Si inizia da Carugate Est, ma poi sarà la volta della “dirimpettaia” Carugate Ovest e, al lato opposto di Milano, di Rho, e in Piemonte a Tortona Est e Ovest, a metà tra Genova e Milano: stiamo parlando di tutte le stazioni per il rifornimento di idrogeno che partendo dall’area di servizio alla barriera nordest di Milano collegherà tutta la Milano Serravalle grazie, appunto, all’idrogeno (non a caso il progetto portato avanti da Milano Serravalle – Milano Tangenziali S.p.A e Gruppo FNM si chiama proprio SerraH2valle).
Dove sono gli impianti di rifornimento per l’idrogeno
Oltre ai cinque impianti di rifornimento di idrogeno di cui parliamo (riepilogando: due lungo la A7 Milano-Genova, nei pressi di Tortona, uno per direzione, due in Tangenziale Est Milano a Carugate, uno per direzione, e uno in Tangenziale Ovest Milano a Rho, in direzione sud) in Italia gli unici altri impianti per il rifornimento di H2 sono a Mestre (dove siamo stati pochi giorni fa, a provare il nuovo car sharing a idrogeno di Kinto) e a Bolzano.
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Le nuove stazioni di Milano Serravalle
Il progetto delle stazioni (o HRS) prevede la riqualificazione di aree autostradali dismesse di proprietà della concessionaria precedentemente adibite a stazioni di esazione o aree di servizio, garantendo così il completo azzeramento del consumo di nuovo suolo.
Presso questi snodi sarà possibile sia la ricarica di autovetture che di mezzi pesanti, avendo a disposizioni diverse opzioni di ricarica a:
- a 700 bar per autoveicoli leggeri;
- a 350 bar sia per veicoli pesanti che veicoli leggeri;
- a 350 bar HF ad alto flusso (dall’inglese “High Flow”) per veicoli pesanti (in particolare veicoli merci e autobus).
Il progetto ovviamente è ambizioso, se non altro perché al momento non potendo rifornirsi non ci sono mezzi a idrogeno in zona (alla presentazione della stazione, alla quale abbiamo partecipato il 30 giugno 2025, erano infatti esposti alcuni modelli di auto e alcuni mezzi pesanti anche per il trasporto passeggeri).
L’idea è quella di creare un’infrastruttura che sia abilitante per questo tipo di mobilità. E infatti il progetto è modulabile: si inizia nella fase di avvio con la possibilità di erogare almeno 1,0 tonnellata di idrogeno al giorno (1,0 tonH₂/giorno o 1.000 kgH₂/giorno).
E all’aumentare della domanda ciascuna stazione potrà raddoppiare la propria capacità di erogazione, superando anche le 2,0 tonH₂/giorno (in linea con la Strategia Nazionale Idrogeno, che prevede una distribuzione delle stazioni a una distanza di circa 100 km l’una dall’altra).
Inoltre, in un futuro potrebbe essere avviata la produzione in loco di idrogeno verde, tramite elettrolisi alimentata da fonti rinnovabili come il fotovoltaico.
Il progetto SerraH2valle è cofinanziato da due programmi chiave per lo sviluppo sostenibile europei: il CEF Transport AFIF (Connecting Europe Facility), a supporto delle infrastrutture per combustibili alternativi; e PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la transizione ecologica e digitale.
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