Lanciata da poco sul mercato, la quarta generazione della Suzuki Swift è anche l’ultima a motore endotermico. Eppure, per quanto l’approccio generale sia abbastanza conservativo, Suzuki non ha mancato di innovare soprattutto nel motore, che si è rivelato la carta vincente di questa piccola giapponese.
Abbiamo provato l’unica proposta disponibile, la Suzuki Swift 1.2 3 cilindri da 83 CV, nel nostro caso con cambio manuale a 5 marce e con trazione singola. L’auto arriva così com’è, tutta di serie nel solo allestimento Top, a 22.500 €: le uniche personalizzazioni riguardano la trazione (si può avere anche integrale), il cambio (si può avere anche l’automatico CVT), e la tinta, se eventualmente diversa dall’Arancione Amsterdam standard.
La Swift è disponibile anche a noleggio con Suzuki Rent by NLT con canone di 339 € al mese iva inclusa (277 € + IVA), anticipo di 2.000 € (1.640 € + IVA) per 48 mesi o 40.000 km e assicurazione full con franchigie (RCA 250 €, danni 500 € e furto 10%). L’offerta riguarda la Suzuki Swift 1.2 Hybrid Top 2WD, quella della prova.
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NUOVA SUZUKI SWIFT: NEL SEGNO DELLA CONTINUITÀ
Partiamo dal design, che sulla Swift si è sempre evoluto nel segno della continuità, sin dalla prima generazione. Quella nuova, riprende da una parte quanto visto con l’ultima, ma ritorna in alcuni punti anche alle origini e in generale vede un lavoro che punta alla morbidezza, alle linee pulite e a forme più tondeggianti.

Ad esempio, ora i gruppi ottici sono interamente a LED e integrano i fendinebbia, per cui sono stati eliminati i vecchi fendinebbia lasciando un paraurti più pulito e morbido, enfatizzato anche dalle tinte, tutte metallizzate e vivaci, della vettura. La calandra ora occupa tutta la parte centrale, il logo si è spostato più in alto, e in generale l’aspetto è moderno ma con un retrogusto vintage, accentuato dal cofano.
Proprio dal cofano parte quella che forse è la maggiore attenzione stilistica: la forma arrotondata si trasforma poi in una nervatura che separa la zona inferiore da quella superiore della vettura, che risalta ancora di più nel caso si scelga la versione con tetto nero a contrasto.

Dietro, invece, ci sono più somiglianze con la generazione appena andata in pensione. Ad esempio i gruppi ottici, che però ora sono trasparenti e a LED, più grandi, e dall’effetto 3D. Le forme invece sono più morbide e tondeggianti, e danno un aspetto più classico e raffinato.
Come detto, ci sono tante tinte e tutte piuttosto vivaci. Quella della prova è il Verde Hawaii, così l’hanno chiamato in Suzuki Italia, che costa 550 € o 950 € se abbinato al tetto grigio a contrasto. Ma molto bello è anche il Blu Oceania, così come Grigio Londra, non tanto un omaggio alla capitale britannica ma molto sportivo, soprattutto se visto dal vivo.
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UN ABITACOLO PIÙ RICERCATO, MA L’INFOTAINMENT…
Da brava compatta giapponese, la Suzuki Swift stupisce davvero per lo spazio che riesce a creare in dimensioni compatte, appena 3,8 metri in lunghezza ma con un passo di 2,4. Il tetto è alto, soprattutto all’anteriore, e ciò significa che anche chi è alto sopra 1,90 metri, come chi scrive, non ha problemi di spazio per la testa.

Questo nemmeno al posteriore dove, però, c’è poco spazio per le gambe per una persona così alta, specie se anche chi guida condivide un’altezza importante. Ma è normale per un’auto del genere, che anzi in questo senso fa anche meglio di auto con dimensioni superiori anche ai 4 metri, perché tutto è stato studiato per la massima praticità.
In ogni caso, la Swift migliora e non poco negli interni, che sono più luminosi. Sempre studiati per essere robusti e pratici, sono tutti in plastica rigida, e sono in plastica quasi satinata anche le cromatura sulla plancia e sui pannelli porta, ma il tutto è ben assemblato. L’unica stonatura è il display touch centrale da 9′‘, che ha una buona definizione, ma è in plastica nera lucida. In generale, non è particolarmente bello da vedere e attira polvere e ditate.

Peccato, perché invece gli inserti bianchi con effetto tridimensionale non sono male da vedere, e danno movimento. Buoni anche i rivestimenti dei sedili, in tessuto tecnico, che assicurano sufficientemente comfort. Peccato che invece manchi un bracciolo centrale, che Suzuki Italia però offre come optional.
Come detto, se il cruscotto è quasi interamente analogico, eccezion fatta per un piccolo display LCD che mostra informazioni relative ad ADAS, consumi e altri parametri, al centro c’è un nuovo display da 9 pollici con un nuovo OS per l’infotainment che, purtroppo, lascia un po’ a desiderare perché la grafica è abbastanza vecchia e, in generale, tutto è abbastanza lento. Anche il navigatore integrato non è dei più intelligenti, e ricorda un po’ quelli di una decina d’anni fa, visto che non riconosce i luoghi ma solo gli indirizzi.

