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Torino accelera: considerazioni, numeri e le novità del Salone 2026

Torino accelera: considerazioni, numeri e le novità del Salone 2026
Il Salone Auto Torino 2026 si è chiuso con oltre 540.000 visitatori, superando le più rosee aspettative e dimostrando la forza di un format alternativo e soprattutto gratuito.

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La scelta radicale di abbandonare i tradizionali padiglioni fieristici a favore di una formula open air, priva di biglietti d’ingresso e nel cuore della città di Torino. Il centro storico è stato così trasformato in un immenso palcoscenico dove quarantasette case automobilistiche hanno esposto oltre duecento modelli e presentato ben quaranta anteprime italiane.

Offensiva cinese

Tra le vie della città si respirava una fortissima aria d’Oriente anzi, la kermesse sembrava essere un vero e proprio palcoscenico europeo che testimoniava l’avanzata dell’industria automobilistica cinese. Un’avanzata che, almeno per ora, sta avendo un grande successo: i numeri delle vendite delle auto cinesi sono in costante aumento, segno tangibile di come anche gli automobilisti europei stiano cambiano la loro visione dell’auto. Brand come BYD hanno esposto la Sealion 7, la Dolphin Surf e la Dolphin G DM-i.
Changan ha catturato i riflettori con le anteprime delle Deepal S05 Ultra Hybrid e Deepal S07 MY26, mentre Chery ha risposto schierando i modelli Tiggo 9, Tiggo 8 e la piccola ed interessante Chery Q. Molto attiva anche Dongfeng, che ha portato al debutto la Box, la Shine GS, la Mage Hev e la Huge, affiancata dalle novità di EMC con i modelli 212 e 6, e da Fawcar con la Bestune T77 e la Joyee S08 Plug-in. A completare l’offensiva asiatica si sono aggiunte GAC con la Aion UT, Leapmotors con la B03X, Lepas con la L8 e L6, e Linktour con la L7, senza dimenticare i modelli presentati dal colosso Geely con i modelli EX5, Starray EM-i, KO11 ed E2.

La risposta dell’Europa

Questa importante presenza di auto dagli occhi a mandorla, non ha comunque messo in ombra i brand europei anche se vedere la quantità e la qualità delle nuove auto cinesi, in realtà, spaventa un pò tutti. FIAT ha mostrato per la prima volta la Grizzly e Grizzly Fastback, due auto che hanno attirato molti occhi su di loro. Si tratta due modelli che si differenziano per il taglio posteriore, una è un suv-coupè l’altra ha un lato B tradicionale, e per 10 cm di lunghezza. Per entrambe motorizzazioni ibride o elettriche ed una prezzo, non ancora ufficiale, che promette di essere molto competitivo. Le Grizzly nascono sulla base tecnica della C3 Aircross e sono due C-Suv pensati per diventare l’unica auto di una famiglia. Lancia ha invece svelato l’attesissima Lancia Gamma, un modello che prende vita dalla stessa piattaforma della Peugeot 3008, e che diventerà l’ammiraglia della Casa italiana. Anche in questo caso non conosciamo il listino ufficiale, supponiamo che ruoterà attorno ai 40 mila euro, quello che abbiamo visto dal vivo è un auto dalla bella presenza su strada e con grandi potenzialità anche nel mondo delle flotte.
Il gruppo Stellantis in rappresentanza della trazione integrale, e di due brand storici, ha portato l’Alfa Romeo Tonale Ibrida Plug-in Q4 Veloce e la Jeep Compass 4xe Plug-in da 225 cavalli. Sul fronte delle supercar, Automobili Lamborghini ha fatto sognare ed incantato il pubblico con la Temerario, affiancata dalle moderne hypercar Revuelto e Urus SE, ma anche dalla bellissima e intramontabile Miura. A portare in alto la bandiera italiana delle auto sportive ci ha invece pensato Maserati con la Nuova Grecale Trofeo, la Nuova Granturismo Trofeo e la GT2 Stradale. Anche i costruttori tedeschi e francesi hanno portato importanti anteprime, tutte elettrificate: BMW ha esposto la nuova iX3 ed i3, e soprattutto la nuovissima X5 che vuole restare il punto di riferimento tra i maxi-suv premium. Mercedes-Benz ha invece messo in mostra le nuove GLC e Classe C elettrica, due auto che nascono su una nuova piattaforma modulare multi-energetica ottimizzata sia per le varianti elettriche che termiche. Come BMW, anche Mercedes ha recentemente rivoluzionato il design di propri modelli introducendo il nuovo corso stilistico che caratterizzerà la futura produzione dei modelli di serie, entrambi i brand premium hanno esposto a Torino le novità più importanti che vedremo presto su strada. Erano presenti anche la Citroën C3 Collection, già molto apprezzata dal grande pubblico, e la DS Automobiles N°7 Étoile Hybrid che ha ancora bisogno un pò di tempo per essere capita ed apprezzata fino in fondo che andavano a completare il massiccio schieramento di modelli Stellantis. Nell’area dei Giardini Reali Bassi sono state registrati più di 3.000 prove su strada, con prenotazioni esaurite per molti marchi ben prima della conclusione domenicale. Questo dato testimonia la grande curiosità dei potenziali nuovi acquirenti verso le nuove motorizzazioni ibride ed elettriche ma soprattutto verso i nuovi brand cinesi.

