Nonostante i buoni propositivi e la volontà di “stare al passo” con la decisione del Green Deal europeo di porre fine all’ immatricolazione di nuove auto con motori endotermici entro il 2035, sono sempre di più i brand che negli scorsi mesi hanno deciso di tirarsi indietro rispetto all’elettrico.
Nonostante investimenti nell’ordine di miliardi di euro da parte di grandi gruppi e case come Volkswagen, Tesla e i grandi colossi della Cina (BYD, Nio, Aiways, ecc.), altri grandi marchi stanno facendo un più o meno deciso dietrofront in merito alla transizione verso i motori “a zero emissioni”.
Tutto questo a causa della lentezza con la quale l’elettrico si sta infiltrando all’interno sia nel mercato auto che nel settore dei trasporti. Stando agli ultimi dati rilasciati dell’UE proprio i trasporti generano quasi il 25% delle emissioni di gas serra dell’UE (23,8%).
A sottolineare questa problematica è Trasport & Environment, che in una sua recente ricerca mostra che dal 1990 a oggi la curva delle emissioni dei trasporti in Europa ha continuato a crescere. Oltre a questo, il ritmo della decarbonizzazione del settore 3 volte più lento di quello degli altri comparti dell’economia del continente. Di questo passo, sottolinea lo studio di T&E, nel 2030 le emissioni dei trasporti saliranno al 44% del totale.
Un orizzonte degli eventi che, unito alla diffidenza che molte persone hanno ancora verso gli EV, fomentata da prezzi ancora troppo alti e dall’ansia da ricarica, fa comprendere la titubanza provate da brand e gruppi come Stellantis, Volvo, Lotus e Smart (Mercedes-Benz) nei confronti della transizione elettrica.
Leggi Anche: Nel 2025 le auto elettriche inizieranno a costare di meno?
Quali brand hanno fatto dietrofront sull’elettrico?
Stellantis
Negli scorsi giorni il brand che maggiormente ha fatto parlare di sé per quanto riguarda un suo possibile “dietrofront” rispetto alle motorizzazioni elettriche è sicuramente Stellantis.
A destare non poco scalpore sono state le parole di Jean-Philippe Imparato, chief operating officer di Stellantis in Europa e responsabile di Stellantis Pro One (veicoli commerciali), che ai media francesi ha manifesto l’intenzione di ritornare al gasolio.

Una mossa in completa controtendenza, specie se diamo uno sguardo al listino dei Brand appartenenti al Gruppo Stellantis, con pochissimi modelli dotati di motori diesel. Questa decisione, probabilmente frutto di un anno buio in termini di vendite, che ha reso necessario prendere decisioni radicali a livello strategico, potrebbe portare nei prossimi mesi a tante novità in casa Peugeot, Citroën, Fiat ed Opel che (ri)porteranno in gamma una nuova generazione di varianti a mosse da propulsori a gasolio.
Toyota
Anche il primo produttore al mondo di auto ha deciso di fare un passo indietro rispetto all’elettrico. A causa del generale rallentamento del mercato globale per gli EV, Toyota ha deciso di rallentare significativamente la produzione in questo campo, tagliando la produzione prevista per il 2026 a un milione di auto.
Una diminuzione, annunciata da Nikkei Asia, pari al 30% rispetto alle previsioni di vendita annunciate pochi mesi prima, nel maggio 2024. Questa revisione di strategia, oltre alla complessa situazione del mercato globale, risente delle sfide nella catena di approvvigionamento legate alla produzione di veicoli a batteria.
Leggi Anche: Le 10 auto elettriche con la maggiore autonomia
Smart
È di pochi giorni la notizia della “retromarcia” sull’elettrico compiuta da Smart. Il marchio tedesco di proprietà del gruppo Mercedes-Benz, ha infatti deciso di rivedere la propria strategia di mercato, discostandosi da quella “gamma esclusivamente elettrica” annunciata durante la presentazione della sua nuova generazione di vetture.
Un ritorno sui propri passi concretizzato dalla decisione di affiancare al SUV #5, l’auto più grande mai prodotta da Smart, di affiancare alle versioni EV anche una variante Plug-in Hybrid in arrivo nel 2026.

Questa decisione è stata presa dal marchio tedesco per assecondare le richieste del suo mercato più importante, la Cina, in cui i modelli PHEV hanno registrato negli ultimi anni una sensibile crescita delle vendite, conquistando il 53% del market share totale.
Volvo
Anche Volvo ha ammesso di voler abbandonare l’obiettivo, annunciato nel 2021, di arrivare a produrre solo modelli elettrici entro il 2030. Il piano della casa di era quello di eliminare gradualmente sia i modelli endotermici che quelli ibridi.
Un obiettivo ambizioso, che prevedeva entro il 2025 di raggiungere almeno il 50% delle vendite globali con auto completamente elettriche, mentre la parte restante sarebbe dovuto essere ibrida.

La casa automobilistica svedese ha però dovuto fare i conti con una domanda che non sta soddisfacendo le aspettative iniziali, rivelandosi troppo discontinua per sostenere il passaggio a una gamma 100% a batteria.
Ad annunciare questo dietrofront è stato Jim Rowan, l’amministratore delegato di Volvo. “Siamo ancora determinati a diventare un’azienda di automobili totalmente elettrica – ha sottolineato Rowan – ma è fondamentale essere realistici riguardo ai tempi necessari per una transizione completa”.
Leggi Anche: L’identikit di chi compra le auto elettriche
Lotus
Al momento del suo lancio, la Emira sarebbe dovuta essere l’ultima vettura endotermica prodotta da Lotus. E invece la casa di Hethel, acquistata nel 2017 dal colosso cinese Geely, sarebbe intenzionata a tornare sui propri passi, abbandonando la via del “solo elettrico”, introducendo anche propulsori ibridi plug-in.
Un cambio di strategia causato in primis delle difficoltà dell’elettrico di attecchire anche nel segmento del lusso, segmento verso il quale Lotus punta da qualche anno. Da qui la decisone del gruppo sino-britannico di battezzare i suoi futuri modelli con la tecnologia definita “super hybrid“. Quest’ultima unirà la ricarica rapida a un motore turbo utilizzato come generatore, per un’autonomia totale di 1.100 km circa.
Attualmente Lotus non ha ancora dichiarato quali saranno le auto equipaggiati con questo tipo di prolusole, anche se Eletre ed Emeya sono sicuramente i due modelli più papabili.
***
CONTINUA A LEGGERE SU FLEETMAGAZINE.COM
Per rimanere sempre aggiornato seguici sul canale Telegram ufficiale e Google News.
Iscriviti alla nostra Newsletter per non perderti le ultime novità di Fleet Magazine.
