Questione di chimica, quella delle batterie per le auto elettriche. È intorno alla formulazione LFP che passa la capacità di contenimento dei costi di produzione, cruciale per offrire sul mercato dei modelli in grado di ridurre il prezzo di listino e avvicinare quell’accessibilità economica ancora fuori portata per ampissime fette della popolazione automobilistica europea.
I fornitori cinesi sono in prima linea nell’evoluzione delle celle LFP, con CATL nel ruolo del faro. Non solo celle delle batterie dai costi ridotti ma, con l’ultimissima evoluzione, dotate di una densità energetica pari a quella delle celle con chimica NMC. Quindi, prestazioni elevate abbinate ai minori costi di produzione, mancando materiali pregiati come manganese e cobalto.

LG ENERGY SOLUTIONS CERCA FORNITORI CINESI
Sul terreno delle batterie LFP si sta muovendo LG Energy Solutions e non solo per la partnership siglata con Renault. Sono in atto delle trattative per collaborare con realtà cinesi, fornitori di materie prime, affinché si arrivi a produrre batterie al LFP per l’Europa.
“Stiamo intrattenendo dei colloqui con compagnie cinesi che svilupperanno insieme a noi un catodo al LFP e li produrranno per l’Europa“, spiega all’agenzia Reuters Wonjoon Suh, responsabile della divisione batterie automotive di LG Energy Solutions.
“Stiamo valutando diverse misure, compresa quella di creare delle joint ventures e la firma di accordi di fornitura di lungo termine”.
Una mossa dettata dalle pressioni dei costruttori sui propri fornitori di componentistica, relativamente alll’abbattimento dei costi su quello che è il principale fattore guida nell’economia della produzione di un’auto elettrica: la batteria e il costo del singolo kWh.
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Domanda delle auto elettriche che vive una fase di debole richiesta, un quadro che secondo LG Energy Solutions dovrebbe mutare nel giro di 18 mesi, tornando a una domanda più solida. Insieme a Samsung SDI e SK On, LG detiene il 50,5% di quota nella fornitura di batterie, rilevata nei primi 5 mesi dell’anno. Ai fornitori cinesi va il 47,1%, di cui CATL da sola detiene il 34%.
Tra i possibili siti per la produzione delle celle LFP destinate ai modelli per l’Europa, nell’impegno congiunto di LG con i partner cinesi, vi sarebbero stabilimenti in Finlandia, Marocco e Thailandia.
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