L’auto è un oggetto in contaste evoluzione, specialmente nell’ultimo periodo.
Se mettiamo vicine un’auto di 30 o 40 anni fa con una del 2025 emergono già esteticamente due mondi completamente diversi, che hanno in comune una carrozzeria, quattro ruote. E in molti casi anche il nome.
COME SONO CAMBIATE LE AUTO?
Come vettura da paragonare ho scelto la Fiat 500, per diversi motivi:
- è il simbolo dell’auto italiana, perché ha motorizzato il Paese;
- Perché è un modello che ha visto una notevole evoluzione tecnologica dagli anni Cinquanta ad oggi;
- Perché oggi come negli anni Novanta è presente sia con motore a benzina, sia in variante 100% elettrica.
Ma questo potrebbe valere oggi anche con altre vetture, ad esempio la Renault 5 o la Renault 4, con la differenza che la loro prima volta elettrica è solo oggi. Loro, come la 500, non sono una novità assoluta, ma vere e proprie icone.

Vediamo quindi, come lo sviluppo dell’auto ha trasformato ciò che guidavamo ieri in ciò che guidavamo oggi.
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1. Rapporto spazio-dimensioni
Non è un’evoluzione tecnologica l’aumento delle dimensioni, anzi per delle city car può rappresentare quasi un controsenso.
Innegabilmente, la Fiat 500 è cresciuta negli anni: la prima generazione, quella della Nuova 500 anni Cinquanta, era lunga appena 2,9 metri. La Cinquecento degli anni Novanta misurava in lunghezza 3,2 metri, la 500 del 2007 è salita a 3,5, mentre l’ultima Fiat Nuova 500e aumenta a 3,6.
Differenze anche per quanto riguarda l’altezza: dagli 1,3 metri della Nuova 500 del 1957, agli 1,4 della Cinquecento del 1991 e della 500 del 2007, fino al metro e mezzo di altezza della Fiat 500e.

Crescono le dimensioni, ma soprattutto cresce l‘ottimizzazione dello spazio: sopratutto la 500 elettrica garantisce un’abitabilità interna sorprendentemente ottimale, per due adulti, e questo si deve prima di tutto al gruppo propulsore elettrico che riduce gli ingombri, e per esempio elimina la presenza del tunnel centrale.
Ma già la 500 del 2007 offriva, all’anteriore, uno spazio discreto, segno dei tempi che iniziavano a cambiare: anche sulle city car come lei oggi si tende a privilegiare una progettazione dall’interno verso l’esterno. Non era così sulla Cinquecento del 1991, dove la comodità e l’abitabilità non erano adatte a tutti!
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