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Land Rover Defender MY26: fascino senza tempo

Abbiamo passato una settimana in compagnia di un’icona delle quattoruote, la Land Rover Defender. Un'auto che nel 2019 è cambiata profondamente senza snaturare il suo dna da vera fuoristradista.

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Il Defender protagonista della nostra prova è spinto da un interessante motorizzazione plug-in che combina un “piccolo” motore da 2.0 litri 4 cilindri turbo, con un’unità elettrica capace di un’autonomia a zero emissioni di circa 50 km. Si tratta di un dettaglio da non sottovalutare quando si guida auto da oltre 2.5 tonnellate come questa Land Rover: in città consuma (ovviamente) parecchio vista la sua stazza. E’ proprio in città che questi 50 km sono molto utili per abbassare il consumo di carburante in ambito urbano. Ma non voglio certo soffermarmi sui consumi di una macchina da 100 mila euro, per cui si presuppone che i suoi proprietari non abbiano problemi di disponibilità economiche, vorrei piuttosto parlare di stile e di anima.

Sì perché il Defender “moderno” nato 2019 ha sostituito un modello che è stato il simbolo del vero fuoristrada, quello duro e puro. La prima generazione non si preoccupava del comfort dei suoi passeggeri, e non aveva una dotazione di bordo ricca o completa, era l’esatto opposto. Era un mezzo che era in grado di arrampicarsi in cima ad una montagna con una semplicità disarmante, praticamente infermabile. Non è un caso se il Defender è stato, ed è tutt’ora, una dei veicoli più utilizzati dai Corpi Forestali e dalle Forze dell’Ordine che operano in ambienti ostili e difficili. Oggi i tempi cambiano: sotto il cofano si trovano motori massicciamente elettrificati, c’è tanta elettronica che “limita” l’azione del guidatore ma c’è anche un’anima da vera Land Rover come la sua antenata.

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Le novità del MY2026

Non vedevo l’ora di salire a bordo e provare questo bestione, ero infatti molto curioso di guidare un auto che vuole mantenere alta la tradizione di un un’icona del 4×4. Il cambio generazionale però è stato radicale: oggi c’è più lusso, più comfort, più dotazione e più glamour, questa macchina ha chiuso completamente con il suo passato. Il Defender 2.0 ha uno stile più moderno, un abitacolo ricchissimo e un’elettronica super avanzata che controlla il sistema di trazione integrale. Le cose sono cambiate profondamente rispetto a quando quest’auto era gestita semplicemente dalla meccanica, e quando un viaggio più lungo di 1 ora diventava una prova di resistenza per schiena ed orecchie. Il nuovo Defender non è un’altra macchina, ha semplicemente indossato il “vestito della domenica” per essere al passo con i tempi, ed accompagnare i suoi proprietari anche a fare l’aperitivo in centro. Lo stile mi piace perché resta mastodontico e squadrato quel giusto per renderlo riconoscibile grazie a quelle forme che sono un’evoluzione del passato.

Il model year 2026 porta in dote una serie di piccole novità che vanno a rinfrescare uno stile che nel complesso è piaciuto ai clienti Land Rover. I paraurti sono stati leggermente ridisegnati, così come la fanaleria che mostra una nuova firma luminosa davanti e un nuovo fondo scuro per i fanali posteriori. Le finiture sul cofano e sulle prese d’aria laterali del nostro allestimento X-Dynamic SE passano a una trama tecnica a nido d’ape, eliminando l’effetto “finto retrò” per un look più moderno e pulito. Non manca la ruota di scorta sul portellone posteriore che allunga l’auto fino a raggiungere i cinque metri. Dimensioni importanti che ho subito percepito alla guida soprattutto in città dove il Defender ha seri problemi di parcheggio. Anche se l’estetica è qualcosa di soggettivo, la presenza su strada di quest’auto e il suo stile sono aspetti che mi convincono al 100%.