Il segreto del successo cinese

Ma perché le auto cinesi stanno entrando sempre più nei cuori e nei garage degli italiani? Il motivo non riguarda solo il prezzo d’acquisto, si tratta piuttosto del loro rapporto qualità-prezzo e di altri piccoli-grandi fattori. I modelli cinesi infatti, non solo hanno un costo nettamente inferiore a quello delle auto europee, ma mostrano anche una qualità costruttiva sempre più elevata. I materiali che una volta erano duri e poco curati al tatto, oggi sono diventati morbidi e sono assemblati con molta cura. Ma il vero asso nella manica è la scelta di non prevedere optional: tutto è di serie in modo che il prezzo d’acquisto non lieviti e che l’acquirente abbia tutto chiaro fin da subito. Certo, è vero, l’abitacolo e il layout dei modelli cinesi non lasciano spazio alla creatività, sono tutti molto, molto, molto uguali, e questo non è certo un valore aggiunto.
C’è da dire però che la digitalizzazione dell’ambiente di bordo non permette una grande personalizzazione, anche per l’Europa gli schermi restano schermi. E poi, se prima il cliente di un auto cinese era “spaventato” dalla manutenzione e dall’assistenza, adesso dall’Oriente assicurano grande tempestività sia nelle riparazioni che nella reperibilità dei ricambi. D’altronde ancora prima di aprire un concessionario le Case cinesi aprono magazzini in mezzo all’Europa per avere un punto di riferimento per tutta questa parte di mondo. In pochi anni dunque, la Cina ha capito le esigenze degli automobilisti del Vecchio Continente, è proprio per questo che le loro auto si sono evolute in molto velocemente sia dal punto di vista tecnologico che qualitativo.

Non è sempre oro ciò che luccica

Ma quindi le auto cinesi meglio delle europee? No, non è così anche se il gap si è ristretto molto, le macchine cinesi devono ancora fare un pò di strada per essere al passo con i modelli europei. Il divario più tangibile resta la guida: noi siamo abituati ad auto piacevoli da guidare, anche due piccole come una Golf o una Mini, sono vetture che hanno un anima quando le si guidano. In Cina invece, oltre ad avere strade completamente diverse dalle nostre, non viene data così tanta importanza al piacere di guida, loro preferiscono stare comodamente seduti dietro. E poi c’è lo stile: noi europei abbiamo gusti diversi, inutile girarci attorno. Dall’altra parte del mondo non hanno la “cultura del bello” come la intendiamo noi, e questo lo testimoniano le loro auto che sono tutte molto simili tra di loro senza mostrare scelte stilistiche particolarmente moderne o fuori dagli schemi. In definitiva il Salone dell’Auto di Torino 2026 ci ha dimostrato, ancora una volta, come il mondo dell’auto sta cambiando molto rapidamente e che le auto cinesi sono una realtà sempre più viva ed interessante. I costruttori europei non dormono sogni tranquilli, ne siamo sicuri.

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