggiornamenti e miglioramenti senza soluzione di continuità attraverso l’over-the-air, facilitando l’automazione e l’autonomia. Una cosa che tutti i produttori promettono già da anni, ma che funziona bene, oltre che su Tesla, solo sulle ultime Ford, sulle vetture del gruppo Geely (e quindi Volvo e Polestar), e sulle più recenti Hyundai-Kia. Solo Renault, tra gli europei, grazie all’implementazione di Google e a un software più sviluppato, si è dimostrata al passo con loro.

Questi veicoli possono interagire attivamente con l’ambiente circostante, acquisendo conoscenze e agendo in tempo reale. La connettività permette ai SDVs di integrarsi alle reti di comunicazione, scambiando dati in tempo reale e adattandosi a condizioni stradali dinamiche. Altri aspetti ingegneristici degni di nota includono i protocolli di comunicazione Vehicle-to-Everything (V2X) e l’integrazione di sensori avanzati come LiDAR, radar, videocamere e sensori ultrasonici.

L’edge computing, infine, gioca un ruolo chiave nel migliorare la funzionalità di questi veicoli.

Leggi Anche: BMW e Tata Technologies insieme per i SDV

UN’ARCHITETTURA COMPLESSA

L’architettura di un veicolo definito dal software è multistrato, ma è lo strato di archiviazione che assume una rilevanza particolare, man mano che i veicoli evolvono in veri e propri “datacenter su ruote”. Si stima che i requisiti di archiviazione possano arrivare fino a 11 TB man mano che i veicoli diventano più connessi e alimentati dall’intelligenza artificiale.

Software Defined Vehicle

Di conseguenza, sarà necessaria una nuova architettura di archiviazione, con dispositivi centralizzati ad alte prestazioni che offrano maggiore capacità, riduzione della latenza e una crittografia potenziata.

Lo strato di archiviazione, quindi, non è solo un elemento accessorio, ma una componente critica nell’architettura di un veicolo definito dal software. È ciò che rende possibili le funzionalità guidate dai dati e, mentre l’industria automobilistica continua a evolversi, i costruttori di automobili dovranno dare priorità a soluzioni di archiviazione scalabili, affidabili e capaci di soddisfare le esigenze dei veicoli sempre più connessi.

Leggi Anche: SDV, quando il software è al centro dell’auto

***

CONTINUA A LEGGERE SU FLEETMAGAZINE.COM

Per rimanere sempre aggiornato seguici sul canale Telegram ufficiale e Google News.
Iscriviti alla nostra Newsletter per non perderti le ultime novità di Fleet Magazine.

Iscriviti alla newsletter
Resta sempre aggiornato

Con la newsletter di Fleet Magazine ricevi anteprime, news e approfondimenti dal mondo della Mobilità

Condividi
Leggi anche

CASE AUTOMOBILISTICHE