E’ vero che siamo in periodo di Sanremo, ma la nuova ondata di emendamenti per il DDL Milleproroghe, 1.270, vengono annunciati come canzoni alla kermesse canora sanremese: di Ternullo, Paroli, Silvestro l’emendamento 3.63, che vuole posticipare le nuove aliquote dei fringe benefit per “gli autoveicoli indicati nell’ articolo 54, comma 1, lettere a), c) e m), del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, i motocicli e i ciclomotori, concessi in uso promiscuo” con contratti stipulati a decorrere dal 1° luglio 2025.
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Il secondo dei tre emendamenti sui nuovi fringe benefit sulle auto aziendali
Di Manca, Lorenzin, Misiani e Nicita l’emendamento 3.64, che interessa sempre il comma 14, dove nel 14 Ter si dice: “Per i veicoli concessi in uso promiscuo con contratti stipulati entro il 30 giugno 2025, resta ferma l’applicazione della disciplina dettata dall’articolo 51, comma 4, lettera a) del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nel testo vigente al 31 dicembre 2024“.
Il terzo emendamento il più “generoso”
Di Garavaglia, Tosato, Spelgatti il 3.65, l’emendamento che sposterebbe ancora più in là l’entrata in vigore delle nuove aliquote dei fringe benefit, chiedendo di modificare l’ormai conosciuto comma 14, da “1° gennaio 2025” a “1° gennaio 2026“.
Sarà uno uno di questi tre emendamenti ad essere accettati tra i 1.270 presentati. Case, noleggiatori e Fleet Manager ci sperano. E se proprio potessero scegliere “voterebbero da casa” quest’ultimo emendamento. Per saperlo però basta attendere poco tempo: Le commissioni interessate dovranno convertire in legge il decreto-legge 27 dicembre 2024 n. 202.
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