11 Febbraio 2021

Le 5 cose da sapere sul WLTP 3.0 (2)

Cos'è il WLTP, come funziona e a cosa serve? E, soprattutto, quali sono le conseguenze dei nuovi, più rigidi, standard sulle fasce di emissioni delle singole vetture? Lo riassumiamo qui, con il supporto degli esperti di CSI Automotive.

2. Come si calcola il WLTP

I principali parametri dei test WLTP in fase di omologazione, rilevati con il veicolo posto su un banco a rulli, possono essere così riassunti:

  • 30 minuti di durata di ogni ciclo,
  • Distanza del ciclo di 23,25 km,
  • 52% di fasi di guida urbane e 48% extraurbane,
  • Velocità media di 46,5 km/h e massima di 131 km/h. Il test si divide in 4 parti in funzione della velocità massima: Low (fino a 56,5 km/h), Medium (fino a 76,6 km/h), High (fino a 97,4 km/h) e Extra-high (fino a 131,3 km/h),
  • Misurazioni effettuate a una temperatura di 23 °C e i valori di CO2 corretti a 14 °C.

wltp

Ogni parte del protocollo è costituita da varie prove come, ad esempio, frenate, accelerazioni o riprese. I modelli vengono testati nelle varie combinazioni motore/trasmissione, sia nella versione più leggera, sia in quella più pesante. I risultati dei test variano non solo in base al modello ma anche con il cambiare degli allestimenti, le dotazioni opzionali del veicolo possono infatti influire sui consumi di carburante e sulle emissioni.

Le differenze tra NEDC e WLTP

Ovviamente rispetto al NEDC, come vedremo, i test sono più severi e c’è, quindi, un aumento dei valori delle emissioni e dei consumi. Per approfondire meglio la metodologia del nuovo ciclo di omologazione, abbiamo interpellato CSI Automotive, realtà specializzata nei servizi di verifica, validazione e performance assessment per il settore automotive.

Ecobonus auto: storia dell'incentivo 

“Il nuovo ciclo WLTP ha una richiesta in termini energetici (la cosiddetta ‘Energy demand’) più alta rispetto al vecchio ciclo NEDC. Poiché la CO2 è direttamente proporzionale all’energia richiesta, risulta evidente il motivo dell’incremento. La normativa (EU2017/1151), che ha introdotto il ciclo WLTP, ha anche abbassato i limiti permessi di emissione di Nox (ossidi d’azoto) e PN (particolato). I Costruttori per poter stare dentro tali limiti hanno dovuto sacrificare una piccola parte dell’efficienza del motore per allinearsi a tali limiti”.

I valori delle emissioni delle ibride plug-in

Particolare, poi, è il metodo di calcolo per le auto ibride plug-in: a differenza delle altre motorizzazioni, dove la CO2 pubblicata è la stessa misurata sul banco a rulli, per le motorizzazioni plug-in la CO2 pubblicata è frutto di un calcolo a posteriori. “Tale calcolo – spiegano i tecnici di CSI Automotive – si basa su due fattori:

auto ibride plug-in

  • La CO2 misurata sul banco a rulli in condizioni di batteria scarica;
  • La distanza percorsa dal veicolo a ‘motore spento’, quando la batteria è carica dove le emissioni di CO2 sono quasi zero.

Il calcolo sulle auto ibride plug-in combina questi due fattori permettendo di arrivare ad un unico numero finale che viene pubblicato sui Certificati di conformità degli autoveicoli”.

Potrebbe interessarti anche: Dal 2022 il pedaggio autostradale varierà in base alle emissioni

Latest From Our Instagram
@fleetmagazine_italia