Sin dall’annuncio della definizione dei dazi all’importazione di auto elettriche prodotte in Cina – prima ancora dell’entrata in vigore dal 4 luglio -, Tesla aveva anticipato l’intenzione di innalzare i prezzi di listino.
Uno scenario che, adesso, si realizza. Spagna, Germania, Olanda, ma anche Italia, registrano un ritorno al segno più dei prezzi di listino.
PREZZI TESLA, GLI EFFETTI DEI DAZI
Tesla, che produce la Model 3 a Shanghai, in virtù della collaborazione con le autorità europee, sull’indagine in materia di aiuti di Stato concessi in Cina, ha sanzionato con dazi al 20,8% il costruttore statunitense (oltre la quota del 10% di “default” sulla produzione extra-UE).
Era appena lo scorso aprile quando i listini italiani della Tesla Model 3 registravano un taglio di 2.000 euro, che portava la versione d’ingresso, due ruote motrici, della segmento D a 40.490 euro. Un livello compatibile con gli incentivi statali, già belli che esauriti per l’acquisto di auto con emissioni tra 0 e 20 g/km. Quel listino di Model 3 passa a 41.990 euro, mentre le la Long Range l’adeguamento vede i 47.990 euro diventare 49.490 euro.

Sui mercati tedesco, spagnolo e olandese, l’incremento di prezzo deciso da Tesla arriva fino a 1.500 euro. Un rialzo che, nei fatti, è inferiore alla somma dei continui tagli che si sono susseguiti negli ultimi 18 mesi, con Tesla a inseguire l’asticella fissata dalle case cinesi. Nel luglio di un anno fa, la Model 3 pre-restyling dichiarava un listino da 42.470 euro nella proposta a trazione posteriore e di 49.970 euro per la Long Range: entrambe con una minore autonomia di marcia e prive dei contenuti introdotti dall’aggiornamento di metà carriera.
Per un intervento al rialzo di Tesla, altri costruttori cinesi hanno replicato all’introduzione dei dazi con una posizione, al momento, invariata sulle politiche di prezzo. È il caso di MG, marchio di Saic che è il costruttore più penalizzato tra tutti dalla Commissione europea, con dazi al 37,6%+10%. Perlomeno fino a novembre, MG non ritoccherà i prezzi.
TRATTATIVE CON LA COMMISSIONE
Novembre che diventa la data decisiva in materia di dazi, poiché la Commissione dovrà tradurre le misure compensative e provvisorie introdotte a luglio in dazi permanenti.
In un’ottica di correzione delle percentuali, fino al 18 luglio i costruttori oggetto dell’indagine da parte delle autorità di Bruxelles, potranno chiedere audizione alla Commissione per sollevare contestazioni alle analisi dell’indagine e chiedere un adeguamento dei dazi. In tal senso hanno operato Saic, BMW – che produce la Mini in Cina – e la stessa Tesla.
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