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Quanto lusso a bordo

L’abitacolo del nuovo Defender X-Dynamic MY2026 rappresenta il punto d’incontro ideale tra la robustezza estrema degli esterni e l’uso quotidiano di un fuoristrada moderno. Questa versione si distingue per le finiture interne che passano dal grigio tecnico a tonalità scure e satinate, con la celebre traversa in magnesio della plancia rifinita in una particolare verniciatura a polvere Light Grey che contrasta con i rivestimenti neri. Il cuore pulsante dell’allestimento X-Dynamic è l’utilizzo del materiale Robustec. Questo tessuto tecnico, ispirato all’abbigliamento tattico e da lavoro, riveste le zone di maggiore usura dei sedili.

È quasi indistruttibile, resistente alle abrasioni e incredibilmente facile da pulire, rendendo l’abitacolo a prova di avventura senza rinunciare al comfort di sedili avvolgenti e comodi regolabili elettronicamente. Al centro della plancia c’è un nuovo schermo curvo da 13 pollici che integra Apple CarPlay ed Android Auto in modalità wireless e che diventa lo standard su tutta la gamma. Sulla console si nota la leva del cambio riposizionata oltre i nuovi vani a scomparsa e le tasche portaoggetti più profonde. Nonostante lo schermo sia più grande, restano (per fortuna) i tasti fisici per il climatizzatore e i controlli per la guida in fuoristrada, garantendo un uso intuitivo in ogni situazione. Lo spazio è sufficiente per le persone, mi aspettavo qualcosa di meglio per le sedute posteriori, ma la capacità di carico è notevole con 696 litri minimi che salgono a 1.759 abbattendo la seconda fila di sedili.

Ogni giorno una scoperta

Più passano i giorni e più “smanetto” con lo schermo e i vari menù che si hanno a disposizione, le novità ci sono e sono anche interessanti, soprattutto quelle che riguardano la guida in offroad. Se la nuova telecamera dedicata al monitoraggio dell’attenzione del conducente per prevenire eventuali distrazioni non è nulla di nuovo, altri strumenti hanno catturato la mia attenzione. Tra questi c’è l’Adaptive Off-Road Cruise Control: si tratta di una funzione di controllo della velocità specifica per il fuoristrada. Questo sistema permette di concentrarsi solo sullo sterzo mentre l’auto gestisce sia la trazione che la velocità in totale autonomia, un grande aiuto quando si guida nella polvere e nel fango.

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Si tratta di una grande novità nel mondo dell’offroad per cui si lascia al guidatore la sola incombenza di gestire il volante visto che ci sono i sensori e le centraline a fare il lavoro sporco. Credo che questo sistema potrà aiutare soprattutto i neofiti delle strade sterrate che possono beneficiare del largo uso dell’elettronica che ha reso la guida molto, molto, molto più facile. Tra le chicche non mancano anche le telecamere che rendono “trasparente” il cofano e che proiettano le immagini ad alta risoluzione direttamente sullo schermo del sistema multimediale. Restando sempre in tema di telecamere, quella posteriore dedicata al parcheggio permette di visualizzare la distanza minima per cui si riesca ad aprire il portellone, davvero utilissima.

Il dna è quello…

Sulla carta il Defender 2026 è una vera Land Rover, per questo deve essere capace di affrontare anche le strade prive di asfalto. Ma quali sono le frecce al suo arco? Sono tante, davvero tante, soprattutto quelle sotto pelle. Una su tutte sono le sospensioni ad aria a controllo elettrico che, oltre a permettere di alzare ed abbassare l’auto in base alle esigenze di guida, assicurano un assetto adatto soprattutto nelle situazioni più complesse. C’è anche un telaio rigido capace di sopportare grandi sollecitazioni, ed una capacità di guado di 90 cm che fa coppia con angoli d’attacco e di uscita da best in class.

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Insomma, se prima la Defender di elettronico aveva solo gli alza cristalli, oggi la tecnologia ha preso il sopravvento, che sia una fortuna o una privazione del piacere di guida lascio a voi deciderlo. Se a tutto questo aggiungiamo le modalità di guida dedicate all’offroad e la possibilità del blocco del differenziale centrale (elettronico) con un controllo di trazione con tarature specifiche per il fuoristrada, quest’auto non ha paura di nessun tipo di strada. Guidare in prima persona è però un’altra cosa: con tutta questa elettronica il vero amante del fuoristrada si sente privato di quel gusto che si ha quando si fa tutto secondo il proprio istinto. Come detto i tempi sono cambiati, e non vedo perché non dobbiamo sfruttare quello che il progresso ha da offrirci.

