Secondo i dati del Barometro Aftermarket di Anfia nel 2025 il fatturato del postvendita auto è calato del -1,3% rispetto al 2024, che aveva chiuso in rialzo del 2,4% rispetto al 2023.
Il calo maggiore è avvenuto nel quarto trimestre (-4,1%), seguito dal primo (-1,6%); stabili, invece, il terzo trimestre (+0,5%) e il secondo (+0,2%).
CHI SALE E CHI SCENDE
Questo il fatturato delle singole famiglie prodotto, soltanto due su cinque sono in crescita:
- Componenti Undercar (componenti meccaniche situate nella parte inferiore del veicolo) +5,01
- Componenti Motore +1,87
- Componenti Carrozzeria e Abitacolo -2,80
- Materiali di Consumo -4,31
- Componenti Elettrici e Elettronici -7,48
La flessione più marcata è quella dei componenti elettrici ed elettronici che scendono del -7,5% dopo il +6,3% del 2024.
Una fase di transizione per l’aftermarket
Il 2025 è stato un anno di transizione complessa per la filiera IAM (Independent Aftermarket), in un contesto macroeconomico caratterizzato da crescita debole, pressione sui costi operativi e incertezza nei consumi.
Massimo Pellegrino, coordinatore della Sezione Aftermarket del Gruppo Componenti Anfia, spiega:
“La flessione può essere interpretata anche come il risultato di un significativo riallineamento degli stock, in particolare nella distribuzione. Parallelamente, la domanda da parte di ricambisti e installatori ha invece mostrato un andamento positivo”.
La manutenzione di un parco sempre più vecchio
Il buon risultato registrato dai componenti undercar (+5%) e dai componenti motore (+1,9%) evidenzia come il parco circolante italiano – tra i più anziani d’Europa, con un’età media di 13 anni a fine 2024 – continui a generare domanda di manutenzione e riparazione.
Leggi Anche: In Italia girano auto sempre più vecchie: hanno in media 13 anni e rischiano grosso
“Questo dato è coerente con un mercato del nuovo debole e con l’incremento delle vendite dell’usato, segnali di un ricambio del parco auto ancora rallentato”.
Perché cala il fatturato sull’elettronica
Al contrario, la marcata flessione dei componenti elettrici ed elettronici (-7,5%), dopo il buon risultato del 2024 (+6,3%), potrebbe riflettere una normalizzazione dopo picchi di domanda post-pandemici, ma anche un progressivo spostamento verso veicoli di nuova generazione ancora coperti da garanzia e quindi meno intercettati dalla filiera.
Solo interventi indispensabili
La contrazione dei materiali di consumo (-4,3%) e dei componenti di carrozzeria e abitacolo (-2,8%) segnala invece un atteggiamento più prudente degli automobilisti, orientati a posticipare interventi non strettamente indispensabili.
***
CONTINUA A LEGGERE SU FLEETMAGAZINE.COM
Per rimanere sempre aggiornato seguici sul canale Telegram ufficiale e Google News.
Iscriviti alla nostra Newsletter per non perderti le ultime novità di Fleet Magazine.
