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Test Drive Hyundai IONIQ 9: una suite d’hotel a 5 stelle su ruote

La prova approfondita con temperature glaciali della Hyundai Ioniq 9 Performance AWD con 600 km di autonomia e tanta comodità

IN QUESTO ARTICOLO

Con oltre 5 metri di lunghezza e quasi due di larghezza, la Hyundai Ioniq 9 è senza dubbio un “bestione”. Un’auto di nicchia per il nostro mercato, ma estremamente interessante sia per le tecnologie di bordo sia per l’evoluzione della piattaforma elettrica E-GMP, qui portata a un livello ancora più avanzato.

Comoda anche in città (per motivi che analizzeremo tra poco), Ioniq 9 parte da 69,900 € e arriva a 87,650 € in versione Calligraphy Performance AWD come in prova. A noleggio, Hyundai propone la versione Business con canone di 879 €/mese e anticipo di 9,500 € tutto IVA inclusa, per 48 mesi o 60.000 km.

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“AEROAESTHETIC”

Le dimensioni della Ioniq 9 sono importanti e si vedono tutte. Stilisticamente riprende alcuni concetti già visti su Ioniq 5 e Ioniq 6, ma li evolve ulteriormente. Hyundai definisce il suo linguaggio stilistico “AeroAesthetic”, un equilibrio tra eleganza futuristica ed efficienza aerodinamica.

La carrozzeria è possente, con un tetto curvo e una coda rastremata che permettono alla vettura di raggiungere un coefficiente di resistenza aerodinamica di 0,25: un valore sorprendente per un SUV di queste dimensioni. A contribuire ci pensano anche gli specchietti digitali sottili e i flap aerodinamici attivi sotto la scocca.

Impossibile non notare il tema “pixel”, ormai un marchio di fabbrica Hyundai, qui portato all’estremo soprattutto nei gruppi ottici posteriori, caratterizzati da una grande arcata luminosa.

SICURI CHE NON SIA DI LUSSO?

Salendo a bordo, la Ioniq 9 si avvicina più a una suite di hotel di lusso che a un semplice abitacolo. Il passo di 3,1 metri, il pavimento completamente piatto e le dimensioni generose rendono lo spazio interno enorme, così come il bagagliaio.

La versione in prova è la Calligraphy, riconoscibile anche dalla scritta in corsivo sulla plancia con sfondo argentato. Si tratta della configurazione a sette posti, ma viaggiando in quattro adulti – di cui due oltre il metro e novanta – non c’è davvero nulla di cui lamentarsi.

L’ispirazione è quella dell’interior design moderno, con richiami agli appartamenti di lusso: materiali pregiati, grandi superfici vetrate, tetto panoramico apribile che copre tutta la parte superiore dell’auto, sedili e volante riscaldati, schermi curvi, presa Schuko nel bagagliaio e persino uno sterilizzatore UVC per oggetti personali. È evidente che Hyundai abbia progettato questa vettura pensando al comfort di chi ci passa molto tempo a bordo.

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IN CITTÀ È COMODISSIMA (NON PER I PARCHEGGI)

Uno degli aspetti che colpisce di più della Ioniq 9 è che è un vero e proprio paradosso. Per dimensioni non è certo un’auto cittadina: oltre cinque metri di lunghezza la rendono ingombrante e non sempre facile da parcheggiare, soprattutto in contesti urbani complessi. Nei silos o con un box privato la situazione migliora, ma resta comunque un’auto impegnativa.

Eppure, proprio in città, la Ioniq 9 sorprende in positivo. L’assetto è eccellente e, complice l’altezza da terra e le dimensioni generose degli pneumatici con spalla molto alta, sampietrini, dossi e buche vengono assorbiti con grande naturalezza. Guidarla nel traffico urbano risulta quindi molto più piacevole di quanto ci si aspetterebbe da un SUV di queste proporzioni.

Il meglio, però, la Ioniq 9 lo dà in autostrada. Ho affrontato un lungo viaggio con quattro persone a bordo e, in un’auto del genere, si viaggia nel vero lusso. Mi ha colpito in particolare l’”efficienza”, anche perché la prova si è svolta in condizioni tutt’altro che ideali.

Il test mi ha portato fino in Baviera, attraversando le Alpi in Italia, Austria e Germania, all’inizio di gennaio, con temperature che in alcuni tratti hanno toccato i -14 °C. In condizioni simili l’autonomia cala inevitabilmente, come accade anche alle auto termiche. Sulle elettriche il fenomeno è più evidente, ma nonostante questo la Ioniq 9 ha garantito risultati molto interessanti.

Quella in prova è la versione Performance AWD, con due motori elettrici e circa 428 CV. Peso e dimensioni sono importanti e, nonostante l’ottimo lavoro aerodinamico, resta comunque un SUV impegnativo dal punto di vista energetico.

La batteria da 110 kWh è però gestita molto bene, anche sul fronte termico. Anche con temperature estreme, tra -14 e -15 °C, sono riuscito a percorrere oltre 300 km in autostrada, con un consumo medio intorno ai 29–30 kWh/100 km.

Presente il sistema di ricarica a 800 Volt, uno dei primi introdotti nel segmento generalista. In condizioni ideali, il passaggio dal 10 all’80% richiede circa 20 minuti, se non qualcosa in meno.

Gli interni confermano un livello qualitativo molto elevato: tanto spazio, materiali curati e una chiara vocazione al comfort. Questa versione offre anche gli specchietti digitali, una soluzione che in passato non mi aveva convinto del tutto.

Qui però sono stati implementati meglio, sia per qualità delle immagini sia per la posizione degli schermi. In condizioni climatiche estreme si rivelano utili: con l’auto completamente ghiacciata e i finestrini coperti di brina, le telecamere non si sono mai appannate e garantivano sempre una visione chiara.

L’isolamento acustico è molto curato, come ci si aspetta da un’ammiraglia di questo tipo. Qualche fruscio aerodinamico e il rumore di rotolamento degli pneumatici si percepiscono, ma restano su livelli più che accettabili.

Le modalità di guida includono le classiche Eco, Normal e Sport personalizzabili, ma c’è anche una sezione dedicata al terreno, con modalità Fango, Sabbia e Neve. Le ho utilizzate spesso in montagna e permettono alla Ioniq 9 di affrontare senza problemi un leggero off-road.

Non è un SUV nato per il fuoristrada duro, ma grazie alla trazione integrale e all’altezza da terra può tranquillamente “sporcarsi un po”, come dimostrato anche nel video correlato e incorporato in questo articolo.

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