La principale differenza tra un’auto elettrica e una endotermica, quella che frena la maggior parte degli automobilisti, è la quantità di tempo da spendere alla stazione di servizio, o di ricarica che sia. Byd punta ad abbattere tale differenza grazie a una nuova generazione di batterie in grado di passare dal 10 al 70% di carica in appena 5 minuti. Il problema è che, per farlo, serve la stessa energia necessaria a illuminare un quartiere intero.
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Byd inventa la ricarica da 5 minuti
Byd si produce le batterie per le proprie auto elettriche in casa e detiene il brevetto della Blade Battery, batteria al litio-ferro-fosfato che presenta il 5% in più di densità energetica rispetto alle classiche batterie LFP. Si tratta di una soluzione ultra-sottile per favorire una maggiore conducibilità ionica, e altamente densa per garantire stabilità chimica. Dotata inoltre di una tecnologia di autoriparazione dinamica.
Ma si tratta di info per esperti, quel che a noi interessa è che l’ultima generazione della Blade Battery promette fino a più di 1.000 km con una sola carica ed è in grado di supportare la Flash Charging. Una ricarica, cioè, che richiede appena 5 minuti per passare dal 10% al 70%; 9 minuti per una carica dal 10% al 97% e 12 minuti dal 20% al 97%. Anche quando la temperatura scende a -30°. E non si tratta di una tecnologia di alta gamma, dopo l’esordio sui modelli Denza, sarà installata anche sulle più popolari e compatte Dolphin e Seagull.
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Dove si trovano le stazioni fast charging
L’obiettivo principale di Byd è di battere il rivale Nio che, grazie al suo sistema di battery swap, consente di cambiare la batteria in appena un paio di minuti – ma ogni stazione comporta costi di installazione e mantenimento altissimi. Decisamente più economiche, e installabili su infrastrutture già esistenti, sono le Flash Charging di Byd, che punta a crearne 22.000 in Cina entro la fine del 2026.
Delle 20.000 stazioni cittadine, a inizio marzo, sono già pronte 4.200, mentre le prime 1.000 infrastrutture in autostrada dovrebbero essere operative a partire da inizio maggio. Si tratta di colonnine in grado di erogare 1.500 kW per ogni singola carica, la stessa quantità di energia elettrica necessaria a rifornire un intero quartiere.
E come si fa a non far saltare l’intera rete locale? Con il sistema di storage + charging, con batteria tampone da 200-300 kWh integrate nella colonnina per funzionare come amplificatori di potenza: assorbono dalla rete circa 100 kW costanti e rilasciano fino a 1.500 kW durante la ricarica rapida. Di certo una svolta nella mobilità elettrica, ma non lo si può definire un vero vantaggio per l’ambiente.
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