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Quali sono i sistemi dell’infotainment che distraggono di più dalla guida?

Quali sono i sistemi dell’infotainment che distraggono di più dalla guida?
Più il sistema di bordo ti costringe a cercare, toccare e verificare con lo sguardo, più cresce il rischio. I comandi vocali (se ben progettati!) restano la strada più sicura per ridurre il tempo a "occhi spenti".

IN QUESTO ARTICOLO

Abbiamo più volte parlato di quanto possano distrarre i sistemi di infotainment alla guida, ma non tutti i comandi lo fanno allo stesso modo. Tra tutti, ad esempio, il navigatore “vince” per secondi di attenzione rubatu al guidatore: impostare una destinazione tramite touchscreen può tenere gli occhi lontani dalla strada fino a 74 secondi, mentre affidarsi a un buon sistema vocale riduce drasticamente i tempi.

È quanto emerge da un nuovo studio di What Car?, che ha cronometrato quattro operazioni comuni su 21 modelli di auto nuove, arrivando a una conclusione netta: con un sistema a comando vocale efficiente si può essere fino al 96% più veloci, e molto meno distratti, rispetto a un sistema mal progettato.

Lo studio che rivela quali sono i comandi più pericolosi in auto

Il test, condotto tramite un rilevatore dotato di occhiali con telecamere integrate per misurare tempi, distrazione e sforzo mentale richiesto, ha messo in fila risultati molto diversi tra un’auto e l’altra.

Il caso peggiore per il comando vocale del navigatore è stato quello della Honda HR-V, dove il rilevatore ha impiegato oltre un minuto (80 secondi) per impostare una destinazione, arrendendosi prima di riuscirci. All’opposto, sulla Volkswagen T-Roc la stessa operazione tramite voce ha richiesto appena 1,9 secondi.

Anche il touchscreen, quando non affiancato da comandi vocali efficaci, può trasformarsi in una fonte di distrazione molto seria: sulla Toyota C-HR il rilevatore ha tenuto lo sguardo sullo schermo per 74 secondi nel tentativo di impostare il navigatore.

Sulla Genesis GV60, che ha il comando vocale per alcune funzioni ma non per l’autoradio, cambiare stazione ha richiesto addirittura 81 secondi. Il confronto più netto arriva dalla Renault 4, che vanta il miglior sistema vocale complessivo: la stessa operazione lì ha richiesto solo tre secondi, il 96% più veloce.

Non è la prima volta che la ricerca conferma quanto touchscreen e infotainment complessi siano pericolosi.

Un altro studio, condotto nel 2020 da TRL (Transport Research Laboratory) e IAM Roadsmart, aveva già dimostrato che l’uso dei sistemi touch peggiora i tempi di reazione addirittura più che l’abuso di alcol e cannabis, risultando addirittura più rischioso della lettura di messaggi al volante.

Eppure molti automobilisti continuano a diffidare dei comandi vocali, spesso perché in passato si sono rivelati poco affidabili: secondo il sondaggio di What Car?, controllare la radio e programmare il navigatore restano le funzioni più utilizzate in auto (rispettivamente dal 71% e dal 70% degli intervistati), mentre solo il 27% si affida davvero al comando vocale per le operazioni quotidiane.

Non stupisce che l’85% dei guidatori vorrebbe più pulsanti fisici a bordo, contro appena il 7% che chiederebbe più funzioni sul touchscreen.

Gli schermi sempre più grandi non aiutano

Un test della rivista svedese Vi Bilägare (la stessa che ideò il celebre “test dell’alce” da cui nacque l’obbligo dell’ESP) ha misurato quanto tempo serve per svolgere operazioni quotidiane come regolare il climatizzatore o cambiare stazione radio tramite i display digitali.

Guidando a 110 km/h, i conducenti monitorati hanno percorso in media 813 metri per completare le operazioni richieste, contro i 756 metri del 2022: sulle vetture più recenti servono in media circa due secondi in più per gestire ogni sottomenu. Sui modelli con gli schermi full touch più complessi, privi di qualunque tasto fisico, il tempo necessario sale fino a 45 secondi, equivalenti a quasi 1,5 km percorsi “alla cieca”.

Il confronto con un’auto analogica è impietoso: su una Volvo V70 del 2005 le stesse operazioni sono state completate in appena 10 secondi, per una distanza di disattenzione di soli 300 metri.

Il problema, spiegano gli esperti, non è tanto la dimensione dello schermo quanto la complessità delle interfacce: i menu stratificati nascondono funzioni basilari come il riscaldamento o la regolazione dei sedili dentro sottomenu poco intuitivi. A peggiorare le cose contribuisce l’assenza di un feedback tattile.

Secondo Red Corporate Driving Training, l’uso touch di Apple CarPlay aumenta i tempi di reazione del 57%, contro il 36% della modalità vocale; per Android Auto il touch comporta un +53% contro il +30% della voce.

Distrazione e Codice della Strada: cosa cambia in Italia

In Italia, la legge 177 del 2024 già prevede prescrizioni sull’uso di smartphone, tablet e dispositivi elettronici alla guida nell’articolo 173 del Codice della Strada. Finora, però, mancava una previsione che sanzionasse direttamente la distrazione al volante in quanto tale: una lacuna che potrebbe colmarsi con il nuovo aggiornamento del Codice della Strada.

La distrazione generica potrebbe essere punita con una multa di 150 euro e 5 punti in meno sulla patente, anche se resta aperto il nodo pratico di come accertare una distrazione dovuta, ad esempio, all’uso dell’infotainment senza comandi vocali, o alla regolazione della temperatura in assenza di tasti fisici rapidi.

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