La motorizzazione elettrica, oggi, aiuta molto a muoversi in città, ma da sola non basta. A far fronte alle nostre aree urbane, infatti, occorrono dimensioni compatte, e qui entra in gioco la vettura che sto guidando da una settimana, la MINI Cooper SE.
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Ovvero, la versione elettrica di un volto noto che con questa propulsione mantiene il suo design distintivo, e aumenta il dinamismo di guida.
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Lunedì: Non credo di dovervi presentare
La MINI è una di quelle vetture di cui non credo servano presentazioni. A maggior ragione questa, l’icona: la MINI 3 porte con appena 3,8 metri di lunghezza che la rendono incredibilmente semplice da parcheggiare. Interessante, soprattutto in un mercato dove le dimensioni aumentano sempre.
Proporzioni ed estetica, insomma, rimangono analoghe alla versione endotermica, con il continuo contrasto tra forme tondeggianti e squadrate. Squadrata è la carrozzeria, soprattutto il tettuccio e i montanti che sono tesi, mentre il corpo vettura e il cofano sono più morbidi, e accompagnano armonicamente i fari rotondi davanti, a LED, e tondeggianti al posteriore, con di serie la texture LED Union Jack che fa sempre piacere.

Specifici, invece, della Mini elettrica sono i dettagli in giallo, presenti sulla calandra anteriore, sugli specchietti e la “E” stilizzata sul portellone posteriore e sul frontale, e che con il suo giallo distintivo ha contagiato anche la “S”, presente sempre sul frontale. Ricercati poi i cerchi, che ripropongono il binomio grigio-giallo della carrozzeria.
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