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Chi è Ceer, la prima casa automobilistica dell’Arabia Saudita

Chi è Ceer, la prima casa automobilistica dell’Arabia Saudita
Ceer Motors è stata creata attraverso una collaborazione tra il Fondo di investimento pubblico saudita e i taiwanesi Foxconn (che producono gli iPhone). Exobot, berlina e SUV elettrico, è il primo modello presentato.

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Ceer è la prima casa automobilistica nazionale dell’Arabia Saudita, fondata nel 2022 dal principe ereditario Mohammed bin Salman, che è anche Primo Ministro e Presidente del Public Investment Fund (PIF), il fondo sovrano saudita che detiene la proprietà della compagnia in joint venture con Foxconn.

Si tratta di una sinergia strategica da circa 1,3 miliardi di dollari che unisce la massima potenza finanziaria saudita con il re globale dell’elettronica di consumo. Foxconn ricopre un ruolo tecnico e operativo fondamentale nello sviluppo completo dell’architettura elettrica ed elettronica dei veicoli.

Il Ceo di Ceer è James DeLuca, italoamericano veterano del settore automobilistico globale. Prima di assumere la guida di Ceer Motors, ha ricoperto ruoli di massima in General Motors ed è stato il primo CEO della casa automobilistica vietnamita VinFast.

Il marchio Ceer è nato specificamente per produrre veicoli elettrici ad alte prestazioni. Il primo modello svelato al mondo è Exobot, nelle varianti berlina e SUV (in foto).

Ceer Exobot

I veicoli di Ceer Motors saranno venduti inizialmente in Arabia Saudita e successivamente in tutta la regione del Medio Oriente. Non è previsto per ora l’arrivo sui mercati occidentali.

La produzione a King Abdullah Economic City

Exobot è il primo di sette modelli attesi entro il 2030. I veicoli saranno prodotti in Arabia Saudita presso King Abdullah Economic City, una smart city industriale sul Mar Rosso fondata nel 2005, che è il più grande hub automobilistico del Medio Oriente. Qui ci sono gli stabilimenti di Ceer Motors, ma anche di Lucid Motors e Hyundai.

Ceer si impegna a raggiungere una quota del 45% di materiali locali nei propri veicoli entro il 2034.

Design nabateo

Il design piuttosto estremo e scolpito di Exobot mostra proporzioni slanciate e un profilo a cuneo che comunica dinamismo. L’estetica vuole richiamare la monumentalità dell’architettura nabatea di Hegra, celebre per le sue strutture caratterizzate da tombe scavate nella roccia e facciate decorate con elementi quali capitelli a gradoni, timpani triangolari e motivi simbolici.

L’antico popolo arabo dei Nabatei è un’ispirazione estetica identitaria per dare un’anima culturale e un design unico a queste super car elettriche.

Monumentali anche le dimensioni: la berlina Exobot raggiunge i 5,26 metri di lunghezza per 2,10 di larghezza e 1,43 di altezza, mentre il SUV si attesta su 5,02 metri di lunghezza, 2,10 di larghezza e 1,69 di altezza, posizionandosi a pieno titolo nel segmento delle grandi vetture di rappresentanza. Immenso il parabrezza: 2,4 metri di lunghezza con un’inclinazione di 15°.

Altro elemento che strizza l’occhio alla cultura saudita, le portiere ad ala di falco “Shahin”, quasi tre metri, ispirate al movimento elegante del falco Shahin, una sottospecie del falco pellegrino, storicamente associato alla nobiltà e alla regalità nelle culture mediorientali e asiatiche.

1.111 Cavalli

Nella configurazione top di gamma, Exobot eroga un’incredibile potenza di 1.111 CV e 1.500 Nm di coppia.

Leggi Anche: Hypercar elettriche da 2.000 cavalli: velocissime sì, ma serve davvero tutta questa potenza?

Exobot berlina, caratterizzata da un assetto più basso, accelera da 0 a 100 km/h in soli 2,1 secondi e raggiunge una velocità massima di 250 km/h; il SUV passa da 0 a 100 km/h in 2,4 secondi e raggiunge una velocità massima di 210 km/h.

Exobot è stata ingegnerizzata per garantire la massima resilienza termica per adeguarsi alle condizioni di calore elevate tipiche dell’Arabia Saudita. La temperatura dell’abitacolo viene ridotta rapidamente da 65 °C a 32 °C in soli 10 minuti.

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