Auto ibride: classificazione in tre fasce, secondo le emissioni di CO2

Basta con le auto ibride generiche. Il ministero dei Trasporti ha deciso di classificarle in tre gruppi, sulla base delle emissioni di CO2. Così i modelli mild hybrid, full hybrid e plug-in hybrid saranno inseriti in tre fasce diverse. Il provvedimento potrebbe anticipare una differenziazione di agevolazioni e incentivi.

Che le auto ibride (con alimentazione mista termica-elettrica) non siano tutte uguali è risaputo. Finora questi modelli sono stati differenziati in base alla tecnologia adottata (mild hybrid, full hybrid e plug-in hybrid). Adesso il ministero dei Trasporti ha introdotto una nuova classificazione in base al livello di emissioni di CO2.

Auto mild hybrid funzionamento

Le auto ibride saranno distinte in tre fasce: a differenziarle saranno le emissioni di anidride carbonica fatte registrare in fase di omologazione (secondo il ciclo Nedc) e riportate al rigo V.7 della carta di circolazione. Si tratta di un dato fondamentale per accedere all’ecobonus statale e agli incentivi regionali. Questa suddivisione potrebbe anticipare, in futuro, la concessione di differenti benefici e agevolazioni, in funzione della CO2 emessa dalle auto ibride.

CLASSIFICAZIONE DELLE AUTO IBRIDE IN BASE ALLE EMISSIONI DI CO2

Sono tre i gruppi di veicoli individuati dal ministero dei Trasporti per classificare le auto ibride:

-Gruppo I con emissioni di anidride carbonica fino a 60 g/km (presidiato dalla maggior parte delle ibride plug-in);
-Gruppo II con emissioni comprese tra 61 e 95 g/km di CO2(qui rientrano la maggior parte delle auto ibride tradizionali, full hybrid, non ricaricabili dall’esterno);
-Gruppo III sopra 95 g/km di emissioni di CO2 (comprende la maggior parte delle auto mild hybrid).

sistema Full Hybrid Toyota vantaggi

Per il momento, sulla carta di circolazione, si continua a fare riferimento al ciclo di omologazione Nedc, fino al 31 dicembre 2020. Dal 1° gennaio 2021, il dato riportato sulla carta di circolazione sarà riferito al ciclo Wltp, con numeri più vicini all’utilizzo reale. Per questo, i valori della classificazione delle tre fasce saranno quasi certamente rimodulati.

“Tenuto conto che le emissioni di CO2 costituiscono un parametro oggettivo, certo, verificabile e non contestabile, appare congruente con gli obiettivi del Piano di azione per il miglioramento della qualità dell’aria classificare, ai fini dell’incentivazione, i veicoli ibridi, che dalle norme di omologazione sono così definiti, attraverso il valore di CO2 rilevato in fase di omologazione riportato al punto V.7 della carta di circolazione”, scrive il ministero dei Trasporti.

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VARI TIPI DI AUTO IBRIDE

Come abbiamo anticipato in precedenza, esistono vari tipi di auto ibride. Tutte affiancano il motore termico al motore elettrico, ma in modi diversi. 

Nel caso delle auto mild hybrid, o ibride leggere, il motore elettrico non è in grado di far avanzare l’auto senza il contributo del propulsore a combustione interna (interviene nelle accelerazioni e recupera energia in frenata). 

Le auto full hybrid sono dotate di motori elettrici più potenti (e batterie più capienti), che funzionano in simbiosi con i propulsori termici per ridurre i consumi nelle varie condizioni di utilizzo. L’autonomia in modalità esclusivamente elettrica è molto limitata. La batteria si carica nelle fasi di decelerazione e frenata.

Le auto ibride plug-in, infine, sono dotate di batterie ricaricabili da una sorgente esterna. Quindi, consentono di percorrere anche decine di chilometri con la sola trazione elettrica

Nuova BMW Serie 3 Touring 2020 ibrida plug-in

Queste tre tipologie di auto, sebbene molto diverse, sono spesso considerate allo stesso livello per quel che riguarda agevolazioni sul bollo, parcheggi sulle strisce blu, accesso alle Ztl e permessi di circolazione. Adesso, questa situazione potrebbe cambiare, stando alla classificazione del ministero dei Trasporti.

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