Molto attesa, e con indiscrezioni a suo riguardo che circolano in rete da almeno 3 anni, la Ford Puma Gen-E è stata ufficialmente presentata a Roma, e arriverà sul mercato italiano nella prima metà del 2025.
Versione elettrica del crossover di Ford, ne mantiene quasi tutto il design anche se con delle modifiche di rilievo in termini di assetto e di estetica frontale, e arriva per competere con alcune vetture a batteria particolarmente apprezzate, su tutte la Volvo EX30, partendo però da un prezzo più basso: si parte infatti da 32.950 € nella versione d’ingresso, e si arriva a 35.200 € per il secondo e ultimo allestimento Premium (la Volvo oggi parte da 37.350 €).
Come tutte le Ford odierne, nate per elevare la percezione del brand, ha elementi molto interessanti, così come il suo comparto tecnico. Andiamo ad esplorarla un po’.
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IL DESIGN DELLA FORD PUMA GEN-E
Le foto in articolo sono quelle ufficiali, perché all’evento di presentazione, un incontro intimo e quasi “segreto” con alcuni giornalisti selezionati, non ci è stato permesso scattarne.

In ogni caso, rendono bene l’idea della vettura, che non nasce per stravolgere quanto già conosciamo, specie in un veicolo così amato come la Puma.

I cambiamenti più evidenti sono in ogni caso all’anteriore, dove la griglia è stata chiusa data l’assenza del radiatore. Ce n’è una, più piccola, sul paraurti, che serve più per il raffreddamento della batteria.

Dalla Mustang Mach-E, la Puma Gen-E eredita il pardicolare design della calandra, quasi esagonale, a creare una sorta di fil rouge con le icone elettriche del brand.

Sono rimasti gli stessi, invece, i gruppi ottici, con la nuova firma luminosa a LED che richiama un artiglio nella zona inferiore, e con design ovoidale che invece rimanda alla Puma originale degli anni Novanta.

Nuovo anche il design dei cerchi, bicromatico nella versione Premium e con dimensioni di 17” su Puma Gen-E e 18” su Puma Gen-E Premium, mentre al posteriore notiamo la scritta Puma a caratteri distanziati e, anche in questo caso, un design del paraurti leggermente diverso, più sportivo e in tinta carrozzeria. In ogni caso, è un’auto come detto esteticamente “comoda”, che nasce sia per puntare a chi ha già una Puma ed è pronto a fare il passaggio, ma anche come auto “di conquista”.

Del resto non c’è tanta differenza nel prezzo, dato che la Puma mild hybrid da 155 CV parte da 31.500 €.
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PIÙ SPAZIO ALL’INTERNO
Anche gli interni vanno a riprendere quanto visto con il restyling introdotto nel 2024, ma anche qui con delle differenze a tutto vantaggio dello spazio. Nello specifico, l’assenza del pomello del cambio e dell’albero di trasmissione ha permesso di fare un tunnel come un grande porta-oggetti, ergonomico e pratico, anche in questo caso ispirato a Mustang Mach-E.

C’è poi il grande display da 12,8” con l’ultima versione del SYNC, l’ormai consolidato sistema operativo, con grafica rinnovata e sempre connessa a Ford Pass, per gestire ogni aspetto della vettura da remoto. Rimane la compatibilità wireless ad Apple CarPlay e Android Auto e anche Alexa Built-in che permette di usare i comandi vocali per, ad esempio, chiedere info sugli impegni o programmarsi dei memo.
Non solo, ad aumentare è anche lo spazio del bagagliaio: se la Puma è diventata famosa per la sua Megabox, la Puma Gen-E migliora ulteriormente questo aspetto con la GigaBox, che incrementa la capacità di carico di 110 litri arrivando a ben 566 litri minimi, una capienza maggiore di quella di SUV ben più grandi. Questo anche al frunk sotto al cofano anteriore, come sempre ricavato dall’assenza del motore a benzina.

A risaltare davvero è la soundbar B&O su quasi tutta la parte alta del cruscotto (sulla versione Premium), altra ispirazione a Mustang Mach-E e soprattutto altro elemento distintivo.
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OTTIME LE PRESTAZIONI, L’AUTONOMIA…
Anche lato prestazioni e consumi la Puma offre il meglio della categoria. Quella elettrica è la versione più potente, con 168 CV di potenza da un singolo motore elettrico, velocità massima di 160 km/h con coppia di 290 N/m e 0-100 in 8 secondi. Non sappiamo se arriverà una versione a due motori elettrici, magari per una Puma ST Gen-E.

Sappiamo però il dato dei consumi, pari a 13,1 kWh su 100 km, uno dei migliori della categoria e più efficiente anche di auto più piccole e leggere.

Non si sa neanche il dato della batteria, ma Ford dichiara che l’autonomia su ciclo misto è di 376 km e 523 su ciclo urbano, abbastanza in linea con le competitor ma comunque non da grandi percorrenze. Si rifà, però, con la ricarica: in DC supprorta fino a 100 kW, con tempi 10-80% di 23 minuti, la più veloce del segmento.

Di livello anche il comparto sicurezza: la Puma Gen-E ha Adaptive Cruise Control con Stop & GO e Lane Centering, che aumenta o diminuisce la velocità della vettura con effetto naturale; e Predictive Speed Assist, capace di regolare la velocità in base a curve,rotonde e svincoli, tecnologie di solito riservate ad auto di segmento ben superiore.
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UN’AUTO RICCA DI AMBIZIONI
Come detto, con la Puma Gen-E Ford ha nel mirino la EX30, che costa circa 5.000 € in più nella versione d’ingresso Core. In effetti, rispetto a lei fa leggermente meglio: la EX30 Core ha un’autonomia di 337 km su ciclo WLTP e meno contenuti tecnologici (per la versione da 476 km servono più di 40.000 €).
Altre rivali sono la Fiat 600e e la Peugeot e-2008, che però costano quasi 40.000 € nella loro versione base. Secondo chi scrive, l’unica davvero da temere è la nuova Kia EV3 che, a un costo di poco più di 35.000 €, offre già 434 km di autonomia e, come la Puma, ADAS e tecnologia aggiornata.
In ogni caso, l’auto è davvero interessante, perché costa meno di tutte le rivali, ma offre più spazio, capacità di carico e anche prestazioni interessanti. Vedremo se risponderanno bene anche alla guida, quando potremo metterci mano.
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