Con il patrocinio di

Dazi sulle auto prodotte in Cina: BYD li aggira e si sposta in Europa. Ecco dove

Dazi sulle auto prodotte in Cina: BYD li aggira e si sposta in Europa. Ecco dove
BYD aprirà due nuove fabbriche in Turchia e Ungheria. Ovviamente il sito produttivo di BYD rifornirà anche il mercato interno della Turchia, dove lo scorso anno i veicoli elettrici hanno rappresentato il 7,5% delle vendite di automobili, in un paese con una popolazione di quasi 90 milioni di abitanti.

IN QUESTO ARTICOLO

L’UE ha aumentato le tariffe sulle importazioni di veicoli elettrici cinesi, colpendo BYD con un’ulteriore tariffa del 17,4% in aggiunta al tasso esistente del 10%. Certo, alla Casa di Shenzhen è andata bene rispetto ad altre (38,1% per Saic, tra i marchi commercializzati in Europa c’è MG, e 20% per Geely), ma comunque abbastanza per rendere le sue vetture non più così competitive in termini di listino.

BYD quindi ha deciso di cambiare strategia, avvicinando la produzione. Ecco dove.

Leggi Anche: Ecco quali sono i modelli colpiti dai dazi che aumenteranno di prezzo (e non sono tutte cinesi!)

Un impianto in Turchia (e un piede in Europa)

BYD ha firmato un accordo con il governo turco per costruire una fabbrica nel Paese. Mossa “anti-dazi” che potrebbe rafforzare la posizione della casa automobilistica cinese in Europa. L’accordo prevede che BYD investa circa 1 miliardo di dollari nello stabilimento, che produrrà 150.000 veicoli elettrici e ibridi all’anno e includerà un centro di ricerca e sviluppo.

Si prevede che l’impianto migliorerà “l’efficienza logistica” di BYD (non è difficile capire come: raggiungendo i clienti europei, senza passare dal confine cinese). La Turchia infatti non è membro dell’Unione Europea, ma ha un accordo doganale con il blocco europeo.

L’impianto inizierà la produzione alla fine del 2026 e creerà fino a 5.000 posti di lavoro, spiegano i firmatari, il presidente della BYD Wang Chuanfu e il ministro turco dell’Industria e della Tecnologia Mehmet Fatih Kacir.

Ovviamente la fabbrica di BYD rifornirà anche il mercato interno della Turchia. Un’occasione ghiotta per BYD, dato che lo scorso anno i veicoli elettrici hanno rappresentato il 7,5% delle vendite di automobili in Turchia, paese con una popolazione di quasi 90 milioni di abitanti.

In Ungheria, ancora più vicini a Bruxelles

BYD si ferma in Turchia? No di certo, la Casa infatti ha già avviato l’iter per il suo primo stabilimento europeo, in Ungheria, che dovrebbe essere operativo sempre entro il 2026.

Con le sue sedi “interne” all’Eurozona, il marchio di Shenzhen riuscirà a vendere tutti i suoi modelli alla spina a basso costo nel Vecchio Continente senza extra-tasse (la segmento A Seagull ad esempio potrebbe essere commercializzata a meno di 20.000 euro, facendo una “spudorata” concorrenza a Fiat Panda, Dacia Spring, Citroën C3 e Renault Twingo).

Al momento la posizione di BYD è forte: le vendite sono balzate a 982.747 veicoli nel secondo trimestre di quest’anno, con un aumento di oltre il 40% rispetto al 2023.

In Europa i numeri sono ancora bassi, ma stanno crescendo rapidamente anche grazie alla forte spinta del marketing (tra le altre iniziative è stata sponsor degli Europei di calcio, al posto di Volkswagen). BYD ha venduto 12.944 auto nei mercati UE, EFTA e Regno Unito nei primi cinque mesi del 2024, rispetto alle 2.120 dello stesso periodo del 2023 (dati Dataforce).

***

CONTINUA A LEGGERE SU FLEETMAGAZINE.COM

Per rimanere sempre aggiornato seguici sul canale Telegram ufficiale e Google News.
Iscriviti alla nostra Newsletter per non perderti le ultime novità di Fleet Magazine.  

Abbiamo parlato di:
BYD Dazi Automotive
Iscriviti alla newsletter
Resta sempre aggiornato

Con la newsletter di Fleet Magazine ricevi anteprime, news e approfondimenti dal mondo della Mobilità

Condividi
Leggi anche

CASE AUTOMOBILISTICHE