L’amministratore delegato del gruppo Volkswagen, Oliver Blume, ha chiesto esplicitamente all’Unione Europea di imporre rapidamente dazi doganali aggiuntivi sulle auto ibride plug-in (Phev) prodotte in Cina.
l’Unione Europea non ha ancora deliberato ufficialmente l’introduzione dei dazi aggiuntivi sulle plug-in cinesi, ma la misura è attualmente in fase di studio a Bruxelles.
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La UE applica dazi sulle elettriche importate dalla Cina per contrastare i sussidi statali di Pechino, ma non sulle ibride plug-in. Una motorizzazione largamente usata dai brand del Dragone per entrare nel mercato europeo.
“Non c’è tempo da perdere”
Durante la conferenza stampa di presentazione dei risultati finanziari del primo semestre del 2026, Blume ha dichiarato che “non c’è tempo da perdere”. Nel primo semestre del 2026, i marchi cinesi hanno conquistato il 27,3% del mercato europeo delle ibride plug-in (quasi una vettura venduta su tre).
Il podio delle vendite europee delle plug-in, citato dallo stesso Blume, è interamente occupato da modelli cinesi:
- BYD Seal U DM-i
- BYD Atto 2
- Jaecoo 7
- Volkswagen Tiguan
La Tiguan, storicamente l’auto ibrida plug-in più venduta in Europa, è scivolata al quarto posto in appena dodici mesi, superata dai concorrenti asiatici.
La richiesta di Volkswagen vuole spinegere Bruxelles a estendere il meccanismo di protezione per evitare che il settore delle ibride, fondamentale per la transizione dei marchi storici del Vecchio Continente, venga del tutto monopolizzato dalla Cina.
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