Tuttavia, la compatibilità wireless ad Apple CarPlay e Android Auto ci riporta al 2024, perché funziona bene ed è anche veloce nell’accoppiamento. Così, con dimensioni di schermo non esagerate ma giuste possiamo, come sempre, usare Waze, Google Maps o la nostra app di navigazione preferita, ascoltare Spotify e quant’altro.
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IL NUOVO MOTORE È SILENZIOSO ED EFFICIENTE
Fiore all’occhiello della nuova Swift è, però, il nuovo motore mild hybrid. Vero, non ci sarà più la Swift Sport, ma la nuova generazione la omaggia in parte per il suo comportamento brillante, nonostante perda un cilindro arrivando a 3, come ormai tutte le vetture di questo segmento e non solo.
Ma lasciatemi dire che il nuovo 1.2 Z12E 12 Volt, con la controparte elettrica che contribuisce con ulteriori 3 CV, fa meglio della maggior parte delle concorrenti. Innanzitutto, è molto silenzioso: il rumore arriva solo andando molto su di giri, e anche ad alte velocità c’è un certo comfort acustico atipico per la categoria. Inoltre è brillante, ha un buono scatto e una buona ripresa, per il tipo di motore che è.

Per quanto la piattaforma sia rimasta la stessa, con opportune e ingenti modifiche, il motore è invece completamente nuovo e punta tutto su un’efficienza termica invidiabile, pari al 40% e con riduzione di emissioni notevole, la migliore della categoria: la Swift scende a 98-99g di CO2/km, contro i 106-107 della versione uscente, e con solo auto Full Hybrid a fare di meglio.
Suzuki ha infatti lavorato ottimizzando la turbolenza nel cilindro, permettendo una combustione più rapida. Ha inoltre introdotto un meccanismo di bloccaggio intermedio sull’aspirazione WT e ha aumentato la portata della valvola EGR, adottando anche un meccanismo di tensionamento a pendolo e introducendo l’uso di una pompa dell’acqua elettrica.

Non solo, Suzuki ha ridotto l’emissione del particolato andando a sopprimere la combustione incompleta che può verificarsi quando ci sono rapporti di combustione più elevati, e usando un convertitore catalitico a tre vie ad alta porosità, e adottando anche un filtro antiparticolato specifico per un motore a benzina.
Il risultato è una guida come detto comoda e brillante, aiutata anche dal cambio molto preciso e morbido, piacevole da utilizzare e ottimizzato per il nuovo motore, grazie al sincronizzatore e al leveraggio pensati per ridurre lo sforzo sulla leva e con una maggiore rigidità della molla.

Al contempo, i consumi sono davvero invidiabili: la mia media ha toccato i 23 km con un litro, con punte di 24 a 110 km/h, e con una media cittadina di 21,5 km con un litro. Ciò significa che è difficile finire un pieno, con un’autonomia reale intorno ai 560 km, valori che riconfermano la Swift come un’auto perfetta per la città.
Tra l’altro, il sistema ibrido le permette ancora l’accesso in molti centri urbani, e interviene spesso, procedendo anche in elettrico a basse velocità e convertendo l’energia cinetica in fase di decelerazione. Del resto, il piccolo motore elettrico è responsabile della brillantezza in accelerazione del sistema, cosa che rende la guida ancora più spensierata.

Come detto, la nostra versione è quella con cambio manuale. La versione automatica costa 1.500 € in più e introduce il sistema CVT rinnovato e più efficiente, ma non abbiamo avuto modo di provarla.
Altro fattore di comfort, le nuove sospensioni. Quelle anteriori godono di una nuova barra stabilizzatrice con diametro ampliato per aumentare la costante della molla, mentre il diametro del giunto è stato ampliato per migliorare l’efficienza della trasmissione.

Ai supporti stabilizzatori si aggiungono nuove boccole in Teflon, materiale che aumenta la rigidità e riduce l’attrito. Tutti questi accorgimenti contribuiscono ad aumentare la sensibilità dello sterzo – che si sente e percepisce – e soprattutto rendono la Swift molto stabile, soprattutto in curva. Anche le sospensioni posteriori hanno subito interventi, con la corsa aumentata per copiare meglio il fondo stradale e garantire maggiore comfort agli occupanti posteriori.
Non dimentichiamo infine che la Swift rimane un’auto piuttosto leggera, con un peso a vuoto inferiore a 1.000 kg, altro fattore chiave del suo comportamento vivace e dinamico.
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TUTTI GLI ADAS
La Swift ha infine tutti gli ADAS che sono obbligatori proprio da questo luglio 2024.

Anche sulla versione manuale è presente il Cruise Control Adattivo, cosa non da poco, e con tanto di regolatore della distanza. Ci sono poi:
- Attentofrena di livello 2, o Dual Sensor Brake Support II con rilevamento di veicoli, biciclette e pedoni;
- Guidadritto di livello 3, il mantenimento di corsia;
- Guardalastrada, il Driver Monitoring System;
- Guardspalle, il sensore di angolo cieco;
- Vaipure, il Rear Cross Traffic Alert;
- eCall;
- Nontiabbaglio, ovvero la regolazione automatica degli abbaglianti che funziona molto bene;
- Partifacile, l’assistenza alla ripartenza in salita;
- Failafila, ovvero l’ACC con Stop&Go.
C’è anche il rilevamento dei limiti di velocità che, come sulla gran parte delle auto moderne, purtroppo ha notifiche piuttosto fastidiose.
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