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BYD e Tesla: come si stanno muovendo nel resto del mondo?

BYD e Tesla: come si stanno muovendo nel resto del mondo?
Come ha fatto BYD a diventare il primo produttore di EV al mondo? Mentre Tesla dilagava in U.S.A. ed Europa, il marchio cinese si è concentrato su mercati al di fuori dall'Occidente come Cile, Giappone, Messico e Thailandia, vendendo auto alla metà del prezzo rispetto a quelle del concorrente americano.

IN QUESTO ARTICOLO

Nelle scorso settimane, ha fatto non poco parlare di sé la notizia di una possibile e futura alleanza tra BYD e Tesla, rispettivamente il primo e secondo produttore mondiale di auto elettriche.

Un’intesa che, secondo le parole di Stella Li, vicepresidente del colosso cinese, rilasciate in un’intervista al Financial Times avrebbe come obiettivo ” mettere la parola fine al motore termico”. La partnership, che andrebbe a creare una quantomai inaspettata alleanza tra Stati Uniti e Cina, specialmente dopo i recenti dazi imposti da Trump verso tutto ciò che non è Made in U.S.A.

La “mano tesa” da BYD a Tesla si inserisce infatti in un mercato degli EV che da una parte ha visto il colosso cinese ottenere risultati commerciali in costante crescita, dall’altra il brand di Elon Musk chiudere il 2024 in segno negativo rispetto all’anno precedente, con un gennaio 2025 caratterizzato da un -45% delle immatricolazioni in tre mercato importanti come Francia, Germania e Regno Unito.

Per comprendere questa effettiva discrepanza di performance di vendita, non bisogna solo concentrarsi sul Vecchio Continente e gli Stati Uniti. Un importante “campo di battaglia” della grande sfida a distanza tra BYD e Tesla è quello dei mercati del medioriente, asiatico e sudamericano. Luoghi nei quali BYD sta distanziano sempre di più Tesla per quanto riguarda le vendite dei propri EV, grazie a prezzi molto più accessibili.

Leggi Anche: Gamma BYD 2025, i “guanti di sfida” a Tesla si chiamano Sealion 7 e Seal 06

Prezzi bassi o qualità: le differenti proposte tra BYD e Tesla

Una recente ricerca compiuta dal magazine online Rest of the World ha mostrato come, al di fuori dell’Occidente, BYD sia molto più competitiva di Tesla. Quest’ultima, dal canto suo, preferisce concentrarsi in primis sull’Europa e soprattutto sugli Stati Uniti, avendo “pista libera” rispetto al colosso cinese.

BYD, per quanto riguarda il mercato a stelle e strisce, soffre della tariffa del 100% sulle importazioni di veicoli elettrici da Pechino, imposta dall’amministrazione del presidente Donald Trump a partire da settembre 2024. Motivo per il quale l’azienda di Shenzhen sta mettendo all’opera una politica dei prezzi molto aggressiva in vari Paesi al di fuori dell’Occidente.

Confrontando il costo della BYD più economica (che, a seconda dei Paesi è la Seagull, la Dolphin o l’Atto 3) e la sua controparte prodotta da Tesla (la Model 3) appare evidente la netta differenza di listino tra i due brand, che Rest of the World ha confrontato al 27 febbraio 2025 e convertito in dollari americani a partire dalla valuta locale.

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I 10 Paesi sui quali Rest of the World si è concentrata, analizzato i differenti listini proposti da BYD e Tesla (Fonte: Rest of the World ®)

Appare evidente come Tesla proponga dei prezzi decisamente meno “alla portata di tutti” rispetto a BYD, in primis a causa del retaggio decisamente più premium della Model 3 rispetto modelli come Dolphin e Seagull.

Per anni, il marchio californano ha annunciato di voler produrre un veicolo elettrico entry-level a basso costo. Promessa mai portata a termine. Tuttavia,  nell’ottobre del 2024, lo stesso Elon Musk ha annunciato che l’azienda è sulla buona strada per rendere disponibili modelli convenienti nella prima metà del 2025.

Aspettando l’arrivo di una Tesla “per tutte le tasche” (o quasi), gli acquirenti di tutto il mondo alla ricerca di veicoli elettrici a prezzi accessibili si sono rivolti a produttori cinesi come, appunto, BYD. Un orizzonte degli eventi pienamente avvallato dalla ricerca compiuta Rest of the World. Unica eccezione, dove la differenza nella lista è meno evidente, Singapore dove però ottenere un’auto (anche di BYD) è decisamente complesso.

Nel Paese asiatico è necessario infatti partecipare a un’asta per ottenere un “certificato di diritto” (Coe) che, al momento, ha un costo superiore a 106.000 $. Questo sistema, introdotto nel 1990, ha una durata di 10 anni ed è stato implementato per limitare il numero di veicoli in questa piccola città-Stato, che conta 5,9 milioni di abitanti e può essere attraversata in meno di un’ora.

I prezzi che Tesla ha reso disponibili sul proprio sito per il mercato di Singapore non includono il costo di questo certificato. Per questo motivo Rest of the World ha adeguato il prezzo per riflettere al meglio la realtà.

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