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Avere una flotta “al passo”, anche tra 5 anni

Avere una flotta “al passo”, anche tra 5 anni
Pensare di sapere tutto sulle auto, o sui veicoli commerciali, non basta più: oggi il ruolo di Fleet Manager è sempre più complesso. Serve preparazione per far bene il proprio mestiere (anche in futuro)

IN QUESTO ARTICOLO

Solo cinque anni fa pochissimi avrebbero previsto un passaggio così dirompente all’elettrificazione per le flotte. Allo stesso modo, solo 3 anni fa non avremmo immaginato di attraversare tante complicazioni per l’approvvigionamento di auto e servizi. Proprio questi grandi processi hanno cambiato il ruolo del Fleet Manager, e così continueranno a farlo in futuro gli imprevisti e le nuove legislazioni.

Pensare di sapere tutto sulle auto, o sui veicoli commerciali, non basta più: ora il ruolo di chi gestisce le flotte richiede di essere consapevoli di cosa siano e come è possibile ridurre le emissioni, conoscere le supply chain e le migliori tecniche di approvvigionamento, confrontarsi con standard ESRS e molto alto ancora.

Ma come si può restare sempre al passo? 

Leggi Anche: Come calcolare il nuovo Total Cost of Mobility.

Gestire la flotta al meglio

Leadership

Sono molti consigli di amministrazione e board che negli ultimi anni hanno dato maggiore e maggiore importanza alla gestione della flotta, proprio per la necessità di controllare i costi e decarbonizzare le aziende, ormai diventata una priorità.

Affinare la propria capacità di leadership è quanto mai necessario per ogni Fleet Manager che dovrà sempre più interfacciarsi con le più alte sfere, anche nelle grandi aziende. Non solo: tessere migliori rapporti con superiori e sottoposti permetterà di ottenere il maggior consenso (economico e personale) per nuove iniziative.

Comunicazione

Comunicare in modo efficace con tutti i colleghi, indipendentemente dal loro status o anzianità, per permettere a tutti di comprendere i motivi dei cambiamenti (necessari) all’interno della flotta: guidare – ad esempio – un confronto utile con il commerciale che dovrà passare all’elettrico.

Corsi di formazione, momenti di confronto, survey periodiche, tutto è utile a capire bisogni e dubbi della popolazione aziendale per rispondere il modo efficace e utile ai problemi, prima che questi si verifichino.

In questo può essere utile l’uso della telematica per monitorare il comportamento del conducente, le sue abitudini di guida e programmare con massima efficacia il passaggio alla nuova mobilità (elettrica, o anche alternativa).

Pianificazione strategica

I dati della flotta di cui abbiamo appena parlato possono essere utili anche per la pianificazione strategica. Sappiamo tutti cosa hanno affrontato le flotte durante la carenza di auto nuove e sono stati gli amministratori più lungimiranti (quelli che hanno anticipato gli ordini, per esempio, o aggiustato fin da subito i contratti di noleggio) quelli che si sono meglio destreggiati negli ultimi due anni.

Altra area di interesse per un Fleet Manager è poi la manutenzione: farla in modo predittivo permette al proprio parco auto di essere sempre in salute ed efficiente, azzerando (o quasi) i tempi di fermo tecnico dei veicoli.

Competenze e aggiornamento

La formazione è, infine, un modo ovvio, ma mai scontato, per migliorare le capacità di gestione della flotta: partecipare agli eventi, mantenere rapporti virtuosi con i fornitori (ad esempio, i Fleet Manager più “vicini” ai noleggiatori sono stati i primi a intuire la crisi in arrivo, due anni fa), ascoltare la voce dei propri dipendenti (tutti!).

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