Cosa dice l’Art. 142 del Codice della Strada?

Se abbiamo scelto di commentare l’Art. 142 del Codice della Strada, un motivo c’è ed è legato alle ultime giornate assolate, capaci di far dimenticare la pioggia di poco tempo prima. Temiamo che qualche driver possa sentirsi legittimato a spingere più a fondo sull’acceleratore, contando sul fondo stradale perfettamente asciutto e riscaldato dai raggi di questo mite mese di aprile.

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L’Art. 142 si trova all’interno del Titolo V (“Norme di comportamento”). Disciplina la materia relativa ai “Limiti di Velocità“.

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Il suo contenuto è stato modificato dall’Art. 3 del D.L. 117 datato 03/08/2007, convertito con modificazioni dalla legge 02/10/2007 n. 160.

LE INDICAZIONI DI BASE DELL’ART. 142 

Partiamo dalle nozioni basilari, che tutti conoscono e che sono state introdotte (v. al riguardo il comma 1) “ai fini della sicurezza della circolazione e della tutela della vita umana“. La velocità massima consentita per le vetture è di:

  • 130 km/h, in autostrada (110 km/h in caso di pioggia)
  • 110 km/h per le strade extraurbane principali (90 km/h in caso di pioggia);
  • 90 km/h per le strade extraurbane secondarie e per quelle locali;
  • 50 km/h nel caso ci si muova all’interno di centri abitati (in presenza di determinate caratteristiche costruttive/funzionali e di apposita segnalazione, tale limite può essere elevato a 70 km/h).

Colonna di controllo della velocità

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Agli enti proprietari di strade, rimanendo sempre però “entro i limiti massimi suddetti“, è concessa facoltà d’intervento. Resta tuttavia in capo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la possibilità di non convalidare i provvedimenti di cui sopra qualora “contrari alle proprie direttive e comunque contrastanti con i criteri di cui al comma 1“.

LE DISPOSIZIONI SUI RILEVATORI DI VELOCITÀ 

Strumenti utili a verificare l’osservanza dei limiti di velocità, utilizzabili come prova, sono: a) apparecchiature debitamente omologate – b) registrazioni del cronotachigrafo  – c) documenti relativi ai percorsi autostradali.

Gli autovelox – definiti genericamente dal comma 6/bis dell’Art. 142 “postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità” – devono essere preventivamente segnalate e non nascoste. Occorre che la loro presenza sia denunciata da cartelli o dispositivi di segnalazione luminosi.

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CHE COSA RISCHIANO I TRASGRESSORI

L’inosservanza dei limiti di velocità comporta per l’automobilista sanzioni di importo proporzionalmente crescente rispetto alla gravità dell’infrazione. Vediamo in che cosa consistono e quando si applicano:

  • entro i 10 km/h oltre il limite: multa da 41 euro a 168 euro (v. comma 7);
  • tra i 10 km/h e max i 40 km/h: multa da 168 euro a 674 euro (v. comma 8);
  • tra i 40 km/h e max i 60 km/h: da 527 euro a 2.108 euro (v. comma 9);
  • oltre i 60 km/h oltre il limite: da 821 euro a 3.287 euro (v. comma 9/bis)

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Alle ultime due violazioni si aggiunge, quale sanzione amministrativa aggiuntiva, la sospensione della patente per un periodo che va rispettivamente, in un caso, da uno a tre mesi e, nell’altro caso, da sei a dodici mesi.

Ricordiamo inoltre che l’Art. 142 è uno di quelli legati alla disciplina della patente a punti. Quelli decurtati sono tre con riferimento al comma 8, che diventano sei e dieci nel caso di inosservanza dei commi 9 e 9/bis.

Decisamente più ridotta la multa in caso di mancata indicazione sul retro del mezzo della velocità massima consentita a una data categoria di autoveicoli (anche rimorchi e semirimorchi nel caso di treni di veicoli): si va infatti da 25 euro a 99 euro.

Un controllo da parte della Polizia Stradale

COME VENGONO INVESTITI I PROVENTI DELLE MULTE

La reiterazione, nel corso di un biennio, della trasgressione indicata al comma 9, comporta la sospensione della patente per un periodo da 8 a 18 mesi, che si muta in revoca qualora ad essere interessato sia il comma 9/bis.

I proventi maturati grazie alle rilevazioni compiute attraverso gli strumenti di cui sopra sono impiegati, per la quota di pertinenza dell’ente proprietario della strada (50%), per la realizzazione di interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali, ivi comprese segnaletica e barriere, e dei relativi impianti.

Il restante 50%, invece, viene destinato al potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale.

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