Non è ancora disponibile in Italia, ma dovrebbe arrivare presto la Nio ET5 Touring, così come le altre vetture di questo marchio cinese molto particolare, unico nel suo genere al momento nel mercato.
La vettura, del resto, è disponibile da un anno in Danimarca, dove l’abbiamo provata, in Germania, Svezia e Paesi Bassi, e da quasi tre in Norvegia, paese del debutto europeo dove ha riscosso un certo successo. La ET5 Touring, e la sua versione fastback, sono le due vetture pensate appositamente per i mercati europei, elettriche del segmento D con linea filante e un discreto spazio per i bagagli.
In Germania parte da 47.500 € per la versione Standard da 75 kWh, senza acquisto della batteria ma con il noleggio della stessa, che costa 169 € al mese. L’opzione del noleggio della batteria è fondamentale per sfruttare lo swapping battery, ma nel caso la si volesse comprare, bisogna aggiungere 12.000 € in più. La versione della prova, da 100 kWh, ha un noleggio di 289 € al mese, mentre se si volesse comprare l’auto inclusa la batteria si passa a 76.480 €.
Abbiamo citato i prezzi tedeschi in quanto quelli potenzialmente più simili a quelli italiani. In Danimarca, infatti, l’auto ha costi più alti dovuti alle particolarità del paese (le tasse danesi sulle auto sono più alte): si parte da 424.000 DKK (56.865 €) con noleggio della batteria di 174 € al mese per la 75 kWh e 294 € al mese per la 100 kWh. A volerla acquistare comprensiva di batteria da 100 kWh, configurata come la prova, si arriva a 733.520 DKK, ovvero 98.377 €.
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NIO ET5 TOURING: DESIGN MODERNO E MINIMAL
Molto pulito e minimale il design della Nio ET5 Touring, e in generale quello di tutte le vetture. A capo del team di progettazione c’è Kris Tomasson, americano di origini islandesi, che qui omaggia il minimalismo pratico tipico delle sue latitudini d’origini.

Colori tendenzialmente freddi, ispirati alla natura, come l’Arctic Green della versione in prova. Superfici lisce e tendenzialmente morbide, con fari anteriori spezzati e diurne a LED sottili, distintive del marchio, e posteriori altrettanto sottili collegate al centro in un’unica fascia. Ci sono anche le maniglie delle portiere a scomparsa, e cerchi da 20” (optional) e pinza dei freni Nio arancio, anch’essa optional.
Quello che si nota però è il comparto di radar, sensori e Lidar. Quest’ultimo è posizionato sul tetto, appena sopra il parabrezza tanto da sembrare una presa d’aria, e si unisce a un sistema di telecamera da 8MP e sensori a ultrasuoni che formano Nio Aquila, e che rende la vettura una delle più sicure al mondo oltre che tecnologicamente sofisticato.

Lunga 4,7 metri, ha un passo di 2,8 e in questa versione Touring un bagagliaio con capacità minima di 450 litri, e fino a 1.300. Non male per un’auto con una batteria così grande. Auto che ha ottenuto 5 stelle EuroNCAP nel 2023, merito sia dei sistemi software ma anche della struttura. Il telaio, infatti, è ibrido acciaio/alluminio ad alta resistenza, con rigidità torsionale di 32.000 Nm/grado. La tecnologia integrata di fusione dell’alluminio si applica al pavimento nella parte posteriore, cosa che riduce la massa, e permette una costruzione più leggera ma più resistente, e più spazio per i passeggeri.
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IN VIAGGIO CON NOMI
Spazio a bordo sì, anche al posteriore, dove due adulti alti come chi scrive (1,94 m) ci stanno comodamente, solo con le ginocchia un po’ in alto a causa della batteria. Ma per il resto si sta molto comodi, anche grazie ai sedili e al loro rivestimento.
Anche per gli interni ci sono diverse possibilità di colorazione, ispirate questa volta alla terra. Sabbia, come nel nostro caso, oppure verde Vetiver (che ricorda le foreste del Nord Europa), nero onice e grigio freddo. In ogni caso, c’è tanta sostenibilità: gli interni sono realizzati con materiali compositi Clean che riducono le emissioni di CO2 di oltre il 30% durante tutto il processo produttivo, e il tessuto che riveste i sedili è sempre Clean, riciclato al 100% da bottiglie in PET e lavorato con tecnica 3D Fly Knit che conferisce trame più tridimensionali e un aspetto premium.

I sedili anteriori hanno poggiatesta integrato, purtroppo, ma sono molto comodi, oltre ad avere 12 impostazioni di regolazione. Ci sono anche 23 speaker per un totale di 1000 W di potenza con Dolby Atmos, sfruttabili grazie all’app di Tidal integrata per un’esperienza sonora davvero impagabile, e che conosce pochissime rivali. Oltre a Tidal, il sistema integra anche Spotify.
Parliamo quindi del cuore tecnologico della vettura. Optional c’è Nomi Mate, un piccolo e simpatico robot posizionaot sul cruscotto e che ci fa compagnia interagendo con noi. Ha anche la capacità di riconoscere la provenienza del suono, girandosi ora verso il conducente ora verso il passeggero anteriore in base a chi lo chiama con “Hey Nomi!“.
Non è il più naturale, non racconta barzellette o altre storielle come alcuni assistenti vocali, ma si limita alle operazioni pratiche come impostare il navigatore, il volante, il sedile, cambiare le ambient light o mettere la musica, e non sempre capisce. Ma è simpatico, e quando si “annoia” lo vediamo fare le bolle, “inseguire” farfalle, o ballare in stili diversi se ascoltiamo la musica.

