Mercoledì: La guida in città
MINI Cooper SE è costruita sulla stessa piattaforma UKL della versione endotermica, che ha la capacità di ospitare il pacco batterie da 32,6 kWh sul tunnel centrale e sul sedile posteriore. La batteria si unisce a un motore elettrico da ben 184 CV che, complice la coppia massima di 270 Nm e il peso ridotto (pesa circa 145 kg in più rispetto alla MINI a benzina), permettono uno scatto notevole persino su un’elettrica, e un’accelerazione 0-100 in 7,3 secondi. L’autonomia dichiarata è tra i 230 e i 270 km.
Questo è ottimo per la guida in città, specie a Milano, che è vero non richiede velocità elevate – e infatti qui si arriva a massimo 150 km/h – ma richiede tanta spinta in partenza, oltre a tanta maneggevolezza per avventurarsi tra le tortuose, e spesso strette, vie urbane. In generale, guidandola, non mi aspettavo un’agilità così elevata, in tutte le modalità di guida presenti. Ce ne sono quattro: Green Plus, Green, Mid e Sport.

L’ultima ci dice che, comunque, lei è una MINI ed è pensata per una guida divertente e prestazionale, come del resto possiamo vedere dalla potenza a disposizione. A differenza di tutte le concorrenti, nessuna modalità di guida va a limitare le prestazioni, ma per esempio Green Plus va usata per le situazioni in cui serve tanta autonomia, visto che disattiva il climatizzatore, i sedili riscaldati e altre funzionalità. Ad ogni modo, le due modalità ideali per il quotidiano sono Mid e Green.
La natura da cittadina è completata dal raggio di sterzata, ottimo: in poche manovre la si riesce a parcheggiare ovunque. La compattezza, infine, fa sì che non si debbano perdere ore a cercare un posteggio.