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Lynk & Co adesso punta (anche) alle flotte

Lynk & Co adesso punta (anche) alle flotte
La nuova strategia europea di Lynk & Co, che affianca vendita e NLT alla sua formula di abbonamento.

IN QUESTO ARTICOLO

Gli italiani sono automobilisti tradizionalisti, continuano a essere legati al possesso di un’auto propria e ad affidarsi a marchi noti… fino a un certo punto. Perché il successo di un brand come Lynk & Co, nuovo di zecca e arrivato sul mercato con la sola formula di abbonamento all’auto, svela un altro lato degli italiani. E forte (nonché sorpreso) che l’Italia sia il secondo paese che più ha mostrato interesse dopo i Paesi Bassi, Lynk & Co ha deciso di ampliare orizzonti e strategia.

Ce lo hanno svelato il Ceo Nicolas Lopez Appelgren e David Green, VP of Strategy, Products & Offer, nel corso di una lunga chiacchierata svoltasi presso il Lynk & Co Club nel centro di Milano.

Lynk & Co, obiettivo flotte

Lynk & Co è arrivata in Italia nel 2021, con un solo modello – la 01, che anche noi abbiamo provato – e una sola formula di utilizzo: l’abbonamento. Il suo pubblico, ad oggi, si compone al 68% di privati. Ma, affiancando all’abbonamento (che resta ma in una forma dall’approccio maggiormente premium) anche l’acquisto e formule di noleggio a lungo termine (in house o in collaborazione con Ayvens), il brand svedese del gruppo Geely punta anche ai clienti azienda.

Come? Senza invero la necessità di stravolgere la propria strategia. Appelgreen e Green ci hanno spiegato punto per punto il modo in cui Lynk & Co mira a diventare un attore di punta della mobilità aziendale italiana.

Leggi Anche: Meglio l’acquisto o l’abbonamento all’auto? Questo il dilemma

I punti di forza della nuova 08

I modelli Lynk & Co arrivano sul mercato già full optional, al Fleet Manager non resta che selezionare uno dei due colori disponibili durante la compilazione della Car List – una semplicità su cui il team B2B del brand punta molto.

Ma è sui prodotti, soprattutto, che si fa affidamento, in particolare sul nuovo 08, le cui caratteristiche sembrano essere state sviluppate con un occhio rivolto alle esigenze dei driver aziendali. Il segmento è D, si tratta di un suv – categoria tra le più apprezzate nelle flotte. La motorizzazione è una plug-in hybrid, l’unica alternativa al full electric non affossata dalla nuova fiscalità.

E se le plug-in beneficiano degli sgravi fiscali, sappiamo però che, se non ricaricate a sufficienza e utilizzate quindi come auto endotermiche, portano a consumi vertiginosi. Lynk & Co prova a ovviare il problema con un motore che promette fino a 200 km di autonomia in modalità elettrica ed equipaggiato di un sistema di guida Hybrid Mode che, grazie alla tecnologia del machine learning che si adatta allo stile di guida e alle condizioni di traffico e manto stradale, lavora affinché la batteria sia sempre carica e dunque l’auto possa essere sempre utilizzata come una ibrida. A ciò si aggiunge, infine, la comodità della ricarica rapida.

Tempi di consegna e manutenzione

In questi tempi di ritardi e rinvii, Lynk & Co cerca di distinguersi dai competitor grazie a vetture in pronta consegna che, assicurano i vertici del brand, non impiegano più di 5 settimane (spesso anche 3) per giungere a destinazione.

Resta da migliorare il servizio di aftermarket e manutenzione. Negli anni scorsi, il brand, ha ammesso il Ceo, ha sofferto di tempi eccessivamente lunghi per l’arrivo di pezzi di ricambio. Negli ultimi mesi le difficoltà sono state appianate: il 99% dei pezzi di ricambio di tutte le vetture Lynk & Co è disponibile presso un centro in Svizzera, con tempi di consegna di 3 giorni o poco più. Tempi che, tuttavia, sono ancora troppo lunghi per un’auto aziendale, per cui il tempo è denaro; per questo motivo, spiega Appelgren, l’obiettivo è quello di far arrivare i ricambi anche nei centri della rete ufficiale Volvo, con una distribuzione capillare sul territorio.

In corso anche una possibile partnership con PlugService per offrire, a chi acquista o noleggia una Lynk & Co, anche un servizio di abbonamento e fruizione delle colonnine di ricarica pubbliche. Perché il servizio diventi effettivo, tuttavia, sarà necessario aspettare che l’Europa ratifiche la possibilità di pagare la ricarica dell’auto anche con bancomat, carta di credito o servizi digitali come Apple Pay e simili.

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