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BYD Dolphin Surf: abbiamo provato la piccola elettrica sotto i 20.000€

La Dolphin Surf è la più piccola di casa BYD, lunga meno di 4 metri è disponibile con due tagli di batteria e altrettante potenze. Autonomia massima 320 km che diventano più di 500 se usata solo in città. Prezzo di partenza 18.990 euro.

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In soli 3,99 metri di lunghezza la Surf si presenta con una bella presenza su strada e un design distintivo ed originale. Non manca la personalità a questa utilitaria, personalità che si manifesta in una fanaleria anteriore in stile Lamborghini (i fari sono molto simili a quelli di una Huracan), fiancate impreziosite da linee che attraversano i pannelli porta e, un generoso alettone posteriore (non c’è il tergi lunotto).

Sempre nel “lato B” si fa notare anche un accenno di diffusore nella parte bassa del paraurti, per dare un ulteriore tocco di sportività a questa citycar. I cerchi in lega sono da 17 pollici, ciò nonostante sembrano più piccoli di quello che sono vista l’altezza da terra della Surf. La firma luminosa al posteriore è caratterizzata dall’immancabile led “cost to cost” mentre il lunotto l’avrei preferito un po’ più grande per assicurare una maggiore visibilità. Nel complesso le forme della Surf la rendono subito facilmente riconoscibile, è chiara la volontà del colosso cinese di vendere questo modello soprattutto in Europa, dove l’obbiettivo è quello di elettrificare il parco circolante rendendo le alla spina auto accessibili.

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L’abitacolo 

Per entrare nella BYD Dolphin Surf basta avvicinare il proprio smartphone agli specchietti retrovisori, per essere poi venire accolti in un ambiente semplice ma completo di ogni dotazione. L’arredamento è classico: schermo da 7 pollici per la strumentazione dedicata al guidatore e display rotante da 10 pollici per il sistema di intrattenimento.

I materiali sono per la quasi totalità rigidi al tatto, tuttavia la qualità percepita resta alta, grazie ad assemblaggi davvero ben realizzati. Ho apprezzato la presenza di tasti fisici, posti sotto l’infotainment, per raggiungere alcune funzioni in maniera rapida, peccato che il climatizzatore può essere gestito esclusivamente dallo schermo centrale. C’è una piastra per la ricarica del cellulare sul bracciolo centrale e ci sono anche tanti, tantissimi, vani porta oggetti sparsi per tutto l’abitacolo.

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Tanto spazio 

Lo spazio a bordo è davvero tanto grazie il generosissimo passo di 2,5 metri e della decisione di omologare la Surf solo per 4 persone. Nonostante sia una vettura di segmento A il bagagliaio può comunque contare su una capacità minima di carico di 308 litri, che sale a 1.037 litri abbattendo le sedute posteriori.

Potenze ed autonomie

La Surf sarà esclusivamente elettrica e sarà in vendita in 3 differenti versioni: Active, Boost e Comfort, tutte con batterie Blade (costituite da Litio Ferro Fosfato). La Active monta una batteria da 30 kWh che fa lavorare un motore da 65 kW, per un’autonomia dichiarata di 220 km e potenza di ricarica fino a 65 kW in corrente continua e 11 kW in alternata.

La Surf Boost sfrutta una batteria da 43,2 kWh, con lo stesso motore da 65 kW, per un’autonomia dichiarata di 320 km ma in questo caso la ricarica arriva fino a 85 kW in corrente continua. La top di gamma è la Comfort che mantiene la batteria da 43,2 kW ma monta un motore più potente da 115kW con 310 km di autonomia. Nonostante appartenga al segmento A, questa BYD è dotata del Vehicle-to-Load (V2L), si trasforma quindi in un gigantesco powerbank, fino a una potenza massima di 3,3kW.

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Su strada

BYD ha scelto di fare una presentazione internazionale, di un modello di cruciale importanza per il marchio, a Roma, una città dove i pedoni raggiungono la meta sempre prima rispetto un auto. Come se non bastasse, il test drive prevedeva un percorso di soli 12 chilometri da fare con un collega a bordo, tutto questo per dire che per dare un giudizio sulla guida della Surf aspettiamo di averla in prova per le canoniche due settimane.

Nei pochi chilometri percorsi ho apprezzato due aspetti: la qualità costruttiva percepita in abitacolo, e l’assetto che sembra proprio essere stato studiato per le grandi città e le loro strade trafficate e dissestate. Parlando di assistenti alla guida sono disponibili sistemi come cruise control intelligente, frenata automatica d’emergenza, assistente di mantenimento corsia e controllo automatico degli abbaglianti tuttavia non c’è ancora stato modo di provarli sul campo; se funzionano come sulle altre BYD siamo tranquilli. Bene anche l’angolo di sterzata e più in generale lo sterzo che è inaspettatamente comunicativo considerando la tipologia di auto.

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Quanto costa 

Il listino attacca a 18.990 euro con la Active, la versione con la batteria più piccola. Di serie per tutte le luci diurne a LED, il touchscreen rotante da 10,1″, i sensori di parcheggio, la telecamera posteriore, il Vehicle-to-Load (V2L), il sistema keyless NFC, il cruise control adattivo e l’immancabile aria condizionata. La Boost ha un costo di 22.490 euro mentre per la top di gamma Comfort servono 25.490 euro. Durante il periodo di lancio è prevista una promozione in caso di finanziamento con il prezzo che scende fino a 16.660 euro con una rata di 99 euro al mese.

 

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