Non una ma ben tre diverse proposte di mild hybrid sono quelle presenti nella gamma Fiat. Soluzioni sostanzialmente differenti tra loro, con due tipologie che rientrano nella medesima idea – la più recente e moderna -, in grado anche di offrire frangenti di guida a trazione elettrica.
Il MILD HYBRID DI FIAT PANDA E 500
Si contrappone al mild hybrid 12 volt presente su Fiat Panda e Fiat 500. Le citycar adottano il motore tre cilindri benzina aspirato 1.0, il FireFly da 70 cavalli. Qui, la componente mild hybrid è realizzata mediante il “super-alternatore”, lo starter-generatore d’energia a cinghia, che apporta fino a 5 cavalli sull’unità motrice e recupera energia che viene accumulata in una batteria da circa 130 watt/ora. Come funziona questa tipologia di mild hybrid è presto detto, poiché replica le tipiche funzioni basilari dei motori dotati di elettrificazione soft. Nelle fasi di decelerazione, lo starter-generatore a cinghia recupera energia, lo fa attuando un certo effetto frenante sull’auto, ma solo a un regime motore di 1.500 giri/min o superiore.

Procedendo a velocità dai 30 km/h in giù, quindi in un contesto urbano, mettendo l’auto in folle ecco che il mild hybrid realizza il coasting a motore spento. In tutto e per tutto si tratta di un’estensione del funzionamento dello start&stop a velocità superiori. Permette, di conseguenza, la riduzione dei consumi con uno stile di guida adattato al potenziale del motore 1.0.
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Non c’è alcun apporto, su questa tipologia di motore mild hybrid, di potenza supplementare. Piuttosto, è soprattutto la fase del recupero energetico e l’ampliamento del veleggiamento a motore spento, che consentono di migliorare consumi ed emissioni.
FIAT 600 E TIPO, COME FUNZIONA IL MILD HYBRID P2

Una soluzione completamente diversa è proposta, invece, con il mild hybrid Fiat abbinato al motore 1.2 turbo benzina e al turbo 1.5 litri benzina. Il primo lo troviamo su Fiat 600, nella proposta da 100 cavalli e cambio doppia frizione 6 marce. Il secondo è disponibile sulla Fiat Tipo e, finché verrà prodotta, su Fiat 500X: la potenza in gioco è di 130 cavalli, il cambio un doppia frizione 7 marce.
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Se il motore 1.2 è un’unità ereditata da PSA, evoluta e con la catena di distribuzione, ottimizzato nel ciclo di combustione e dotato di turbo a geometria variabile, l’1.5 benzina può considerarsi un motore di casa Fiat.
IL CAMBIO DOPPIA FRIZIONE E IL MILD HYBRID

Concettualmente sono due mild hybrid di ultima generazione, molto interessanti per l’elettrificazione ottenuta sul cambio doppia frizione eDSC6, oltre allo starter-generatore a cinghia posto sul propulsore. Rispetto ai 12 volt del mild hybrid di Panda e 500, siamo in presenza di un sistema a 48 volt, con batteria da oltre 430 watt/ora e un motore elettrico posto sul cambio, in grado di erogare fino a 28 cavalli e 55 Nm di coppia. Sono, però, solo 9 i cavalli apportati nelle fasi di boost dell’accelerazione.
Fiat 600, Fiat Tipo e 500X con il sistema mhev e cambio doppia frizione possono muoversi anche in elettrico per brevi manovre e a patto che ci sia energia sufficiente. Parcheggiare, avviare l’auto, procedere in fila nel traffico, sono operazioni che il mild hybrid 48 volt Fiat può svolgere sfruttando l’apporto del motorino elettrico sul cambio.
Restano invariate le doti di recupero energetico durante le decelerazioni, lo start&stop esteso fino ai 30 orari e, soprattutto, la possibilità di veleggiare a lungo (fino a 1 km, dichiara Fiat su 600) anche a velocità oltre i 100 orari, sfruttando l’abbrivio guadagnato. Tutta un’altra efficienza per un sistema mild hybrid ribattezzato P2, poiché una configurazione in grado di apportare trazione alle ruote.
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