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Agenti inquinanti, climalteranti e gas serra: quali sono e cosa sono davvero

Tutti riconosciamo, purtroppo, gli effetti dell'inquinamento atmosferico, ma spesso non si ha un'idea chiara su cosa comprometta davvero la qualità dell'aria. Pochi infatti conoscono la differenza tra gas climalteranti e gas serra, che vengono spesso confusi e sovrapposti.

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato circa 8 milioni di morti ogni anno a causa dell’inquinamento dell’aria, sia in ambiente domestico che esterno. In Italia le statistiche non si discostano molto dai dati mondiali: oltre 65.000 morti premature nel 2018. Tra i peggiori d’Europa.

Tutti oggi conosciamo e riconosciamo gli effetti del vivere nell’aria “sporca”, ma spesso si fa confusione su cosa sia ad intaccare davvero la qualità dell’aria. Nonostante se ne parli quotidianamente, pochi conoscono la differenza tra gas climalteranti e gas serra, che vengono spesso confusi e sovrapposti.

La differenza però c’è: mentre i gas serra trattengono calore in atmosfera, i climalteranti sono le sostanze che, a causa delle azioni dell’uomo, si stanno accumulando nell’aria e la loro concentrazione comporta un aumento della temperatura media del pianeta.

Se vi dicessi, ad esempio, che il vapore acqueo è un gas serra? Non è però un climalterante, come invece lo sono anidride carbonicaazotometano. Per combattere l'”inquinamento” dobbiamo prima riconoscerlo e il primo passo per farlo è proprio comprendere le differenze.

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Gli inquinanti atmosferici

Iniziamo dagli inquinanti atmosferici, ossia quelle sostanze che alterano la normale composizione chimica dell’aria. Ognuno di questi inquinanti ha caratteristiche chimico-fisiche, zone di accumulo, fonti di emissione, periodi di maggiore criticità ed ovviamente effetti sulla salute propri.

Ossidi di zolfo (SOX)

I principali sono il biossido di zolfo (SO2), un gas dal caratteristico odore pungente, e in piccole percentuali anidride solforica (SO3), che reagisce con varie componenti biologiche. Sono tipici delle aree urbane e industriali, soprattutto in condizioni meteorologiche di debole ricambio delle masse d’aria (ad esempio la Pianura Padana).

Le emissioni di origine antropica, ossia quelle originate dalle azioni dell’uomo, sono riconducibili all’utilizzo di combustibili solidi e liquidi che contengono zolfo o impurità (gli oli).

   

Fra gli effetti sull’uomo: un aumento della resistenza al passaggio dell’aria a seguito dell’inturgidimento delle mucose delle vie aeree, l’aumento delle secrezioni mucose, bronchite, tracheite, spasmi bronchiali e/o difficoltà respiratoria negli asmatici. Fra gli effetti a lungo termine, alterazioni della funzionalità polmonare e aggravamento di bronchiti croniche, asma e enfisema.

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