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Fari auto, tutte le tipologie e quale tipo fa più luce

Sono tre grandi famiglie le diverse tecnologie di fari auto, alcune con numerose, ulteriori, specializzazioni. Passiamo in rassegna quali sono e quali caratteristiche hanno i diversi fari: da quelli alogeni agli Oleg

IN QUESTO ARTICOLO

FARI HID, I FARI ALLO XENO O CON GAS XENON

fari xeno hid

I fari allo xeno (o a scarica di gas) sono proiettori in cui la lampada a incandescenza è sostituita da una più efficiente sorgente luminosa. Sfrutta il principio della scarica fra due elettrodi in un’ampolla riempita di gas xeno. Il fascio di luce ha un’intensità doppia e solitamente si posiziona anche oltre i 2.000 lumen, mentre la temperatura di colore è variabile in una gamma molto ampia di tonalità del bianco: dai 3.000 K (luce gialla) ai quasi 6.000 K di una luce con sfumature blu. Nei primi anni Duemila e fino all’avvento dei fari a led è stata la soluzione più in voga, su auto di segmento premium.

A regime ordinario di funzionamento, l’assorbimento di energia dei fari HID – High Intensity Discharge è di soli 35 watt. La durata è normalmente tale da non richiedere la sostituzione della lampada. La rapida accensione, indispensabile nelle applicazioni sui veicoli, è assicurata da una centralina (ballast) che controlla elettricamente la tensione. E’ possibile convertire i fari con lampade alogene a fari allo xeno. Tuttavia, oltre al bulbo luminoso sarà necessario installare le centraline di controllo e verificare la compatibilità con l’auto. Infatti, visto il minore assorbimento energetico dei fari rispetto ai parametri previsti sulle auto dotate di lampade alogene, questo potrebbe generare errori segnalati nel quadro strumenti.

Per tutti i proiettori che superano un’emissione di 2.000 lumen il Codice della strada prescrive i lavafari e un sistema automatico di orientamento del fascio luminoso. Dato che ciò comporta un aggravio dei costi, sono disponibili delle lampade a scarica che non superano i 2.000 lumen e assorbono 25 watt, contro i 35 watt delle sorgenti allo xeno tradizionali. In questo caso la temperatura di colore è leggermente più alta (4.500 K contro 4.200).

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