Questo il caso di cronaca: in Francia un quadro aziendale ha inserito diversi annunci sulla piattaforma BlaBlaCar, offrendo posti a bordo della propria auto aziendale al prezzo di 20 euro ciascuno.
Le indagini hanno appurato che nell’arco di un periodo di quattro anni, il dipendente aveva pubblicato un totale di 112 annunci, traendo un guadagno personale continuativo grazie all’utilizzo del mezzo di proprietà dell’azienda. L’uomo è stato licenziato per aver utilizzato un bene aziendale a fini di lucro personale.
La vicenda giudiziaria
In un primo momento, il tribunale del lavoro si era espresso a favore del dipendente, condannando l’impresa a versargli 31.650 euro a titolo di indennità. Questa decisione è stata ribaltata e annullata dalla Corte d’Appello di Rennes.
L’elemento determinante ai fini del giudizio non è stato l’ammontare complessivo delle somme percepite dal dipendente, quanto il rischio legale a cui è stata esposta la società.
Infatti, il contratto di assicurazione dell’auto aziendale vietava infatti espressamente il trasporto di passeggeri dietro remunerazione. Il carpooling è una semplice condivisione delle spese, ma i giudici hanno valutato che la frequenza sistematica degli annunci e le modalità organizzative ne abbiano fatto una vera e propria attività remunerata.
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Di conseguenza, nell’eventualità di un sinistro stradale, l’azienda avrebbe corso il rischio di non essere coperta dalla propria assicurazione.
A seguito della sentenza definitiva, il lavoratore è stato licenziato, ha perso il diritto ai 31.650 euro che gli erano stati riconosciuti ed è stato inoltre condannato a corrispondere una somma pari a 500 euro al suo ex datore di lavoro per il rimborso delle spese processuali.
DARE DEI PASSAGGI CON L’AUTO IN FRINGE BENEFIT
La domanda sorge spontanea: nel mio tempo libero, posso dare dei passaggi a chi voglio con la mia auto in fringe benefit? Generalmente sì, magari leggendo bene la car policy aziendale (alcune car policy restrittive potrebbero specificare che i passeggeri possono essere solo familiari stretti o colleghi/clienti di lavoro).
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Il passaggio, però, deve essere gratuito e di natura privata: non è legittimo lucrare o ricevere rimborsi spese da terzi tramite un bene aziendale. Se per i viaggi personali l’azienda permette di usare la scheda carburante aziendale o il Telepass significa ricevere denaro da privati per spese sostenute dall’azienda. Questo comportamento viola i doveri fondamentali di fedeltà, correttezza e buona fede del dipendente.
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