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Bologna, la città a 30 Km/h funziona: incidenti in calo, zero vittime tra i pedoni

In controtendenza con i dati nazionali, gli incidenti a Bologna sono diminuiti e sono meno gravi: per la prima volta dal 1991 non è morto nemmeno un pedone. A cambiare è la mobilità nel suo complesso.

IN QUESTO ARTICOLO

Le città a 30 Km all’ora funzionano? I dati di Bologna indicano di sì.

Leggi Anche: Bologna, ma non solo: cosa sono le città a 30 Km

È uscito il bilancio del primo anno con il limite dei 30 all’ora in città: 49% in meno le vittime della strada, e fra loro non c’è nemmeno un pedone.

I RISULTATI DI BOLOGNA CITTÀ 30

Gli incidenti sono in lieve calo, ma soprattutto sono meno gravi.

Globalmente gli incidenti calano di oltre il 13% e i feriti dell’11%, ma diminuiscono fortemente gli incidenti più gravi (-31%), cioè i “codice rosso” del 118.

Ridotti del 31% gli incidenti stradali in codice rosso a Bologna

Questi i dati rilevati dalla Polizia Locale sulle strade del territorio comunale di Bologna (escluse Autostrade e Tangenziale) dal 15 gennaio 2024 al 12 gennaio 2025 (52 settimane) e confrontati con la media dei corrispondenti periodi dei due anni precedenti (17 gennaio 2022-15 gennaio 2023 e 16 gennaio 2023-14 gennaio 2024):

  • -13,10% incidenti totali
  • -48,72% morti (10 rispetto ai 21 nel 2022 e ai 18 nel 2023)
  • -11,08% feriti
  • -9,78% incidenti con feriti
  • -20,71% incidenti senza feriti
  • +36,00% persone in prognosi riservata (17 rispetto a 12,5 in media, ma storicamente l’andamento di questo dato è sempre stato molto variabile negli anni)

I dati di Bologna sono in controtendenza con i dati nazionali: nel primo semestre 2024 rispetto a quello 2023, in Italia gli incidenti aumentano dello 0,9%, i feriti dello 0,5% e i morti del 7,9% (dati Istat).

Velocità più basse sono decisive per ridurre la probabilità e la gravità degli incidenti.

Significativo il dato di 0 pedoni morti sulle strade cittadine. Non accadeva dal 1991 (il dato più vecchio disponibile a livello cittadino). I pedoni morti all’anno erano in media 12 nel decennio 1994-2003, 7 nel 2004-2013, 6 nel 2014-2023.

Un cambio nella mobilità cittadina

Bologna Città 30 ha portato anche un cambio nella mobilità dei cittadini. In sintesi:

  • -5% traffico veicolare (oltre 11.000 veicoli in meno transitati nel giorno feriale medio)
  • +10% flusso di biciclette (oltre 140mila transiti su due ruote in più soltanto considerando i 3 punti della città monitorati in modo continuo nel corso del 2024)
  • +69% bike sharing (il servizio gestito da RideMovi sfonda i 3 milioni di corse in totale)
  • +44% car sharing (gestiti in città da Corrente e da Enjoy, passati da 47,5 noleggi medi al mese per auto nel 2023 a 68,6 nel 2024)
  • +17% viaggi sul Servizio Ferroviario Metropolitano. La crescita di viaggi raddoppia nelle stazioni urbane di Bologna, segno che si usa il treno anche per gli spostamenti fra i quartieri dentro la città

Per non dare solo belle notizie, segnaliamo che sono aumentati del 5,9% i ciclisti coinvolti in incidenti (433 vs 409), dato spiegabile anche con il notevole aumento percentuale di flussi di bici registrato sulle strade monitorate in città.

Inquinamento

Più difficile dare dati precisi sull’inquinamento, e distinguere ciò che è diretta conseguenza dei limiti a 30 all’ora (il cambiamento nel traffico veicolare) dal resto.

Alcuni studi evidenziano come, in generale, la riduzione della velocità a 30 km/h porta ad un aumento delle emissioni di monossido di carbonio (CO), anidride carbonica (CO2), ossidi di azoto (NOx) e particolato (PM), soprattutto nelle ore più trafficate del giorno.

Il Comune di Bologna segnala, però, una riduzione nel 2024 del livello di NO2 (biossido di azoto, “marcatore” dei processi di combustione locali) nella centralina ARPAE di Porta San Felice: 29 µg/m3, in calo del 29,3% rispetto alla media annuale del 2022-2023 (41 µg/m3). 

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