Con il patrocinio di

Mercato veicoli commerciali in frenata a giugno: il noleggio a lungo termine cede terreno, accelera il breve

Mercato veicoli commerciali in frenata a giugno: il noleggio a lungo termine cede terreno, accelera il breve
Buone però le performance dei Plug-In, che passano dall'1,0% di un anno fa al 2,1% di giugno (2,3% nel cumulato), e degli ibridi, all'8,8% nel mese (10,4% nel semestre).

IN QUESTO ARTICOLO

Il mercato italiano del noleggio disegna a giugno un quadro a due velocità per i veicoli commerciali leggeri. Il noleggio a lungo termine segna una battuta d’arresto pesante, perdendo il 28,6% dei volumi rispetto a giugno 2025 e cedendo ben 6,7 punti di quota, che scende al 29,2% (28,4% nel primo semestre, -3,7 punti). A pesare è soprattutto la marcata flessione delle società captive, a cui si aggiunge un calo più contenuto delle top company indipendenti.

Di segno opposto il noleggio a breve termine, che nel mese accelera in modo netto: +4 punti di quota, al 10,9%, portando il dato cumulato al 6,4% (+1,7 punti nei sei mesi). A confermare la propria leadership nel canale sono enti e società, che salgono al 39,0% di share nel mese (+2,5 punti) e al 40,4% nel primo semestre (+0,7 punti).

Sullo sfondo di questi movimenti, il mercato complessivo dei veicoli commerciali leggeri (N1/N2) chiude giugno a 17.108 unità immatricolate, in calo del 12,1% sulle 19.453 dello stesso mese 2025 – anno che aveva già ceduto il 5,9%. Il primo semestre 2026 archivia così una flessione del 4,3%, per un totale di 94.759 unità contro le 99.026 di gennaio-giugno 2025.

Ecco l’elaborazione mensile dei dati Mimit prodotta da Unrae.

Mercato LCV: i dati di immatricolazione a giugno 2026

Sul fronte dei canali diversi dal noleggio, i privati mostrano tenuta relativa, guadagnando 1,4 punti di quota al 12,9% nel mese (15,2% nel cumulato, +0,2 punti), mentre le autoimmatricolazioni perdono quasi un quarto dei volumi, scendendo di 1,2 punti all’8,0% (9,6% nel semestre, +1,0 punto).

Sul fronte delle alimentazioni, i veicoli a batteria mostrano un lieve recupero mensile rispetto a maggio (3,9% contro 3,5%), ma il dato resta più che dimezzato se confrontato al 7,4% di giugno 2025 – mese che aveva beneficiato del lancio commerciale di un nuovo modello. Nel cumulato semestrale la quota BEV scende dal 4,3% al 3,2%.

Il diesel, con una contrazione più contenuta rispetto al mercato nel suo complesso, recupera invece 3,7 punti e sale all’80,6% di quota mensile (78,4% nel semestre, -2,3 punti). La benzina cede terreno al 3,1% (3,5% nei sei mesi), il GPL scende all’1,6% (2,2% nel semestre). Da segnalare il raddoppio dei plug-in, che passano dall’1,0% di un anno fa al 2,1% di giugno (2,3% nel cumulato), e la crescita degli ibridi, all’8,8% nel mese (10,4% nel semestre). La CO2 media ponderata sale del 6,4% a 185,1 g/km, contro i 173,9 g/km di giugno 2025.

Leggi Anche: A giugno cresce il mercato auto (+10%), anche grazie a chi ha ritirato le auto acquistate con l’Ecobonus 2025.

ORA TUTTI IN ATTESA DEGLI INCENTIVI

Dopo una lunga attesa, il 26 giugno è stato pubblicato sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy il DPCM 10 giugno 2026, che definisce gli incentivi per l’acquisto di veicoli commerciali nuovi di categoria N1 e N2 fino a 7,2 tonnellate. Lo stanziamento complessivo è di 180 milioni di euro, suddiviso in tranche da 40 milioni annui fino al 2029 e una quota finale di 20 milioni per il 2030.

I contributi, calibrati in base alla massa massima ammissibile e alla tipologia di alimentazione, sono destinati alle PMI attive nel trasporto merci in conto proprio o in conto terzi, con una riserva del 40% annuo dedicata esclusivamente ai veicoli a zero emissioni (BEV e FCEV). La loro effettiva erogazione resta però subordinata all’attivazione della Piattaforma Invitalia, non ancora operativa. L’auspicio dell’Unrae è che tempistiche e dettagli tecnici vengano chiariti il 14 luglio, in occasione del Tavolo Automotive convocato dal MIMIT.

“Dopo aver atteso a lungo la pubblicazione del decreto per gli incentivi, confidiamo che la misura venga resa pienamente operativa nel più breve tempo possibile”, ha dichiarato Roberto Pietrantonio, Presidente UNRAE, sottolineando il rischio che il perdurare dell’effetto annuncio continui a deprimere un mercato fermo da otto mesi. Pietrantonio ha inoltre auspicato una revisione al rialzo delle dotazioni, per generare volumi aggiuntivi con un impatto più incisivo.

Per l’Associazione, gli incentivi all’acquisto da soli non bastano a strutturare la transizione energetica del trasporto merci: servono infrastrutture di ricarica dedicate anche ai veicoli commerciali leggeri, interventi sui costi energetici e un credito d’imposta al 50% per gli investimenti privati in ricariche fast oltre i 70 kW nel triennio 2026-2028.

***

CONTINUA A LEGGERE SU FLEETMAGAZINE.COM

Per rimanere sempre aggiornato seguici sul canale Telegram ufficiale e Google News.
Iscriviti alla nostra Newsletter per non perderti le ultime novità di Fleet Magazine.

Abbiamo parlato di:
Unrae
Iscriviti alla newsletter
Resta sempre aggiornato

Con la newsletter di Fleet Magazine ricevi anteprime, news e approfondimenti dal mondo della Mobilità

Condividi
Leggi anche

CASE AUTOMOBILISTICHE