Cosa serve per potenziare l’uso della mobilità a idrogeno? I prodotti e la rete per ricaricarli.
Se ne è discusso al BMW Hydrogen Day, presso la House of BMW Italia di San Donato Milanese.
BMW Hydrogen Day
Al panel “Powering Italy’s Green Future: The Role of Hydrogen and Fuel Cell Technology in Future Mobility” ha partecipato, oltre al Jürgen Guldner – General Project Manager Hydrogen Technology BMW Group e a Marisa Retter (Product Manager BMW iX5 Hydrogen) anche di Andrea Saccone, Senior Manager European & Governmental Affairs Toyota Motor Europe.
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BMW e Toyota, infatti, promuovono insieme lo sviluppo dell’infrastruttura per l’idrogeno e sviluppano congiuntamente la prossima generazione di tecnologia a celle a combustibile.

E a proposito di infrastruttura, è intervenuto anche Stefano Erba – Chief Strategy Officer FNM S.p.A. ((originariamente Ferrovie Nord Milano), che sta investendo sulla mobilità a idrogeno.
I nuovi 5 impianti di rifornimento di idrogeno in Lombardia
“Il gruppo Fnm ha deciso alcuni anni fa di investire per l’introduzione dell’idrogeno lungo le autostrade e tangenziali operate da FNM”, spiega Erba. Ecco di quali impianti si tratta:
- Carugate Est (che abbiamo visitato)
- Carugate Ovest
- Rho-Tangenziale Ovest
- Tortona Est
- Tortona Ovest
Due impianti (Rho e Tortona) sono già stati aperti, gli altri lo saranno a luglio 2026.
TUTTI GLI IMPIANTI IDROGENO IN ITALIA
Le rete per il rifornimento dell’idrogeno in Italia è sempre stata fortemente ristretta. Operativi sono gli impianti di:
- Bolzano – lo storico impianto originario del Centro Idrogeno di Bolzano Sud (situato in via Enrico Mattei, a ridosso dell’autostrada A22) è stato ufficialmente inaugurato il 5 giugno 2014. Gestito da SASA Spa, rifornisce autobus del trasporto pubblico locale e autovetture private a 700 bar.
- Mestre -inaugurato nel 2022 in via Orlanda, gestito da Eni, serve sia auto (700 bar) che autobus (350 bar)
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I nuovi impianti in Trentino-Alto Adige e Veneto
Entro la scadenza tassativa del 30 giugno 2026 fissata dal PNRR dovranno aprire anche i nuovi impianti sull’asse del Brennero e il Nord-Est:
- Merano (BZ): Impianto gemello di quello di Bolzano gestito da SASA.
- Vipiteno (BZ)
- Lavis Est (TN)
- Lavis Ovest (TN)
- Verona
- San Donà di Piave (VE)
- Meolo (VE)
- Paese (TV)
- San Bonifacio (VR)
- Limena (PD)
- Monselice (PD)
Centro-Sud Italia
Il piano nazionale prevede la copertura progressiva dei corridoi TEN-T (trasporto merci europeo). Questi i progetti nelle altre regioni, che dovrebbero essere ultimati entro il 2026:
- Lazio: La stazione autostradale sulla Roma-Fiumicino (Magliana Nord) e l’hub di Civitavecchia.
- Liguria: L’impianto logistico di Cairo Montenotte (SV) e quello di Genova.
- Sud e Isole: I nodi strategici di Bari/Cerano (Puglia), della zona industriale di Catania e Milazzo (Sicilia), e i progetti pilota in Sardegna.
In totale, la rete italiana passerà dalle due stazioni storiche a un network di una trentina di stazioni di rifornimento distribuite su 13 regioni.
Ma quanto costa un pieno di idrogeno?
Attualmente il prezzo dell’idrogeno in Italia è di 19 euro al chilo (dipende dal prezzo dell’energia, in Germania sono 17, in Belgio circa 12). Con un chilo un’auto fa circa 100 chilometri più o meno. La BMW iX5 Hydrogen fa il pieno stoccando 7 chili di idrogeno nella sua ultimissima evoluzione tecnologica compressi a 700 bar. Toyota Mirai ne stocca 5,6 chili. Un camion ne stocca 25-30 Kg.
Perché sviluppare anche questa tecnologia
Come spiega Marisa Retter, Product Manager BMW iX5 Hydrogen, che verrà prodotta in serie dal 2028: “La decarbonizzazione richiede più di una tecnologia. Per BMW è una strategia precisa. BMW iX5 immagazzina energia sotto forma di idrogeno e si ricarica in meno di 5 minuti”. Guida elettrica, ma velocità di rifornimento pari a una termica.

Anche Toyota ha un sistema diversificato per arrivare alla decarbonizzazione, in risposta alle diverse esigenze di mobilità. Storica la Toyota Mirai, dal 2014 prima automobile a idrogeno di serie prodotta su larga scala al mondo. Nel 2028 è previsto il debutto commerciale del Toyota Hilux a idrogeno sul mercato europeo. “Lavoriamo con partner come Volvo, Daimler Truck e BMW per sviluppare l’idrogeno”, spiega Saccone.
La sfida è arrivare a una scalabilità maggiore per un uso di massa dell’idrogeno in diversi settori “L’aspettativa è che le persone viaggiano di più in idrogeno, con costi minori”, spiega Jürgen Guldner . Anche per questo serve l’infrastruttura.
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