Nella sede romana di Confindustria – con cui Audi ha un accordo di collaborazione – Timm Barlet, managing director Audi Italia (foto sotto), ha sottolineato l’importanza del mondo flotte per la Casa dei Quattro Anelli, che ha portato a un incontro come quello di oggi, “per andare incontro alle aziende. E ad autunno ne avremo un altro, perché per noi Audi For Business è quasi un brand nel brand, visto la crescita di importanza anno per anno. E la Partnership con Confindustria è coerente con il nostro rapporto molto stretto con il mondo business“, il commento di Bartlet.

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Audi for business e l’attenzione al tema fiscale
Subito dopo il Numero Uno di Audi Italia, sul palco sono saliti il dottore commercialista Luca Gaiani che ha disquisito sulle recenti norme varate dal nostro Governo per i fringe benefit. A parte le nuove auto immatricolate di recente, a cui si applicano le nuove regole, sui vecchi ordini e sulle ri-assegnazioni vi sono regole transitorie, sulle quali il legislatore ci ha messo le mani (leggi qui: Fringe Benefit, i dubbi dei Fleet Manager su valore normale, optional e ricarica elettrica | Ma le risposte non rassicurano): per una clausa di salvaguardia, ma solo fino alla metà dello scorso anno (leggi qui: Clausola di salvaguardia sulle aliquote dei fringe benefit per le auto aziendali: finalmente!) mentre in caso di riassegnazione delle auto già in casa già in capo a un dipendente nel 2024 e fino al 1° luglio 2025 si applicano le nuove regole.
Claudio Caprotti, Fleet & Business performance strategy (foto sotto) ha invece raccontato come si evolve la valutazione della flotta alla luce delle nuove norme. Che, necessariamente, deve coinvolgere diverse realtà aziendali nel el processo decisionale: Fleet, HR, Tax, Purchasing, Facility, Finance. Con nuovi Criteri di valutazione, adattando la valutazione d’acquisto aggiornando e ampliando il perimetro.

Il tavolo dei noleggiatori
Audi for business ha poi lasciato il palco ai noleggiatori, Massimiliano Abriola Consulting Director di Arval, Antonio Stanisci, Commercial Director di Ayvens, Patrizio Bellini, Direct Account P.A. Manager di Leasys, e Stefano Forcato Fleet Director di Volkswagen Financial lease (foto sotto).

“Un momento difficile dopo le nuove norme, uscite un po’ di corsa. Oggi vediamo un boom di plug-in mentre continuano a faticare le Bev” dice Stanisci, con Abriola che sottolinea il caso dovuto a norme, e regole trasitorie, un po’ complesse, mentre sulle nuove flotte è un po’ più positivo sulle full electric, “con un buon mix tra phev e bev“. Per Bellini, dopo uno stop a fine 2024 e inizio 2025, il mercato è ripartito, ma “soprattutto con le phev“. Stefano Forcato invece ha sottolineato come i clienti small business si comportano diversamente dal corporate: “questo mondo ha bisogno di certezze, le aziende hanno dovuto ricostruire le car policy e noi abbiamo dovuto fare tanta consulenza. Con Phev ora in ottima salute, soprattutto a fine 2025. Con le small business invece a scegliere un buon mix di prodotto“. Dove c’è ancora posto per il diesel, anche se per Stanisci, e in parte anche per Bellini, questa motorizzazione non ha ripreso. Ma per tutti potrebbe, comunque, almeno in parte riprendere.
Per l’elettrificazione invece c’è un tema forte dei Valori residui, per le Bev ma anche pe le Phev, “importante per noi noleggiatori centrare il valore dell’usato. E importante anche fare education. Grazie anche alla Rete” dice Forcato. “Education” tema centrale anche per Abriola, così come per il tema dell’usato.
Forcato poi ha sottolineato che se nel mercato il 24% delle immatricolazioni sono appannaggio del noleggio, il gruppo Volkswagen fa il 34% ed Audi addirittura al 40%, “con una grande importanza della Rete“.
Per Abriola Arval cresce organicamente – ovvero no rent-to-rent o dealer – dopo il rallentamento dell’inizio dello scorso anno. “E per il 2026, al netto di quello che sta cacadendo, lo vedo ancora in crescita“. Direzione di crescita condivisa da tutti i protagonisti sul Palco. Così come il tema dell’obbligo di una percentuale elettrica delle flotte che vorrebbe imporre l’Ue: “è inimaginabile” il commento di Bellini, “non ha senso obbligare” dice Stanisci e si può fare solo “incentivando, non obbligando” chiosa Abriola.
Il “nuovo mercato” corporate secondo i Fleet Manager
Un obbligo che non piace neppure alle flotte, “per dieci anni abbiamo vissuto un periodo di tranquillità, da dopo il Covid tutto è diventato tutto molto complesso. Nella mia azienda siamo partiti per l’elettrificazione ma senza obblighi” il commento di Claudio Passeri Fleet manager di Unicredit e consigliere Top Thousand. Per Gian Luca Paolinelli, Autostrade per l’Italia e TT, “questa spinta è un occasione per l’elettrificazione. Tanto che ci siamo anche dotati di una società, FreetoX, per questo“. Federico Antonio Di Paola Presidente Best Mobility e Fleet e Mobility manager di Engineering, “notiamo che sulle grande aziende le nuove immatricolazioni sono al 90% Phev e il 10% Bev. I driver sono contenti, con auto nuove, lato azienda dobbiamo capire bene i consumi. Cercando di educare gli utilizzatori delle Phev“. Stefano Granati, Group Chief Procurement Officer di DGS Spa e Membro Best Mobility porta la sua testimonianza, che vede “ordinare solo Phev e Bev. Nei prossimi 3-4 anni pensiamo di mettere in car list sempre più Bev. Anche se devo dire che noi siamo avvantaggiati, perché abbiamo solo auto a uso promiscuo per driver che non sono grandi viaggiatori“.

Il gruppo Audi da tempo ha sposato la transizione ma con una grande flessibilità di proposta: “diesel e benzina, mild, ma anche full electric, a cui arriveremo, ma anche Phev di nuova generazione, che hanno una tecnologia che li fa divenatre anche una sorta di Range extender. l’importante è accompagnare le aziende in questa transizione. E noi lo facciamo con un ecosistema e una completa gamma di prodotti” spiega il direttore Vendite Audi Italia Vincenzo Vavalà.
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Le car policy e le car list sono cambiate, conferma Passeri, con, a volte, del downgrading in alcuni casi, per ovvi motivi di costo. Car policy costanti invece per Autostrade per l’Italia, con car list poco cambiate con costi leggermente maggiori. Così come per Granati, che ha aumentato e di tanto la flotta. Con solo i modelli di più bassa fascia che hanno forse avisto prezzi più alti. Malgrado in questo segmento siano entrati tanti nuovi attori. Anche per Di Paola inizialmente si era avuto un downgrading, ma poi, anche per lei, grazie all’arrivo di nuovi player, il tutto si è stabilizzato. Ma Vavalà reagisce evidenziando l’importanza del valore residuo, sempre molto alto per Audi, intercettando anche tante vetture nostre usate, circa “37 mila sulle 80 mila che ogni anno vengono vendute di seconda mano“.
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