Si lavora a Bruxelles, impegnati al tavolo delle trattative Cina-Europa in materia di dazi applicati alle auto elettriche prodotte nel Paese del dragone ed esportate sui mercati del Vecchio Continente.
Una soluzione pare avvicinarsi, pronta per essere sottoposta al voto degli Stati membri. Ed è quella prospettata dal portavoce del ministro cinese per il Commercio, ovvero, di un negoziato che prosegue intorno alla definizione di un prezzo flessibile di vendita dei modelli. Ovvero, l’impegno dei costruttori di auto cinesi a vendere i veicoli in Europa entro determinate condizioni di prezzo.
ELETTRICHE CINESI: NIENTE DAZI, SÌ A PREZZI MINIMI?
“Le rappresentanze di tecnici di entrambe le parti stanno attualmente lavorando diligentemente per negoziare un piano di impegno su un prezzo flessibile, come indicato dalla consultazione, cercando di raggiungere un consenso sulla soluzione prima della regolamentazione definitiva”, ha commentato il portavoce del ministro Wang Wentao.
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La posizione nuova rispetto alla prima negoziazione respinta dall’Europa, di definizione di un prezzo minimo di vendita delle auto elettriche cinesi, è nella locuzione “prezzo flessibile”. Una formula che allude a un certo grado di variabilità, qualcosa di differente dall’imposizione – difficile da applicare e monitorare – di un prezzo minimo. Sarà nella bozza che uscirà dai colloqui che arriverà maggiore chiarezza sulle condizioni dell’accordo.
Le trattative proseguono nell’interesse di entrambe le parti, mirate a evitare una guerra dei dazi che impatterebbe sulle esportazioni europee in Cina. Tema particolarmente sensibile in Germania.
L’INDUSTRIA NON VUOLE I DAZI, GLI STATI SÌ
Per un’industria dell’auto che si è espressa negativamente sull’imposizione dei dazi – in ragione anche delle produzioni localizzate in Cina ed esportate poi in Europa -, diverse sono le sensibilità registrate dagli Stati membri. Con le voci favorevoli – tra cui l’Italia – a sanzionare con dazi le produzioni cinesi.
GLI EFFETTI SUI CONSUMATORI
Le ripercussioni sugli automobilisti – dall’imposizione dei dazi come anche di un accordo mirato a correggere i prezzi di listino – inutile dire come non si prospettino come le più favorevoli per i consumatori. Due vie, dazi e prezzi minimi, in entrambi orientate verso l’innalzamento del costo di una transizione verso l’elettrico già pesantemente fiaccata nella domanda.
Due scenari che chiamano in causa politiche di incentivazione massiccia all’acquisto, con il tentativo di attuare una strategia europea sul tema, tratteggiato dalla proposta italiana di un European Automotive Act.
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