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Che cos’è l’ultimo miglio e perché è la fase più complicata della mobilità

Che cos’è l’ultimo miglio e perché è la fase più complicata della mobilità
Quando si parla di mobilità, l'ultimo miglio (1,6 km circa) è il tratto finale di strada da percorrere per raggiungere la destinazione. Spesso la parte più complicata di tutto il viaggio, in termini di tempo, costi e stress.

IN QUESTO ARTICOLO

Ultimo miglio” (o last mile in inglese) è una locuzione presa in prestito dal mondo delle telecomunicazioni, dove si intende la tratta di cavo che connette la rete telefonica agli utenti finali.

Parlando di mobilità urbana, ultimo miglio fa riferimento all’ultimo tratto da percorrere per raggiungere la destinazione finale.

COS’È L’ULTIMO MIGLIO

L’ultimo miglio non è un lungo tratto di strada da percorrere: un miglio corrisponde a circa 1.6 chilometri.

Si tratta di una distanza indicativa, orientativamente fra gli 800 metri e i due chilometri (troppa per essere percorsa sempre e da tutti a piedi, ma non così lunga da dovere comportare per forza un viaggio in auto).

Pur non essendo “lungo” l’ultimo miglio è il tratto di strada più impegnativo in termini di tempo, costi e stress. Questo perché si attraversa la città, con tutte le sue problematiche di traffico, inquinamento, aree pedonali o Ztl, parcheggi (e loro mancanza).

MERCI E PERSONE

L’ultimo miglio può essere riferito:

  • Agli spostamenti di persone, che devono percorrere il pezzo finale della strada fra la stazione/parcheggio e la propria destinazione in città (che sia la casa, l’ufficio, il negozio, il cinema)
  • Agli spostamenti delle merci, con specifico riferimento all’e-commerce, che come sappiamo è aumentato dopo il Covid

Leggi Anche: I nuovi LCV per le consegne a domicilio a zero emissioni

Il modo per rendere questi spostamenti più efficienti e veloci è ovviamente diverso: i corrieri tendono a usare per le consegne cittadine Lcv più piccoli ed elettrici (che possono entrare nei centri urbani); le persone a utilizzare forme di mobilità alternativa:

  • Sharing (non solo di auto ma di scooter, bici, monopattini)
  • Micromobilità (più semplice per il parcheggio)
  • Trasporto pubblico locale, taxi, NCC

Le ore perse negli spostamenti

Lo scopo è snellire gli spostamenti, che in città tendono a essere molto lenti, come mostrano i dati sulla velocità di percorrenza dell’ultimo miglio (fonte: INRIX Global Traffic Scorecard 2023):

  • Roma: 20,9 KM/h
  • Parigi: 16 KM/h
  • Londra:  16 KM/h
  • New York: 17 KM/h

I dati analizzano 900 città in 37 Paesi, stimando anche il tempo perso nel traffico: 69 ore a Roma, prima nella congestione del traffico in Italia e 15esima al mondo. Al secondo posto in Italia Milano, con una velocità media di 22,5 Km/h.

LE SOLUZIONI

Le soluzioni stanno nella sigla MaaS, ovvero Mobility as a Service: la mobilità integrata che consente di scegliere fra vari mezzi (auto, taxi. bici, tram, monopattino…) e formule d’uso (sharing, noleggio, trasporto pubblico e privato).

Leggi Anche: Cos’è il Mobility as a Service e come funziona?

A rendere possibile e facile muoversi in questa maniera ibrida è lo smartphone. Tramite app si può pianificare il viaggio e scegliere quale mezzo di trasporto utilizzare per ciascun tragitto da compiere, pagando per il singolo viaggio oppure usufruendo di abbonamenti o di tariffe unificate.

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