Alfa Romeo dà una spinta potente al proprio piano prodotti. A spiegare la ritrovata aggressività dell’azienda è il ceo Jean Philippe Imparato, dando anche qualche data per il nuovo Tonale: “Prodotto a partire da marzo 2022, in vendita in Italia a giugno”.

Non è l’unica novità per Alfa Romeo, che ha deciso, spiega sempre Imparato, di investire nella produzione su ordine, il build-to-order. “Per almeno l’80%: produrremo le auto solo se abbiamo il cliente finale. A inizio 2021 eravamo al 38%, passeremo all’80% nel 2023. Questo consentirà una migliore gestione dei costi a noi e ai concessionari per evitare sprechi“, ha chiarito il ceo.
BUILD-TO-ORDER? NESSUN RISCHIO PER LE FABBRICHE
Ma non si rischia un crollo delle vendite, anche a fronte delle previsioni per il mercato auto influenzate dalla carenza di chip, e chiudere impianti esistenti? Imparato crede di no, perché l’Alfista, si sa, è fedele: “È normale fare auto se si hanno i clienti. La vita delle fabbriche non cambia, ma c’è più controllo sulla produzione e nella logistica“.
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LANCIA 100% ELETTRICA, CON TRE NEW ENTRY
All’incontro con le associazioni dei concessionari italiani dei brand Alfa, Ds e Lancia era presente anche il responsabile del brand Lancia, Luca Napolitano. Per il marchio ha fatto previsioni altrettanto aggressive.
Tre nuovi modelli per Lancia tra il 2024 e il 2028, con un passaggio al full electric dal 2026. “Quindi la nuova Delta sarà solo elettrica“ , ma si punterà soprattutto su altri mercati, partendo dall’Italia.

“Andremo dove si vendono auto elettriche, Francia, Germania e nei Paesi nordici, puntando sulle grandi città. Al momento non voglio perdere la leadership del segmento B in Italia, poi voglio avere successo con i nuovi modelli e con lo sbarco di Lancia in Europa“, spiega Napolitano.
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SI CORRE, MA NON IN PISTA
Lancia non tornerà alle corse, questo lo ha chiarito il ceo: “Un passo alla volta”. Al momento ci sono problemi più stringenti, come la ormai cronica carenza di chip: “C’è come per tutti gli altri. Viviamo un contesto difficile, anche per il costo delle materie prime e per gli effetti del Covid, li stiamo affrontando“.
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