Impedire l’anonimato nell’uso dei veicoli a noleggio serve a prevenire il loro impiego in attività illecite, dal terrorismo al traffico di stupefacenti.
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Per questo in Italia è stato adottato il sistema Cargos, con cui il noleggiatore fornisce automaticamente alla Polizia di Stato i dati di chi noleggia.
Il mancato inserimento dei dati nella banca dati Cargos è punito con l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 206 euro.
Gli obblighi del noleggiatore
L’art. 17 del Decreto Sicurezza (D.L. 113/2018) impone agli esercenti l’obbligo di comunicare telematicamente, tramite apposito portale collegato al Centro Elaborazione Dati del Ministero dell’Interno, i dati degli utenti al momento della stipula del contratto o prima della consegna del veicolo.
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È un obbligo di legge assolutamente vincolante, nonché la principale ragione per cui i noleggiatori non accettano la patente digitale come documento, almeno per ora.
Infatti, il formato digitale della patente non è idoneo al controllo di tutte le specifiche richieste della locazione dei veicoli.
I casi di cronaca
Può accadere che il locatario utilizzi l’auto a noleggio per attività criminali. Se questo avviene e le Forze dell’Ordine scoprono che la società di noleggio non ha provveduto alla registrazione dei dati scatta la denuncia per la mancata comunicazione dei contratti di noleggio senza conducente al Centro Elaborazione Dati del Ministero dell’Interno.
La registrazione telematica del veicolo a noleggio consente alle Forze dell’Ordine di fare le opportune verifiche su: validità della patente degli utilizzatori, eventuali cause ostative all’utilizzo del veicolo e ulteriori elementi rilevanti ai fini della sicurezza stradale e delle attività di prevenzione e contrasto al terrorismo.
Nel caso noleggi un veicolo una persona segnalata alle autorità scatta l’alert e c’è una procedura di rintracciamento.
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