L’azione, per il momento, è concreta e immediata nel rinviare la conformità delle case auto al target sulle emissioni di CO2 a un periodo triennale (2025-2027). Poi c’è il Piano, ovvero, misure di scenario partorite dal Dialogo strategico sull’industria dell’auto europea.
Servono incentivi all’acquisto, quanti fondi, come e quando, verrà rivelato nei prossimi mesi. Ci saranno investimenti sull’approvvigionamento delle materie prime per le batterie (settore saldamente in mano ai player cinesi). C’è la promessa dello snellimento normativo in tema di auto a guida autonoma e l’idea di favorire la collaborazione tra costruttori sullo sviluppo software e hardware dei Software Defined Vehicles.
ACCELERARE SULL’ELETTRICO PASSANDO DALL’AUTO AZIENDALE
Il Piano d’azione tratteggiato dall’Europa riserva, però, una corposa parte del futuro intervento di decarbonizzazione – leggi: adozione di auto elettriche – al mondo delle flotte aziendali, del noleggio, dei servizi di mobilità (taxi, car sharing).
Quelle che al momento restano “azioni suggerite” agli Stati membri, da adottare sulla base di best practices misurate in alcune realtà europee, sono destinate a trasformarsi in un quadro normativo entro fine anno. Ci sarà l’indicazione su come, passando dalla mobilità aziendale e intervenendo sulla tassazione, verrà accelerato il processo di transizione all’elettrico.
Gli acquisti di auto nuove da parte di società vale il 60% dei volumi totali in Europa, contro il 40% di quota ai privati. La premessa dalla quale parte il Decarbonise Corporate Fleet presentato dalla Commissione indica nel trattamento fiscale “la principale leva in grado di determinare la scelta dei veicoli, offrendo un’opportunità importante di accelerare il passaggio a veicoli a zero emissioni attraverso interventi fiscali”.
I NODI LEGATI ALLA RICARICA
Ecco, acquisiti i veicoli i temi relativi all’uso concreto, quotidiano, restano gli ostacoli noti. Anzitutto, le possibilità di ricarica e l’idoneità dell’auto elettrica a percorrere elevati chilometraggi al netto dei tempi di sosta per la ricarica. Passando dalla necessaria programmazione nell’uso dell’auto. Acquisita e assegnata l’auto elettrica, è tutto il paradigma di fruizione del veicolo che va ripensato. Potrà essere funzionale per una fetta di automobilisti, difficilmente potrà esserlo tout court.
Siamo alla fase dei consigli, prassi verificate in alcuni Stati membri e suggerite dalla Commissione. Partendo dalla consultazione pubblica del 2024 sul “Greening” delle flotte aziendali, è stato evidenziato “come i costi (di acquisto, operativi, legati al TCO) definiscono le decisioni di acquisto dei fleet manager. Il trattamento fiscale è stato ampiamente ritenuto un fattore chiave”.
Cosa attendersi, quindi, dall’intervento in arrivo a fine anno e con i colloqui di alto livello che inizieranno con gli stakeholders del settore nel secondo trimestre?
TASSAZIONE, GLI ESEMPI DI BELGIO, SPAGNA E REPUBBLICA CECA
L’idea del legislatore europeo è di intervenire sulla tassazione. Gli esempi portati dalla Commissione guardano, ad esempio, a quanto fatto in Belgio. Segnatamente è stata limitata la deducibilità dei costi legati all’auto per tutti i veicoli non elettrici. In aggiunta alla limitazione della deducibilità delle spese carburante e ricarica sulle auto ibride plug-in. Mantenendo, al contrario, la deducibilità integrale delle ricariche sulle auto elettriche.
Occhi puntati anche alla prassi spagnola e ceca in tema di ammortamento. In Repubblica Ceca è possibile l’ammortamento in 2 anni dei veicoli puliti: 60% del prezzo nei primi 12 mesi, 40% massimo per i secondi 12 mesi. Si prospetta un intervento ampio sul regime fiscale applicato alle auto elettriche e quelle termiche, che potrebbe interessare anche la “progressiva eliminazione della deduzione dell’IVA sulle auto convenzionali”.
Saranno mesi di discussioni articolate, viste le divergenze sulle soluzioni immaginate dal legislatore europeo. “In aggiunta alla procedura di valutazione dell’impatto che avrà la proposta, la Commissione avvierà un dialogo ad alto livello con tutti i portatori di interesse rilevanti, a partire dal secondo trimestre del 2025.
Sarà mirato a discutere misure rilevanti e opzioni di azione sulle flotte aziendali, come anche esigenze e dinamiche del mercato”. Valutazioni che coinvolgeranno anche “la tipologia di imprese, i veicoli e le flotte alle quali dare priorità, l’impatto sull’inquinamento e le dimensioni territoriali. Per garantire la competitività e al contempo ridurre i fardelli amministrativi e i report a carico di imprese e PMI”.
Il testo integrale del Decarbonise Corporate Fleets
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