La reazione sul mercato è indicativa di quanto i risultati negativi di Stellantis postati nel primo semestre del 2025 e i volumi delle consegne nel secondo trimestre fossero “attesi”.
Il Gruppo ha diffuso i dati preliminari, anticipando perdite per 2,3 miliardi di euro nel primo semestre, contro un risultato che lo scorso anno aveva registrato un utile netto per 5,6 miliardi di euro. Il fatturato ammonta a 74,3 miliardi e sono stati di 3,3 miliardi di euro gli oneri netti al lordo delle imposte (legati ai costi per la cancellazione di programmi e alla svalutazione di piattaforme, oltre all’impatto della recente normativa che elimina la sanzione prevista dal regolamento CAFE negli Stati Uniti).
Uno scenario di fronte al quale il titolo ha chiuso lunedì a 8 euro ad azione, in crescita dell’1,54%, recuperando da un’apertura a -3% con l’annuncio dei risultati preliminari.
STELLANTIS, IL PESO DEI DAZI SUI CONTI
Il contesto nel quale opera Stellantis continua a essere problematico nel 2025, come annunciato dal presidente Elkann lo scorso marzo, nell’audizione in Parlamento. Se recupero ci sarà, avverrà a partire dalla fine di quest’anno. Tuttavia, lo scenario resta negativo per l’effetto dei dazi. Stellantis ha quantificato in 300 milioni di euro l’impatto delle decisioni commerciali prese negli USA, che hanno inciso con lo stop della produzione di veicoli da esportare Oltreoceano.
In Nord America, a leggere i risultati sui volumi delle consegne – dai clienti finali alla rete -, nel secondo semestre sono stati persi 109 mila esemplari, per una diminuzione del 25% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Un risultato negativo che contribuisce alla diminuzione dei volumi globali delle consegne (1,4 milioni di veicoli nel secondo trimestre) pari al 6%, percentuale che ritroviamo nelle attività in Europa, dove il calo in volumi ha inciso per 50 mila esemplari.
Sono andate in controtendenza le attività in Medio Oriente, Sudamerica e Africa, aree globali che hanno in totale visto una crescita dei volumi consegnati pari a 71 mila unità (+22) rispetto alla performance realizzata nel 2024.
LE CONSEGNE DELLE SMART CAR CRESCONO
Due segnali “positivi” in uno scenario complessivamente negativo per risultati finanziari e veicoli consegnati, arrivano leggendo la crescita di Jeep e Ram sul mercato nord americano, con i due brand a postare insieme una crescita del 13% dei modelli venduti.
Fronte europeo, invece, crescono le consegne dei modelli progettati su architettura Smart Car, dopo i ritardi nell’introduzione di auto come Fiat Grande Panda, Citroen C3. Nel secondo trimestre le consegne sono aumentate del 45% rispetto al primo trimestre del 2025: 25 mila unità aggiuntive in termini di volumi.
Alla diffusione delle informazioni finanziarie preliminari, seguirà il prossimo 29 luglio l’annuncio dei risultati finanziari nel primo semestre dell’anno, con Stellantis che lo scorso aprile ha sospeso la guidante finanziaria per l’anno in corso.
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