Centro principale è il pannello AMOLED da 12,8 pollici verticale, con sistema fluido e chiuso: come su altri produttori, non è compatibile con Apple CarPlay o Android Auto, ma non se ne sente molto la mancanza. La schermata Home è quella del navigatore, con monumenti 3D e grande velocità di operazioni, e che serve anche per trovare le colonnine e le stazioni battery swapping. Ma possiamo anche vedere la gallery fotografica, scegliere le impostazioni e molto altro.
Dietro al volante, invece, un altro display a schermata fissa che proietta tutto ciò che i sensori vedono, compresi pedoni e ciclisti fermi o in movimento, la velocità di crociera e l’autonomia.
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TRA LE PIÙ PIACEVOLI DA GUIDARE
La Nio ET5 Touring non è un SUV, e questo per me è un enorme plus. Per quanto non leggera (pesa fino a 2,2 tonnellate), non sente la sua massa e la forma aerodinamica la rende dinamica e fluida, un vero piacere. Anche perché l’insonorizzazione è molto buona, a stento si sente il rollio degli pneumatici, e il comfort dei sedili con guida leggermente rialzata rende il tutto molto gradevole.

Tante le modalità di guida: Eco e Comfort per la guida di tutti i giorni, Sport e Sport+ per sfruttare i 490 CV e l’accelerazione 0-100 in 4 secondi (Sport+), capace di inchiodarti al sedile. Ma anche modalità specifiche, come sabbia, neve, bagnato, non per fare fuoristrada estremo, naturalmente, ma per quando nevica o piove, cosa particolarmente gradita in inverno.
E poi, di nuovo, il comparto ADAS. Nio Pilot si attiva immediatamente, con un semplice pulsante sulla razza sinistra del volante, e integra insieme cruise control adattivo, mantenimento della corsia e della distanza e funzione stop & go. Letteralmente, non si deve fare nulla se non tenere le mani sul volante e non distogliere l’attenzione dalla strada: l’auto frena e riparte da sola, e volendo è anche in grado di adattarsi autonomamente al cambio di limite.

Dico tenere l’attenzione perché Nomi è molto severo: sfruttando il sensore appena dietro al volante, se distogliamo lo sguardo per troppo tempo si arrabbia e ci grida “Stay focused!”. Ovvero, “Concentrati!”. Insomma, Nomi è simpatico ma con lui non si scherza.
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L’AUTONOMIA NON È UN PROBLEMA
Nonostante sia inverno, e durante la mia prova in Danimarca si è scesi parecchio sotto lo zero, l’autonomia tiene. La casa dichiara 550 km su ciclo WLTP, io ne ho percorsi circa 500 con singola carica (circa 1500 in totale in 6 giorni) per lo più in uso extraurbano, ma anche in città dove comunque è molto comoda. In particolare, a Copenhagen si apprezza il riconoscimento dei ciclisti, quando bisogna dar loro la precedenza nel caso dobbiamo svoltare a destra, ma loro debbano proseguire dritto e il solo specchietto non basta. Anche i consumi, per essere inverno, non sono niente male: 13 kWh su 100 km. Meno di molte compatte ben più leggere.

Già questo indica che non ci sono problemi di autonomia, e a questo si aggiunge il sistema a 400 Volt che supporta ricariche fino a circa 200 kW con poco più di 20 minuti richiesti per l’80%. E ovviamente lo swapping battery.
In Danimarca ad oggi c’è una Power Swap Station a Slagelse, a 100 km circa da Copenhagen, poco prima dello Storebæltsbroen che va verso la Danimarca continentale. Sufficiente in realtà per permettere a chi guida di percorrere il resto del paese, o per uscire. Comunque, ce ne sono diverse anche in Germania, Svezia, Norvegia e Paesi Bassi. Si prenotano tutte tramite l’auto, che ordina la nuova batteria e ci segnala eventualmente quanti utenti sono in coda a quella stazione.

Quando si arriva, la troviamo già aperta. Dobbiamo piazzare l’auto e far partire lo Swap, cosicché lei da sola (noi non dobbiamo toccare niente, nemmeno il cambio) entra nella stazione in retro. Completato il check di sicurezza, in 3-5 minuti il sistema rimuoverà da sotto la batteria scarica e inserirà quella nuova, carica intorno al 90-95%. In tutto questo noi dobbiamo rimanere all’interno della vettura, riposandoci un attimo. Quando l’auto si riattiverà, questa volta saremo noi a dover uscire dalla stazione, che poi si chiuderà.
Per chi macina molti km, un sistema potenzialmente molto interessante e che rende la ET5 Touring l’auto elettrica premium da tenere d’occhio, anche e soprattutto nelle flotte.
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