Aiuta, ma non fa miracoli. Premessa d’obbligo, perché prima e più dell’elettronica può la fisica. Così, il controllo di trazione è da considerare un ausilio alla sicurezza di guida importantissimo ma è bene ricordare come operi in prossimità del limite fisico del veicolo e, soprattutto, non lo sposta in là. Auto e non solo, poiché il controllo di trazione sulle moto è da tempo realtà.
Un limite della fisica che passa, direttamente, dall’unico punto di contatto tra veicolo e asfalto: le gomme. Cruciale averle sempre in ottime condizioni, idonee al tipo di percorso e di fondo sul quale si andrà a guidare e, va da sé, con la corretta pressione di gonfiaggio.
COS’È IL CONTROLLO DI TRAZIONE
In termini molto, molto semplici, il TCS interviene per limitare un eccesso di rotazione delle ruote rispetto alla velocità del mezzo. Può operare su entrambe le ruote che trasmettono trazione, oppure limitarsi a operare su una singola ruota. L’informazione essenziale, in entrambi i casi, è la presenza di una rotazione della ruota superiore al valore corrispondente una data velocità.
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Gli elementi essenziali di un controllo di trazione su un’auto sono i sensori che rilevano la velocità di rotazione delle ruote e una centralina di elaborazione di questi dati. Sul come, il controllo di trazione, interviene sullo slittamento delle singole ruote, si aprono diverse soluzioni.
COME FUNZIONA
In termini molto pratici, cosa fa il controllo di trazione? Una volta rilevata la perdita di aderenza, sulla base quindi di una velocità di rotazione della singola ruota rilevata dall’elettronica eccessiva (quindi, indizio di un pattinamento), ecco che si accende la spia e segnala l’attivazione del controllo.
La modalità di intervento più “gettonata” e diffusa sulle auto stradali di grande serie, prevede l’attuazione di una frenata selettiva sulla ruota (o le ruote) in fase di slittamento, così da ridurne la velocità relativa di rotazione fintanto che non rientri nei limiti della velocità del veicolo. Si controlla la trazione riducendo la velocità di rotazione delle ruote in pattinamento.
ELETTRONICA RAFFINATA
Le possibilità aperte dalla gestione elettronica combinata di più fattori (dati, quindi) consentono di affinare controlli sempre più evoluti, che operano anche sulla centralina motore fino a schemi di tipo predittivo. Questi considerano non solo la velocità di rotazione delle ruote ma anche la velocità del veicolo, la quantità di acceleratore utilizzato, l’angolo volante. Una complessità che aumenta con la qualità tecnica e il livello prestazionale delle auto.
TRAZIONE E DIFFERENZIALE

Altri sistemi di intervento prevedono un controllo legato ad altri componenti del veicolo, dalla riduzione della coppia erogata dal motore al controllo del differenziale, in sistemi più evoluti. Di controllo di trazione e differenziale si dovrebbe parlare in un approfondimento che guarda perlopiù a modelli ad alte prestazioni. Qui, il funzionamento del differenziale – che è l’organo meccanico di ripartizione della coppia tra due ruote dello stesso asse, dove non tra asse anteriore e posteriore in sistemi 4×4 (qui ti diciamo come funziona un 4×4) – consente, sui sistemi autobloccanti o a slittamento limitato, di trasferire la coppia motrice dalla ruota che sta slittando a una ruota con maggior aderenza sull’asfalto. Il controllo avviene mediante sistemi di tipo meccanico o differenziali a controllo elettronico.
CONTROLLO DI TRAZIONE E STABILITÀ
Se, un tempo, del controllo di trazione – noto anche come TCS – si poteva parlare come di un sistema relativamente a sé, l’integrazione dell’elettronica di gestione con sistemi di controllo della stabilità, coinvolge più sistemi in una missione unica: assicurare all’auto una dinamica di marcia sempre ottimale e sicura.
Visto il “come” del funzionamento del controllo di trazione, serve ricordare il “perché” si ha la necessità di tale intervento? Nella dinamica del veicolo, una perdita di aderenza in trazione, soprattutto se avviene in condizioni di marcia non rettilinea, genera conseguenze di instabilità del mezzo che possono portare alla perdita del controllo dell’auto se non controllate adeguatamente.
Il controllo di trazione – e più in generale il controllo di stabilità – garantendo la corretta velocità di rotazione delle ruote assicura un assetto dell’auto stabile e sicuro. L’elettronica interviene un istante prima che i limiti fisici vengano superati, riportando l’auto entro parametri di guida sicuri.
QUANDO VA DISINSERITO IL CONTROLLO DI TRAZIONE?
Il sistema di controllo della trazione disinserito permette al guidatore, solitamente mediante un tasto, di escludere questo controllo elettronico sulla trazione, quindi sulla quantità di coppia trasmessa dal motore alle ruote.
Perché mai si può volere un’esclusione di un supporto così importante nella guida su strada? Pur garantendo un’elevata sicurezza di marcia, il controllo di trazione delle auto di grande serie è pur sempre una limitazione della prestazione. In condizioni come l’impiego in pista e con abilità di guida adeguate, escludere il controllo di trazione lascia al guidatore la gestione diretta di tutto il potenziale del veicolo, senza limitazioni di sorta. Valutazioni a parte si applicano alle supercar, che sfruttano l’elettronica per rendere accessibili le massime prestazioni velocistiche e dinamiche anche a guidatori dalle doti di guida “medie”.
CONTROLLO DI TRAZIONE IN FUORISTRADA

Vi sono poi condizioni di guida specifiche, nelle quali il supporto dell’elettronica, insieme a schemi meccanici precisi, risulta fondamentale proprio per la prestazione. È il caso del controllo di trazione in fuoristrada. Non parliamo di crossover e suv dalle dubbie doti in off-road, bensì di veri sistemi 4×4, permanenti o disinseribili, dove il controllo di trazione lavora in ultima istanza, con modalità specifiche di erogazione della coppia. Supporta la trasmissione della coppia alle ruote che ha nei differenziali a slittamento limitato un fondamentale ausilio alla massima trazione sulle quattro ruote motrici e fondi a bassissima aderenza.
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Dire di un’unica strategia di controllo di trazione in fuoristrada è errato. Infatti, su fondi fangosi o su sabbia, le modalità di guida specifiche disattivano il controllo di trazione per consentire il pattinamento delle ruote e, da questa dinamica, permettono di espellere dal battistrada una parte di fango accumulato.
Fondi a bassa aderenza che possono essere, anche, condizioni di guida su neve. Non è sufficiente il lavoro dell’elettronica, del controllo di trazione, per ottenere una motricità adeguata. In questi scenari limite, si spiega al meglio l’importanza dell’interfaccia tra pneumatici e fondo. Con gomme invernali, il controllo di trazione può essere un piccolo aiuto in più per evitare lo slittamento di una ruota (o di entrambe), ma non risolve le difficoltà dell’auto a muoversi su un fondo a ridottissima aderenza.
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