A tre anni dal lancio, Lynk & Co e il suo CEO, Alain Visser, si dicono soddisfatti dei risultati raggiunti, anche e soprattutto l’Italia.
Come avevamo accennato nei nostri 7 giorni approfonditi con la vettura, il Bel Paese è il secondo mercato più performante dopo quello olandese, segno che il brand, la sua visione e la sua proposta sono piaciute agli italiani, anche grazie a un’importante campagna comunicativa che ha portato la vettura in tour per il paese, all’apertura di club fisici, oltre ad aver sdoganato un concetto di mobilità nuovo.
Nel nostro tour svedese all’interno degli uffici del brand, abbiamo visto come Lynk & Co sia fedele al concetto di community, che coinvolge non solo per gli eventi ai club fisici, ma anche per ricevere feedback e consigli sulle nuove funzionalità da implementare.
IL CAR SHARING DI LYNK & CO E IL MOTTO “MAI ARRENDERSI”
La possibilità di condividere l’auto, da che Lynk & Co è in Italia, c’è più o meno sempre stata. Nasce dalla visione più concreta, a mio avviso, della sostenibilità, che non guarda tanto all’auto e alla sua motorizzazione (certo importanti), quanto al suo impiego: oggi, un’auto in media rimane parcheggiata il 96% del tempo. Da qui l’idea di non farne uno spreco, e di permettere ai membri della membership, cioè a chi sottoscrive l’abbonamento, di poter condividere l’auto.

Oggi si può fare, a livello normativo, grazie alla partnership tra Lynk & Co e Allianz, che ha creato un pacchetto assicurativo ad hoc per questo utilizzo tutto particolare. Ma all’inizio non era così semplice.

Spiega il CEO Alain Visser che l’impegno a promuoverlo c’era, “ma la nostra applicazione non andava così bene” ammette. Un lavoro che ha richiesto diverso tempo, ma che oggi “funziona davvero bene“. E si dice felice di vedere che anche in un’Italia dove gli era stato detto che il concetto di possesso fosse più forte, molti sfruttino le potenzialità del servizio.

Anche perché ognuno, pur ricevendo dei suggerimenti, può scegliere il suo prezzo. E così, in Svezia il car sharing di Lynk & Co ha una media di 9 € / ora, la più bassa del Paese, in Italia sale a ben 30, la più alta tra i paesi dove opera Lynk & Co. “Se provassi a impostarla per te, dato che ti conosco, potrei rendertelo molto economico, diciamo €1. Ma se lo stessi mettendo in strada, il prezzo medio che le persone pagano per condividere una di queste per due ore è di circa €10, a seconda del mercato” – scherza con me David Green, Chief Digital Officer di Lynk & Co.

Tramite l’app si può decidere il periodo in cui è disponibile e per quanto, e gli altri membri iscritti solo alla membership, ma che non hanno l’auto, possono usufruirne. Ciò permette ai proprietari di guadagnare qualche extra, tutto in regola secondo il sistema fiscal del paese. “Ma significa anche che forse qualcun altro non ha bisogno di investire in una propria auto e in tutta la CO2 necessaria per realizzare quella seconda auto che non gli serve davvero.” conclude David Green.

Una funzione certamente più indicata ai privati che alle flotte (lo usa il 16% dei soci B2C, e si usa di più nei Paesi Bassi con il 22% dei soci), anche se non è da escludere che quelle piccole, o i titolai di partita IVA, o ancora car policy specifiche permettano uno sharing interno. In ogni caso, l’utilità potenziale del servizio è molto utile, e lo si vede anche dai risultati: sono state calcolate 1,5 milioni di ore di car sharing ad ottobre 2023, con ricavo ottenuto dai fruitori pari a 850.000 €, in molti casi utile a sostenere in parte le spese dell’abbonamento oggi salito a 600 € mensili, in Italia.
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TI VA DI SVILUPPARE UN’AUTO?
Il senso di community di Lynk & Co si respira tanto nei suoi uffici quanto nel Workshop, dove l’auto viene continuamente sviluppata – e non solo la 01. Uffici che ripropongono l’estetica vista nei club, come quello di Milano o di Göteborg, in un edificio nel moderno quartiere di Lindholmen, antico cantiere navale oggi oggetto di imponente riqualificazione. Sensazione appunto libera, anche qui di condivisione, data dall’assenza di postazioni fisse, dall’ascensore che, volendo, decide da solo a che piano portarti, dalla fantasia delle sale meeting, come quella ricca di “Smile” o la più gettonata, con opere appese e tavolo rosso smagliante.

Qui, proprio di fianco al Geely Design Centre dove si disegnano le Lynk & Co e Zeekr del futuro, si registrano podcast e, insieme al Workshop, si scelgono le nuove funzionalità da implementare sulla vettura, anche e soprattutto ascoltando consigli e richieste della membership. Chiunque abbia una Lynk & Co, in qualunque formula d’acquisto, può accedere l’app CoLab, dove può registrare un messaggio, volendo anche anonimo, con alcune richieste e funzionalità che gli piacerebbe trovare sull’auto.

Oggi ce ne sono già diverse, Green mi anticipa l’arrivo anche di un browser web per semplificare la navigazione. Ma sulla Lynk & Co 01 è già possibile, ad esempio, fare meeting online usando Microsoft Teams, che sfrutta lo schermo e la journey camera dell’auto per inquadrare gli occupanti e, ad auto ferma, proiettare anche eventuali presentazioni. E non sono pochi coloro che potrebbero apprezzarla.

Più orientato al piacere, PrettyNear, che permette all’auto di raccontarti monumenti e attrazioni del quartiere in cui ti trovi; o ancora What3Words, che permette di raggiungere qualsiasi luogo indicando tre parole che lo rappresentano, il più possibile specifiche. Una di quelle che ho trovato più utili. O ancora Let’s Chat, meramente ludica, che dà vita a conversazioni piuttosto divertenti chiedendoti qualsiasi cosa.

Rimangono anche la journey camera, per riprendere e condividere sui social, il classico navigatore e molto altro, che arricchiscono certamente l’esperienza di guida.
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VERSO L’ELETTRICO
Di tutti i brand di Geely, Lynk & Co è l’unico di quelli venduti anche in Europa che non ha un’auto elettrica in gamma, nemmeno quella cinese che come noto comprende molte altre vetture alla 01.

Ma il secondo modello che il marchio sino-svedese porterà in Europa sarà a elettroni, ed è lo stesso Alain Visser ad annunciarlo, aggiungendo che “arriverà entro la fine del prossimo anno“, e quindi entro la fine del 2024. Ma la 01 rimarrà in gamma: a Lynk & Co piace la possibilità di scelta, specialmente in alcuni mercati, come l’Italia, “dove l’infrastruttura per le auto elettriche o per la ricarica è ancora molto limitata, e per questo abbiamo bisogno di entrambe“.

Occhi puntati allora: se nel 2024, a parte il club di Madrid, l’attenzione si focalizzerà sui punti di ritrovo già esistenti, sarà la nuova vettura, forse, a segnare la novità più grande. O, forse, altre funzionalità che al momento non ci hanno raccontato.
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