Cos’è Mini? Un modello di automobile, un brand di automobili e, ancor di più, un immaginario ben preciso. Dal 26 agosto 1959, quando il produttore inglese BMC svelò i risultati delle proprie ricerche in ambito di vetture compatte, a oggi, Mini e la Mini non hanno fatto che trasformarsi, rinascere, evolversi. Ripercorriamo i momenti più salienti di questi 65 anni di stile urbano ed emozioni in pista.
65 ANNI DI MINI
La prima Mini della storia
Era il 1959 e gli automobilisti di tutto il mondo si trovavano a fronteggiare una crisi del petrolio che all’epoca sembrava irrimediabile. E la pragmatica British Motor Corporation pensò che la soluzione fosse creare una vettura che fosse sì in grado di trasportare comodamente 4 persone e relativi bagagli, ma senza superare le dimensioni compatte di 3×1 metro. A capo di tale impresa fu posto il designer greco Alec Issigonis, che trovò la soluzione nel riposizionare il motore e inserire trazione e cambio al di sotto del propulsore. Il 26 agosto arrivano sul mercato la Austin Seven e la Morris Mini-Minor: le uniche all’epoca a essere in grado di fare una vera concorrenza al Maggiolino Volkswagen.
Anni ’60, la nascita di un’icona
Negli anni successivi Issigonis sviluppo diverse versioni della Mini, arrivarono la familiare Countryman e la coupé Clubman, la spiaggina Mini Moke, i van e i pick-up. E arrivò anche la Mini Cooper S, che abbandonò le strade a favore della pista: la sua ineguagliabile leggerezza le permetteva di raggiungere i 150 km/h a pieno regime e la piccola inglesina iniziò a scalare la classifica al rally di Monte Carlo.
Le forme tondeggianti ed eleganti della Mini conquistarono anche Brian Epstein, il manager dei Beatles, che nel 1966 regalò una Cooper S a ognuno dei membri. George Harrison ne commissionò un restyling psichedelico (ed ecco che l’auto si trasforma in arte) e le Mini furono guidate da John Lennon, Paul McCartney e Ringo Starr nel loro film Magical Mystery Tour. Poco tempo dopo, fu il divo in ascesa Michael Caine a guidare una Mini nel cult cinematografico The Italian Job. È il 1969 è la Mini è ormai un’icona, al punto che Mini divenne un vero e proprio brand, smettendo di essere venduta sotto il marchio Austin e Morris.
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L’ingresso nel mondo Bmw
Mini diventa dunque un brand a sé, ma – deceduto nel frattempo Issigonis – l’avanguardia progettuale e il successo di pubblico non garantiscono stabilità produttiva e finanziaria nei decenni successivi. Fino al 1994, quando Bmw acquisisce il gruppo Rover, di cui Mini faceva parte. La casa tedesca era da sempre alla ricerca di un’utilitaria, e sceglie di lanciare una nuova gamma basata sulla prima versione del 1959: il successo, non c’è neanche bisogno di dirlo, è clamoroso. Il modello viene prodotto fino al 2000, a questo punto inizia la vera era Bmw.
I nuovi modelli Mini sono progettati dal team guidato da Frank Stephenson e sono frutto esclusivo della casa tedesca. Seppur lo stile resti quello di sempre, Mini inizia a evolversi, alla versione classica si affiancano la cabriolet Convertible e la sportiva John Cooper Works, costruita in Italia dalla storica carrozzeria Bertone. Nel 2007, la gamma Mini è completa: Clubman, Coupé, Roadster e Countryman – oltre alle versioni sportive.
La seconda svolta storica
Il 60esimo compleanno di Mini, nel 2019, segna una nuova epica svolta. La Mini diventa per la prima volta elettrica, è la prima compatta premium al mondo a dotarsi di una versione full electric: è la Mini Cooper SE. Un ritorno alle origini, se il primo modello ideato da Issigonis puntava a ridurre il consumo di petrolio, la Cooper SE il petrolio lo abbandona del tutto. E lo fa tornando, ancora una volta, al design degli anni ’60, in fondo perché cambiare qualcosa che funziona così bene?
Mini oggi, tra tradizione e futuro
A leggere la storia di Mini si noterà che, a differenza di quanto avviene con le altre case automobilistiche, il numero di modelli proposti nel corso dei decenni è piuttosto limitato. La Mini fa la Mini, con qualche piccola differenza di versione in versione, ma nulla più. Ed è proprio quest’estrema coerenza a decretare il successo dell’icona inglese, sempre riconoscibile, sempre fedele a sé stessa.
Seppur, nel 2024 è arrivata una nuova Mini dal nome davvero nuovo. Si tratta della Aceman che, pur mantenendo i tradizionali dogmi stilistici, diventa crossover – come vuole la moda del momento. È una 5 porte compatta, ma con il massimo spazio possibile all’interno. E, naturalmente, è al 100% elettrica.
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