Un motore equilibrato

La potenza complessiva della motorizzazione plug-in è di 300 cavalli, ma il valore più interessante è quello della coppia di 625 Nm che rende questo pachiderma molto reattivo quando si preme sul pedale del gas. Nonostante la potenza non sia monstre, la Defender scatta da 0-100 km/h in 7,6 secondi e raggiunge una ragguardevole velocità massima di 191 km/h. Come detto la trazione è integrale mentre il cambio è automatico a 8 rapporti e l’autonomia in elettrico è di circa 50 km. A questo proposito spendo due parole riguardo la reale percorrenza: se si usa l’auto in autostrada viene dimezza, se usata in città i 40 km sono (quasi) una certezza. Alla voce consumi bisogna comunque scendere a qualche compromesso: i 6,1 litri per 100 km nel ciclo misto WLTP sono un miraggio, considerate che in città sono quasi il doppio. Tuttavia non ho trovato assetata questa Defender, d’altronde non è certo un peso piuma, quindi bisogna darle qualche attenuante.

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Parliamo di guida

Nel corso di questa prova ho avuto modo di guidare il Defender in diverse situazioni: autostrada città e anche in fuoristrada, ma leggero. Il primo aspetto che mi ha sorpreso è stato il comfort da business che si percepisce dietro il volante. La posizione di guida rialzata, i sedili morbidi ed avvolgenti conditi da un assetto morbido, rendono la guida rilassante e piacevole nell’uso cittadino. Il solo aspetto che non mi ha entusiasmato è stato lo sterzo che non si può propriamente definire diretto, anzi, è l’opposto, ma è un piccolo prezzo da pagare per adattarsi a più situazioni di guida. Non sarà certamente un motivo d’acquisto, ma in autostrada quest’auto si è difesa molto bene: nessun fruscio aerodinamico, ottimo funzionamento di tutti gli Adas e un consumo di circa 12 km ogni litro di carburante.

Come ovvio il beccheggio e il rollio sono due presenze costanti nelle lunghe curve in appoggio, ma ve lo ricordo è sempre una Defender e non un Purosangue. Il cambio automatico è morbido e fluido, tuttavia non è molto reattivo in scalata ed è un peccato la mancanza delle leve al volante. Non sono un grande conoscitore di percorsi offroad ma con un Defender bisogna per forza prendere un po’ di polvere. Dopo lunghe peripezie riesco a trovare un luogo libero e aperto dove poter sfruttare i sistemi di cui abbiamo parlato, non vedevo l’ora. Selezionata la modalità di guida dedicata affronto pietre, dossi, fango, e tutti gli elementi che il cliente di una Land Rover cerca ogni tanto, senza nessuna difficoltà. Ogni ostacolo lo supero senza problemi anche se vorrei trovare un percorso più impervio ed impegnativo perché sembra davvero tutto troppo facile. Trovo infine un’ampio spiazzo, disinserisco il controllo di trazione e provo a fare il “delinquente” ma resto a bocca aperta: questa Defender senza l’asfalto diventa agile e intuitiva e si può anche esibire in goduriose derapate. Rispetto la prima generazione è diventata sicuramente un’auto che si può comodamente usare tutti i giorni, anche in città, ma resta sempre un mezzo con cui fare del vero fuoristrada. o qualcosa che non sia convincente di questo mezzo: si può usare per fare l’aperitivo in centro dopo aver affrontato pietraie e fango, quale altra auto ve lo permette? Forse i nostalgici non l’apprezzeranno a pieno ma se avete guidato la prima generazione, percepirete un po’ di quel glorioso passato anche in questa nuova e super tecnologica veste.

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Quanto costa?

La Land Rover Defender 110 X-Dynamic SE plug-in come quello della nostra prova ha un prezzo di listino di 93.300, optional esclusi. Attenzione a non farvi prendere la mano perché il prezzo finale può lievitare di diverse migliaia di euro. La gamma si compone anche di propulsori diesel mild hybrid da 3.0 Litri a sei cilindri con potenze fino a 350 CV e 700 Nm (le altre due sono da 200 e 250 cavalli) e poi ci sono due V8 mild-hybrid da 425 e 635 CV per la top di gamma Octa.

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